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Spesa pubblica e tributi pagati nelle Regioni d'Italia

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E' sempre meglio fare i conti pro-capite: lo Stato italiano ogni anno spende 2000 Euro per ogni Campano in piu' di quanto riscosso come tasse. Per ogni famiglia italiana tipo di 3 persone, sono 6000 euro all'anno. Una spesa del genere potrebbe essere produttiva se fosse una spesa per investimenti produttivi, cioe' orientata a finanziare ad esempio ricerca tecnologica, attivita' produttive innovative e competitive, o magari anche solo istruzione sottoposta pero' a valutazioni reali dei risultati. In questo modo investimenti UE infinitamente inferiori a quelli di cui stiamo parlando hanno indotto sviluppo in Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo.

Il problema dello Stato italiano e' che questi ingenti finanziamenti al Sud non vanno a finire in investimenti produttivi ma vanno a finire nella spesa corrente, che include a sua volta una elevata componente clientelare finalizzata all'acquisto di consenso politico. L'Italia finanzia specificamente gli stipendi dei dipendenti statali, regionali, del comparto sanitario, inclusi tutti gli sprechi come i famosi spazzini di Bassolino che non fanno nulla "perche' mancano i mezzi".

Questa spesa non solo non induce sviluppo, ma fa ancora peggio: distorce l'economia campana con effetti nocivi. Nel contesto dell'economia Campana, che ha PIL pro-capite pari a circa il 60% del PIL pro-capite medio del Centro-Nord, gli stipendi statali sono eccessivi nel senso che sono smisurati rispetto ai compensi per paragonabili attivita' nel settore privato.  Oltre a questo, l'attivita' statale e' organizzata in modo da consentire a molti di svolgere un doppio lavoro assentandosi in vario modo, parecchi perfino legalmente come i famosi spazzini pagati ma che non possono lavorare. Salari migliori e possibilita' di fare un doppio lavoro rendono l'impiego statale estremamente vantaggioso per i Campani, che lo preferiranno alle attivita' private. Questa non e' una "colpa" dei Campani, e' una risposta razionale a determinate condizioni al contorno, la cui responsabilita' e' dello Stato Italiano, del modo in cui la Casta politica ha organizzato lo Stato (con la collaborazione dei Campani, peraltro, le proteste contro questi errori vengono primariamente da altrove).

Sia per la concorrenza dei salari pubblici, sia per l'effetto dei contratti nazionali per i salari delle imprese private, le attivita' produttive private Campane sono messe fuori mercato.  La produttivita' delle attivita' private Campane e' l'80% circa di quelle del Centro-Nord, approssimativamente, se ricordo bene (potrebbe anche essere l'80% della media italiana, se qualcuno ha dati piu' accurati mi corregga). Se la Campania fosse indipendente, ci si potrebbe aspettare che il suo PIL pro-capite sia l'80% di quello del Centro-Nord, invece del 60% come e' ora, fra l'altro.  I salari privati Campani dovrebbero essere l'80% di quelli del Centro-Nord, invece vengono pompati verso l'alto dalla concorrenza sleale del settore pubblico-statale e dai contratti nazionali. In fin dei conti l'intervento statal-sindacale nell'economia Campana produce questi effetti, tutti misurabili:

  • aumento della disoccupazione rispetto alla media italiana: le imprese private non hanno convenienza ad assumere e non e' competitivo produrre in Campania perche' i salari indotti dal resto del sistema sono troppo elevati rispetto alla produttivita'. [Qui ci vorrebbe una nota a margine: quello che viene depresso e' l'occupazione legale.  L'occupazione reale in Campania e' elevatissima, probabilmente piu' elevata di USA, Singapore e Hong Kong, studi condotti sul campo dall'Universita' di Napoli hanno mostrato come su 200 disoccupati napoletani, tutti lavoravano in nero, non ce n'era uno che fosse realmente disoccupato. Nel contesto Italiano e Campano in particolare non esistono sussidi generalizzati ai disoccupati, e non esistono validi controlli contro l'economia sommersa, per cui includendo l'economia sommersa il mercato del lavoro Italiano non ha alcuna rigidita' e per l'assenza dei sussidi generalizzati ai disoccupati induce elevatissimi tassi di occupazione]
  • pressione sociale, anche a causa della disoccupazione, per ottenere posti di lavoro statali, quindi dipendenti statali in esubero, assunti con logiche clientelari, sotto-utilizzati, complessivamente improduttivi
  • le imprese private Campane sono spinte verso l'evasione fiscale piu' che nel resto della Penisola (la carenza di tradizioni civiche locali poi amplifica ancora piu' il fenomeno).

I problemi derivano dal fatto che lo Stato italiano finanzia in Campania come nel resto del Sud la spesa corrente in termini di salari pubblici, e la gestione clientelare del consenso, invece di commisurare la spesa pubblica corrente al PIL e alle entrate locali e investire il surplus di spesa pubblica in modo produttivo. A fondamento ideologico di questo modello sbagliato e storicamente fallimentare, e' stata elaborata dall'Ulivo (e ora sta venendo implementata da Calderoli) una Costituzione "federale" dove tutte queste pratiche sbagliate sono state costituzionalizzate dietro il paravento della perequazione. Perche' la Casta vuole continuare, con la scusa della perequazione, a comperare voti al Sud con la spesa pubblica, garantendosi' cosi' la permanenza al potere.

Perequare significa continuare, diabolicamente, a sbagliare. Nella UE i fondi comunitari sono amministrati non certo per perequare ma per lo sviluppo delle aree povere, e storicamente hanno dimostrato, combinati con buone regole sul libero commercio, di funzionare bene. La perequazione, cioe' avere salari e spesa pubblica uguali e indipendenti dal contesto, dal costo della vita e dalle entrate fiscali locali, ha invece dimostrato di essere sbagliata e fallimentare nella maniera peggiore immaginabile, perche' ha indotto solo sottosviluppo ed economia drogata dall'intervento e dalla corruzione pubblica nelle aree sottosviluppate, a fronte di costi che sono enormemente superiori a quelli dei finanziamenti UE allo sviluppo.