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Spesa pubblica e tributi pagati nelle Regioni d'Italia

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Ti ringrazio per il post, avendo studiato all'università Economia Politica su testi Keynesiani, anzi di sinistra, (Hunt e Sherman) ho difficoltà a scrostarmi, non entro in dettagli, ma non credo che Keynes avesse del tutto torto sul mitico moltiplicatore (anche se, come tu ricordi, io ho studiato l'acceleratore ).

Interessante è dire, ed hai perfettamente ragione, chi lo paga il deficit: gli altri. Quello che nessuno dice, ma che in varie associazioni imprenditoriali di cui faccio parte risulta abbastanza chiaro, è che noi dal Nord "importiamo" praticamente tutto: eccetto il settore turistico-alberghiero non c'è settore autonomo, manifatturiero o dei servizi, che non dipenda dal nord per gli acquisti, poi le merci colà acquistate vengono poi "immesse" sul mercato locale, finanziato da una spesa pubblica inefficiente e clientelare.

Non dico che conosco la risposta alla mia domanda, dico che questi sussidi ritornano là dove sono stati prodotti sotto forma di acquisto di beni e servizi, uno studio interessante (dell'Unicredit credo, ma era in un convegno di due anni fa) sui flussi finanziari dimostrava che la Campania "esportava" capitali, di cui una buona parte di provenienza illecita, ma un'atra parte molto significativa era verso il Nord Italia, ed erano flussi fra aziende.

L'ingresso di flussi finanziari era invece in massima parte di parte statale o comunitaria, addirittura praticamente pari a ZERO quello di multinazionali non italiane.

Il discorso ci porterebbe troppo lontano, forse pur venendo da considerazioni di base diverse, giungeremmo alla medesima conclusione: basta con sussidi e prebende varie, niente "fondo di perequazione" calderoliano, solo così si potrebbe spezzare il circolo vizioso dell'assistenzialismo, (che, ti ripeto, conviene anche al Nord) e dalle macerie venire qualcosa di nuovo. Altrimenti Bassolino, o chi per esso, vincerà sempre (e ci credo, gestire 10 mld di euro di sussidi...).

questi sussidi ritornano là dove sono stati prodotti sotto forma di acquisto di beni e servizi

Questo è un discorso che sento spesso e non mi ha mai convinto.Da un lato perchè se i produttori (ovunque risiedano: se paghi le tasse in questo discorso sei "lombardo" anche tu) non dovessero sussidiare i compratori del sud sarebbero più competitivi su altri mercati, dall' altro perchè se/quando gli assistiti lo trovano conveniente si riforniscono altrove.Per non parlare della fetta di sussidio che rimane appiccicata alle dita di politici e burocrati vari.

questi sussidi ritornano là dove sono stati prodotti sotto forma di acquisto di beni e servizi

Questo è un discorso che sento spesso e non mi ha mai convinto.Da un
lato perchè se i produttori (ovunque risiedano: se paghi le tasse in
questo discorso sei "lombardo" anche tu) non dovessero sussidiare i
compratori del sud sarebbero più competitivi su altri mercati, dall'
altro perchè se/quando gli assistiti lo trovano conveniente si
riforniscono altrove.Per non parlare della fetta di sussidio che rimane
appiccicata alle dita di politici e burocrati vari.

Non c'é alcun dubbio, Marcello, ma è un discorso che - a latere di un'ipostazione giustificazionista ben diffusa in tutto lo stivale - sembra risentire di una certa cultura del vittimismo tipica di alcuni territori, che persone come Marco Esposito (ed altri che personalmente conosco nella stessa zona), capaci di ragionare in termini di mercato, potrebbero contribuire a debellare.

Credo sia necessario provarci - Marco, mi rivolgo a te - anziché sostenere che "la Confindustria campana è in mano agli edili", lasciando intendere che non ci sia niente da fare: se vuoi, sono disponibile a parlarne - fammi sapere come - per vedere se sia possibile intraprendere azioni comuni.

