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Spesa pubblica e tributi pagati nelle Regioni d'Italia

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Da ignorante, sono abbastanza stupito del dato relativo al Lazio:
almeno a livello di vulgata, la regione non brilla come modello di
produttività. E' corretto ipotizzare che le pubbliche amministrazioni
diano un grosso contributo a questi importi?

Certo. E grazie per ricordarlo, volevo infatti metterci una nota sulla distorsione statistica del Lazio, ossia Roma.

Alla medesima viene attribuito il valore aggiunto di tutte le grandi aziende (soprattutto pubbliche) che in essa hanno la sede legale o direzione (e.g. Alitalia, Enel, Eni, ...) oltre ai redditi di tutti gli altri funzionari della pubblica amministrazione e dei politici, dal principe di Napoli sino all'ultimo portaborse dell'ultimo deputato. Tutti questi soggetti pagano tasse che appaiono come prodotte a Roma e nel Lazio. Nel caso dei dipendenti pubblici e dei politici, ovviamente, l'ironia è doppia visto che si tratta di una partita di giro. Sia le loro tasse che i loro redditi netti vengono pagati attraverso la tassazione degli agenti economici privati.

La mappa giusta, insomma, sarebbe quella del solo settore privato, per quanto riguarda la tassazione. Ma purtroppo non c'è e che io sappia l'ISTAT non si è mai premurato di cominciare a produrla. Chissà perché ... (Ah, anche l'ISTAT ovviamente sta a Roma). 

Grazie della precisazione.

Peccato, come fai notare, non avere
i dati relativi al solo settore privato. Nei prossimi giorni vado in
ferie, magari dedicherò una giornata a cercare qualche dato. ;)

infatti metterci una nota sulla distorsione statistica del Lazio, ossia Roma

Credo che la distorsione (sia pure in misura minore) vada considerata anche dal lato della spesa, dato che probabilmente molte spese risultano accentrate su Roma perchè qui ci sono i centri decisionali ad esse inerenti.

Prendiamo le spese per difesa, che incide per €. 2.414 milioni (€. 458 pro-capite ossia quasi record italiano) e sicurezza (€. 2.891 milioni - €. 549 pro capite)

Data l'assenza di basi nucleari sul Tevere o una pervasiva presenza della mafia da contrastare, è da presumere che tale dato abnorme sia dovuto alla presenza a Roma dello stato maggiore e degli uffici connessi (difesa - carabinieri e polizia) oltre che dalla necessità di garantire la sicurezza ad ambasciate, capi di stato in visita ecc. il tutto moltiplicato per due, considerando anche il Vaticano.

Una conferma indiretta è data dalle spese per la difesa in Puglia e Liguria, che ammontano a €. 355 e 323 pro capite (n. 3 e 4 nella classifica nazionale) evidentemente dovute alla presenza delle basi navali di Taranto e La Spezia, per non parlare dei 543 euro pro-capite del Friuli (record nazionale), noto baluardo difensivo dell'Italia all'epoca della guerra fredda e sede di numerose caserme e basi.

Quello che invece vorrei capire è cosa si intende con spesa per "assistenza", dato che in questa voce ci sono disparità incomprensibili, visto che si va dai cinque euro pro-capite della Puglia ai 149 della Lombardia o i 102 della Basilicata, che con la Puglia ci confina

Alla medesima viene attribuito il valore aggiunto di tutte le grandi
aziende (soprattutto pubbliche) che in essa hanno la sede legale o
direzione (e.g. Alitalia, Enel, Eni, ...)

E' bene sottolineare che i mezzi per correggere questa distorsione sono disponibili perche' ad esempio l'IRAP pagata dalle imprese viene suddivisa tra le regioni di attivita' in base ai dipendenti, basterebbe usare lo stesso algoritmo IRAP (deducibile anche dai versamenti IRAP Regione per Regione) per ripartire anche IRPEG e IVA. Non escludo che per alcuni studi e alcuni dati disaggregati questo sia stato fatto.  In questo caso particolare e' probabile che non sia stato fatto, ma bisognerebbe investigare con i redattori.

Come gia' detto comunque i versamenti IRPEF di parlamentari e alti dirigenti dello Stato beneficiano la Regione Lazio piu' di altre. [Tra gli alti dirigenti dello Stato menzionerei anche anche (per l'importo degli appannaggi) uscieri, barbieri, giornalisti, intrattenitori e dirigenti vari della RAI].  Inoltre la presenza di vari Enti e strutture direttive centrali dello Stato origina un numero relativamente maggiore di appalti e forniture pubbliche spesso gonfiate da pratiche collusive e/o monopolistiche che contribuiscono a generare gettito fiscale non esattamente proporzionale ad una reale produzione, ma comunque dichiarato e pagato a causa della natura statale delle commesse.