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Alitalia: verso il fallimento della legalità

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Mentre continua il balletto, leggo un po' di incazzati editoriali sui quotidiani più in vista. Ripetono più o meno tutti i concetti che trovate in questo, ma De Vico è lungi dall'essere unico, vedasi per esempio quest'altro e quest'altro ancora.

Tutto questo inquietarsi, predicare, perorare, criticare, discutere ed auspicare si fonda su un assioma comune e non dichiarato: che se chiude Alitalia e NON viene sostituita da una compagnia di "bandiera" (ossia, controllata da italiani, con l'approvazione del governo italiano e con gli attuali dipendenti di Alitalia come forza lavoro) casca il mondo. Ma nessuno, assolutamente nessuno, fra le dozzine che continuano a perorare ci ha spiegato PERCHÈ! Perché casca il mondo se chiude Alitalia?

Si dirà: neanche il governo l'ha spiegato, quindi? Quindi niente: il governo lavora per se, come lavora noper se stessi i sindacati ed i signori del CAI. Ognuno di questi soggetti vede un grande tornaconto nel convincere gli italiani che senza compagnia di bandiera il paese va in malora e ci invadono i marziani. Governo, sindacati e combriccola CAI hanno, ognuno, grande convenienza personale a far sì che la compagnia di bandiera si faccia e che venga finanziata dagli altri 59 milioni di italiani ripagati dal tricolore in coda. Quindi, che costoro (governo, sindacati, CAI) mentano non è sorprendente: è coerente con i loro interessi. Tutti sappiamo che essi mentono.

Ma i giornalisti, i commentaristi dei grandi giornali, a LORO perché conviene mantenere in piedi la grande balla? Questo chiedo, perché? Invece di tanti bizantinismi quotidiani, non sarebbe sufficiente dire la verità e chiedere, ogni beato giorno, che la si lasci fallire? Non riesco neanche a credere, eccezion fatta forse per il Corriere alcuni dei cui azionisti principali sono in torta CAI, che i grandi giornali sostengano la balla di Alitalia risorsa nazionale perché i loro padroni ci guadagnano: i conti non tornano. Allora, perché lo fanno? Ci credono? Non ci posso credere ... conformismo intellettuale? Topore mentale? Qual'e' la ragione?

Provate, o potenti signori del Corriere, del Sole, della Stampa e di Repubblica, a chiedere quotidianamente che la si lasci fallire, punto e basta. Non serve chiedere grandi e straordinarie riforme, bastano pochi semplici fatti: se Alitalia fallisse, per il momento ci basterebbe.

Tutto questo inquietarsi, predicare, perorare, criticare, discutere ed auspicare si fonda su un assioma  comune e non dichiarato: che se chiude Alitalia e NON viene sostituita da una compagnia di "bandiera" (ossia, controllata da italiani, con l'approvazione del governo italiano e con gli attuali dipendenti di Alitalia come forza lavoro) casca il mondo. Ma nessuno, assolutamente nessuno, fra le dozzine che continuano a perorare ci ha spiegato PERCHÈ!

Perchè gli imprenditori italiani sono comunque "comandabili", dirigibili, perchè fanno parte del sistema, della comunita', della ekklesia. Ad uno Spinetta non potresti (come potere politico) telefonare quello che deve fare, ad un R. Colaninno + Marcegaglia + ... sì (nel senso comunque di poter contrattare in varie forme e misure).

In Italia il livello di affastellamento delle relazioni politico-economico-associativo-familistiche rimane abnorme, e trascina l'individuo nel gorgo.

RR

Ma i giornalisti, i commentaristi dei grandi giornali, a LORO perché conviene mantenere in piedi la grande balla? Questo chiedo, perché? Invece di tanti bizantinismi quotidiani, non sarebbe sufficiente dire la verità e chiedere, ogni beato giorno, che la si lasci fallire? Non riesco neanche a credere, eccezion fatta forse per il Corriere alcuni dei cui azionisti principali sono in torta CAI, che i grandi giornali sostengano la balla di Alitalia risorsa nazionale perché i loro padroni ci guadagnano: i conti non tornano. Allora, perché lo fanno? Ci credono? Non ci posso credere ... conformismo intellettuale? Topore mentale? Qual'e' la ragione?

Beh... secondo me molta ignoranza in materia e/o servilismo verso il padrone o comunque verso colui o coloro che sono percepiti come i "potenti" della partita.

Ulteriori contributi:

questo mi pare interessante,

quest'altro mi spaventa non poco:
"da Maurizio Solari, segretario confederale della Cgil, arriva la notizia di una maggiore disponibilità da parte della stessa Cai ad intervenire sui contratti: «Stanotte - ha detto Solari ai giornalisti prima di entrare al ministero del Lavoro - il governo ci ha riferito che Cai ha detto che ci sono risorse aggiuntive per i contratti». La cifra ipotizzata è di circa 100 milioni di euro".

Secondo voi, anche questi soldi (le misteriose "risorse aggiuntive"), dovremo scucirli sempre noi? 

Un'altra ipotesi: AL VIA LE MANOVRE PER ATTRARRE TEDESCHI E INGLESI 

 

Ecco spiegato tutto ... "il meglio del capitalismo italiano", annovera ...

Tanto, anche per oggi, il miracolo non ci è stato concesso. Lehman Brothers può fallire, Alitalia no.

"il meglio del capitalismo italiano"

Come sempre, ogni valutazione di tipo qualitativo non può che essere soggettiva e mi pare evidente che le opinioni del redivivo Cirino Pomicino non coincidano con quelle prevalenti tra noi, che dell'ex ministro democristiano non abbiamo, tra l'altro, una particolare stima (eufemismo, eufemismo .....)  :-)

Il mio personale mal di pancia è provocato dal fatto che tra "il peggio del capitalismo concessionario italiano", formato da quegli elementi che un mio amico e collega definisce "il veleno dell'economia", ha commesso l'errore d'infilarsi quella Marcegaglia che, invece, rappresenta davvero la prevalente parte sana, con un errore di valutazione - commesso nonostante il consiglio contrario ricevuto da alcuni colleghi a lei vicini - di cui ormai è ben conscia, al di là delle dichiarazioni ufficiali.