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La violenza è sempre "spiacevole"

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Johnny non contestavo i tuoi motivi per pubblicare quel link. Anzi, ben venga tutto quello che alimenta il dibattito. Però, spassionatamente, e senza andare a toccare l'autorevolezza della fonte, mi sembra un angolo davvero troppo stretto per trovare responsabilità altre nell'episodio. Sarebbe interessante se si riuscissero a trovare tante testimonianze dei singoli, ma ho come idea che sia una chimera.

Altra cosa è il contenuto del report, che mi fa sclerare (tornano i giovanilismi!) ;) ma qui sono OT, scendo al livello personale che notoriamente non conta niente, e quindi cerco di farla breve, scusandomi con gli autori. Trovo agghiacciante il fatto che in quella pagina si accostino due simboli: a uno ero vicina, e ci ho lavorato con la soddisfazione di vederne i frutti (una ludoteca ricavata in un edificio abbandonato, aperta ai bambini del quartiere, residenti e rom di un campo vicino -- ora è classificata bene culturale), perché per me quel simbolo voleva dire "lavorare per la comunità per offrire servizi che il 'sistema' non dà, anche scontrandomici - dialetticamente, amerei aggiungere - quando il 'sistema' mi dice "levati dalle palle che qui ci costruiamo un ipermercato"; l'altro che invece nel 'sistema' ci è saldamente ancorato. Ecco: se quel racconto fosse stato pubblicato in un blog, o su un medium neutro, l'avrei letto con freddezza. In quel contesto mi ha fatto infuriare, perché poi io faccio il quadruplo della fatica a far capire a persone come i lettori di NfA quel che c'era (c'è? boh? me ne so' annata!) nel simbolo 1. E mi passa la voglia di fare i distinguo.

Michele, ho un paio di doc martens dei bei tempi, rinforzati in punta. Potremmo darci il cambio dalle parti di Poggibonsi.