Tanto, il Don Chisciotte (ed anche il rompicoglioni, per la verità) lo faccio sempre ...... :-)

Non sono vittimista, molti, anzi quasi tutti quelli che conosco nel settore imprenditoriale, non lo sono, ma i flussi finanziari non sono vittimisti, sono chiari: se non fosse per il settore pubblico la Campania avrebbe un saldo negativo, anche abbstanza pesante, nei confronti del Nord Italia.

Vado oltre quello che ho detto, una "Santa Alleanza" nel settore piccolo e medio sarebbe dovuta e sacrosanta, innanzitutto in nome del libero, vero, mercato, inoltre io preferisco di gran lunga un taglio netto al deficit spending, basta vivere alle spalle degli altri, così che si elimini ogni alibi al fare, o al non fare, tipicamente meridionale.

Anche perchè, impegnato in un settore ad altissima tecnologia e bassissima intensità di manodopera, sono stanco di sentire le solite litanie: non è più come una volta, i cinesi, lo Stato, le tasse e via parlando, non è vero, e che siamo al bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.

 

Non dico che conosco la risposta alla mia domanda, dico che questi sussidi ritornano là dove sono stati prodotti sotto forma di acquisto di beni e servizi

Mi sembra un'affermazione un po' troppo categorica. In primis sottovaluti il flypaper effect, per cui nel passare dal soggetto A (la Regione) al soggetto B (l'Ente X) un po' di soldi rimangono "appiccicati" ad A. Sui modi, the sky is the limit, se la Regione Campania ha aperto un ufficio di rappresentanza a NY tutto si può fare. In aggiunta, direi che le migliaia di assunti in enti inutili o le consulenze agli amici degli amici sono difficilmente soldi che "tornano al Nord". Infine, credo che la tipica PMI della provincia di Bergamo, quella che non ha appoggi politici che le permettano di fornire beni e servizi alla Regione Campania, preferirebbe di gran lunga pagare meno tasse che finanziare con le proprie tasse la propria produzione.

credo che la tipica PMI della provincia di Bergamo, quella che non ha
appoggi politici che le permettano di fornire beni e servizi alla
Regione Campania, preferirebbe di gran lunga pagare meno tasse che
finanziare con le proprie tasse la propria produzione.

Al di là di ogni ragionevole dubbio!

Ribadisco, la richiesta delle (piccole) aziende manifatturiere che competono sui mercati è molto semplice ed univoca: vogliamo le stesse condizioni di partenza dei nostri concorrenti di Innsbruck o di Grenoble, non di Guangzhou.

assistenzialismo, (che, ti ripeto, conviene anche al Nord)

L'assistenzialismo che finanzia i consumi meridionali non conviene al cittadino medio del Nord, e nemmeno a quello del Sud, conviene invece, oltre che alla Casta che rapina quanto puo' del flusso finanziario che amministra, alle grandi imprese del Nord, particolarmente quelle che hanno una insana sovraesposizione para-monopolistica sul mercato italiano, come la Fiat in primo luogo, poi le grandi banche e cosi' via. Infatti i piu strenui difensori dell'assistenzialismo, che include anche i prepensionamenti e gli aiuti alle imprese, sono proprio le grandi imprese del Nord assistite e colluse con lo Stato.

L'effetto netto dell'assistenzialismo e' quello di trasferire ricchezza dalle tasche del contribuente medio a favore della Casta statale e delle grandi imprese, che poi sono prevalentemente del Nord, senza minimamente migliorare l'economia del Sud.  Senza assistenzialismo, secondo me il Sud avrebbe un reddito pro-capite pari all'80% del Nord, con margini di miglioramento e probabile convergenza futura.  Con l'assistenzialismo il reddito pro-capite del Sud e' il 60% di quello del Centro-Nord, e l'assistenzialismo sostiene i consumi fino ad avvicinarsi all'80%.  Allo stesso tempo e' una vera e propria droga per l'economia meridionale ed orienta i meridionali verso l'impiego statale e il parassitismo.

quoto il tuo intervento al 99 %, ne tengo fuori la Fiat (almeno quella attuale), perchè è un ottimo cliente ( e quindi ci tengo a una parte della pagnotta), e poi perchè, almeno con il settore con cui ho a che fare, non ha comportamenti assistenzialisti, ma da vero leader di mercato. Poi va a vedere...ma rimane il mio 99 %.