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L’intervista di un genio

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Scusa Michele, non capisco.

Lasciamo perdere i dettagli dell'analisi econometrica. L'articolo mi pare lanciare 2 messaggi:

1) (theoretical considerations - a pinch of salt in the water?)  La teoria economica "mainstream" attuale avrebbe predetto un effetto sul consumo praticamente nullo. A nostro parere, e guardando i numeri, l'effetto e' invece consistente.

2) (policy considerations)  I rebates sono stati un successo da un punto di vista di policy.

Il tuo ragionamento mi pare inerente al punto (1), e dice sostanzialmente "nulla di straordinario, tutto previsto". Da questo ad attaccare il punto (2), pero', mi pare ce ne voglia. Se tu non contesti la validita' dei risultati econometrici, affermare che le conclusioni di policy dell'articolo sono un "non-sequitur" puo' significare una di queste due cose (o anche entrambe):

a)  (effetto quantitativo) gli autori hanno torto, i numeri sono piccoli e l'effetto e' basso.

b)  (metodologia)  queste analisi cosi' preliminari non sono economia, al massimo sono utili a far parlare di se'. Per avere risultati sensati, occorre aspettare qualche mese e svolgere un altro tipo di analisi empirica.

Tu non dici nulla di netto su questi due punti. Percio', non capisco come tu possa attaccare le conclusioni di policy dell'articolo.

 

Nota: sia chiaro che non ho posizioni da difendere per partito preso. E' solo che questo e' il primo articolo che leggo, firmato da economisti accademici, che descrive i rebates come un successo, e percio' mi va di rifletterci un po' sopra...

 

edit:  Ovviamente, nell'articolo "successo di policy" = "i consumatori spendono li sordi". Punto. E' questo che non ti piace?