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Non ci resta che piangere.

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volete sapere come avvengono le elezioni in Confindustria ? Non esiste
nemmeno il programma elettorale, esiste solo la confluenza di interessi
e gli equilibri associativi

Sia chiaro, Confindustria non è un "organismo democratico" nel senso che normalmente si dà al termine e le elezioni - peraltro rispettose delle regole stabilite - son solamente la ratifica di accordi, sebbene - questo sì - si svolgano sempre ampie consultazioni.

Non per questo, però, si deve forzatamente dedurre che i giochi siano sporchi. Il problema fondamentale, al di là delle ambizioni di qualche "scalatore" (peraltro umanamente legittime, ci mancherebbe), è dato dalla grande disponibilità di incarichi, a fronte del numero insufficiente di associati disposti a dedicare una parte del proprio tempo (del tutto gratuitamente) alla vita associativa.

Inoltre, si cerca sempre di comporre squadre coese, che abbiano la capacità di condurre un'azione efficace e coerente con le necessità individuate e, perlomeno nella mia ormai lunga esperienza, i programmi ci sono e vengono discussi.

Ciò non toglie, ovviamente, che esistano lobbies ed alleanze ma, ad esempio, vigono da sempre regole relative al tempo massimo di permanenza in ogni carica, con divieto assoluto di rielezione immediata dopo il canonico 2+2 (che comporta una verifica di metà mandato, non sempre scontata): magari la politica ne avesse di simili!

Non si creda, poi, che la partecipazione ai vari comitati, direttivi o parlamentini sia garanzia di chissà quali affari: solitamente la motivazione, per la gran parte degli iscritti attivi, risiede nella possibilità di crescita umana, culturale e professionale portata dal confronto, non disgiunta da una certa gratificazione "da ruolo", ma soprattutto in una vera passione che prende chi svolge tale attività.

Personalmente - e non sono una mosca bianca - mai ho cercato né ottenuto alcun vantaggio economico, semmai attestati di stima - che non nego facciano piacere - e la soddisfazione di veder attuati programmi e suggerimenti, senza nemmeno condurre "campagne elettorali" ma attenendomi sempre alla vecchia regola di Leopoldo Pirelli "in Confindustria non ci si candida, si viene chiamati".

Non sostengo certo - l'ho già detto - che "tout va bien madame la marquise": c'è da fare per migliorare, ma ritengo sbagliato anche non considerare gli aspetti positivi e non impegnarsi a portare il proprio contributo di idee e di passione.

Se poi, Marco, le tue esperienze napoletane sono negative, magari può dipendere da un ambiente particolare ma, credo, se ne hai voglia puoi fare qualcosa anche tu. Tra parentesi, conosco imprenditori della tua zona di cui si può avere il massimo rispetto, pur in situazioni obiettivamente complicate: prenderò a prestito il motto sallustiano che mi è sempre piaciuto e che un collega utilizza come sottointestazione del suo blog: "faber est suae quisque fortunae" (ognuno è artefice delle proprie fortune).

La lingua batte dove il dente duole. Sono personalmente (ma non sono solo) arrabbiato con la gestione "edile" della Confindustria napoletana, ma gli accordi che vengono presi agli alti livelli prevedono sempre questo tipo di gestione, per cui poi non siamo capaci di presentarci uniti per porre delle proposte.
Last but not least: Atitech, pochi sanno che in Campania abbiamo un polo d'eccellenza per l'aviazione,e Atitech non rappresenta una malagestione, ovvero è un'azienda che, con gli opportuni tagli soprattutto ai livelli dirigenziali, è in grado di stare da sola e generare utili, oltretutto in grado di fare "sistema" con Alenia, Alfa Avio, Fiat Avio, Vulcanair, Aereosoft, Magnaghi.

Solo che mentre "i capitani coraggiosi" (?) si accordavano per quello scandalo che è la vendita di Alitalia noi qui niente, tutti zitti...