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Il mago e il nazista

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Ciao Enzo.

Secondo me le esternazioni di Tremonti sono interessanti per tutto quello che dicono, oltre che sul soggetto che si produce in esse, anche per l'idea che danno dell'ambiente culturale italiano economico.

In primo luogo come tu dici fa riferimento a personaggi che da un punto di vista ideologico hanno detto cose che farebbero rabbrividire chiunque...ma il punto è che nessuno si sente in dovere di rispondere, non i giornalisti che molto gentilmente intervistano, nè gli accademici italiani, gli economisti intendo, che evidentemente sono legati a doppia mandata al sistema cialtronesco delle consulenze e dei centri studi foraggiati dalla politica. Dico: magari la dipendenza materiale in termini di consulenze  e prebende degli "studiosi" di economia italiana è solo una delle ragioni di tanto silenzio nei confronti del Mago Otelma di via XX Stronzate e mi piacerebbe davvero saperne di più. Inoltre qui facciamo tutti ironia sul fatto che il ministro dell'Economia sia fondamentalmente un commercialista, ma mi sembra di poter affermare che in genere molti Professori di Economia in Italia hanno come secondo lavoro, oltre a quello di docente anche il lavoro di commercialista, nè posso dimenticare la frase di un professore di economia che ho conosciuto che esordisce ogni anno nella sua lezione inaugurale dicendo: "vi insegnerò a fare in modo che se voi dovete 10 euro allo stato, alla fine sia lui a dovervene 20". Tutto questo per dire che qui su NFA facciamo un' ironia che magari uno non coglie perchè pensa: "il mio commercialista è ricco, sa come fottere lo stato (sogno di tutti gli italiani) ha la barca, la villa al mare e figli biondi, che più biondi non si può, ergo è un vincente...dunque beato Tremonti.

Inoltre mi sembra di avere già scritto che gli economisti italiani, o sedicenti tali, quali Tremonti, lo stesso Professor Prodi e Ciampi, sono fondamentalmente dei giuristi che hanno studiato l'economia dal punto di vista del diritto privato o societario (se non provenienti dalla gloriosa(?) Normale di Pisa dove hanno studiato lettere) e forse questo incide sulla mentalità statalista e regolamentatrice che manifestano quando parlano di economia.

Poi c'è tutta la questione della capacità predittiva delle scienze come l'economia. A me sembra di rivivivere i dibattiti del primi '900 sul rapporto tra scienze della natura e scienze dello spirito. Fra le mille cose che si potrebbero dire, dico quelle più facili e ad effetto:

1) Dire che l'economia non ha capacità predittive perchè non prevede il crollo dei titoli, le crisi economiche dovute all'aumento dei prezzi, credo che equivalga a dire che la fisica non serve ad un accidente nella costruzione di un aereoplano perchè un fisico non sa pilotare l'aereo e prevedere una catastrofe.

2) Potrei passare il resto dei miei giorni a studiare idrodinamica ma troverei cmque molto difficile descrivere fedelmente e con perfette capacità predittive il comportamento di un poco di panna in una tazzina di caffè caldo.

Ma ripeto questo sono fesserie di filosofia delle scienza, che non presuppongono quell'isomorfismo tra teoria e applicazioni di questa che Tremonti deve avere imparato chissà dove.

Il punto allora diventa questo. Di economia, Tremonti non sa e non vuo sapere, tacitando gli eocnomisti, si ispira a nazisti conclamati, la sua vocazione umanistica è vuota perchè non conosce nemmeno l'abc della filosofia della scienza...ma allora cosa rimane? I calzini a pois e la erre moscia....

PS: in un intervista al TG1, l'altra sera il nostro T. ha detto che in Italia le banche sono solide perchè hanno gli sportelli, e il sistema di controllo su di esse è severo. Ma l'intervistatore ha mancato di ricordare che avevano abolito il reato di falso il bilancio.

Per quanto riguarda l'ultima frase e la depenalizzazione del falso in bilancio, è da notare come nell'intervista originale a cui si rifà La Stampa, Tremonti dica che "Occorre un set di regole, vanno vietati «certi contratti», va inibito il ricorso a certi «paradisi legali» e con esso i bilanci falsi."

Ricordiamo che la legge sul falso in bilancio porta la sua firma (qui in fondo)