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Il mago e il nazista

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Oltre a Giavazzi, che quasi ogni domenica fa andare di traverso la briosche al signor T, ora anche Ostellino si ribella ....Chissà, forse ce la faremo?

 

 

Marco, mi sembri un po' troppo ottimista. I pezzi generici come quello di oggi Ostellino li ha sempre scritti. Ma i veri nodi vengono al pettine quando c'è da schierarsi su cose concrete, non su affermazioni fumose. L'Ostellino vero è quello che chiama la vergognosa manovra Alitalia una ''ineccepibile operazione di mercato''. È parte di una schiera di liberali che si ricordano di esserlo solo quando non spiace al padrone, i giornali italiani ne son pieni. A mio modesto avviso, la presenza di questi personaggi è una delle principali ragioni per cui in Italia il liberalismo gode di pessima fama.

Mi hai tolto, come spesso succede, la parola di bocca.

Sottoscrivo, sia l'osservazione sociologica generale che il giudizio nel caso particolare. Ostellino è uno di quei liberali che amano predicare mercato e regole astratte, tanto per impressionare un certo tipo di signore ... Poi, invece, trovano il lodo Alfano degli esempi di civiltà giuridica, approvano le truffe stile Alitalia, inveiscono contro il giustizialismo di chi mette in evidenza plateali conflitti d'interesse e, ovviamente, ritengono il finanziamento pubblico alla stampa quotidiana un atto saggio e dovuto.

Stessero semplicemente zitti, o ripetessero sempre e solo ciò che i loro padroni vogliono, farebbero meno danno.

L'Ostellino vero è quello che chiama la vergognosa manovra Alitalia una ''ineccepibile operazione di mercato''.

Ho criticato quel pezzo di Ostellino con un messaggio privato, la risposta dell'autore mi ha convinto in parte delle sue ragioni che elenco brevemente:

  • il titolo del pezzo "Bene la manovra Alitalia Ma ora che fare?" non e' stato scelto da Ostellino ma come si usa da altro giornalista del Corriere
  • Ostellino sostiene che nella prima parte dell'articolo (dove si legge "Una ineccepibile operazione di mercato") egli si limita a documentare quanto avvenuto senza dare giudizi  [anche se posso credere alla buona fede, rimane che allora il pezzo e' stato scritto male e non rende quanto l'autore desiderava comunicare]
  • nella seconda parte Ostellino esprime quanto pensa che consiste in:
  • se lo Stato vende la polpa di Alitalia alla Cai per quattro noccioline ... si
    tratterebbe di una rapina a danno degli italiani.
  • il governo dovrebbe riappropriarsi del totale controllo di Alitalia spa (la cosiddetta
    bad company) per tutelarne i piccoli azionisti - e aprire a offerte
    internazionali l' uso degli asset buoni di Alitalia
  • o meglio ancora "lo Stato procede alla creazione di un sistema integrato per i trasporti
    - che affronti in un' unica soluzione i problemi di Alitalia, Ferrovie,
    Tirrenia - e per la gestione delle infrastrutture per il turismo"

Il primo punto e' condivisibile, il secondo anche, il terzo meno, ma complessivamente si tratta di affermazioni ragionevoli. E ripeto che, sollecitato a rispondere su quanto ha scritto in quel pezzo, Ostellino sostiene (e non oggi, ma diversi giorni fa) che lui in quel pezzo non intendeva approvare l'operato recente del governo su Alitalia ma anzi sottolineare che sarebbe stato un furto regalare gli attivi a Colaninno & Co. facendo pagare i debiti ai contribuenti.

  • nella seconda parte Ostellino esprime quanto pensa che consiste in:
  • se lo Stato vende la polpa di Alitalia alla Cai per quattro noccioline ... si
    tratterebbe di una rapina a danno degli italiani.
  • il governo dovrebbe riappropriarsi del totale controllo di Alitalia spa (la cosiddetta
    bad company) per tutelarne i piccoli azionisti - e aprire a offerte
    internazionali l' uso degli asset buoni di Alitalia
  • o meglio ancora "lo Stato procede alla creazione di un sistema integrato per i trasporti
    - che affronti in un' unica soluzione i problemi di Alitalia, Ferrovie,
    Tirrenia - e per la gestione delle infrastrutture per il turismo"

Il primo punto e' condivisibile, il secondo anche, il terzo meno, ma
complessivamente si tratta di affermazioni ragionevoli. E ripeto che,
sollecitato a rispondere su quanto ha scritto in quel pezzo, Ostellino
sostiene (e non oggi, ma diversi giorni fa) che lui in quel pezzo non
intendeva approvare l'operato recente del governo su Alitalia ma anzi
sottolineare che sarebbe stato un furto regalare gli attivi a Colaninno
& Co. facendo pagare i debiti ai contribuenti.

Il secondo punto e' questionabile: i piccoli azionisti sono maggiorenni e vaccinati e nessuno li ha costretti a investire in quel catorcio. Salvarli con soldi del contribuente (che invece e' costretto a pagare le tasse) e' un'operazione ignobile di acquisto di consenso e di influenza politica con i soldi altrui: nessuno puo' affermare che la stabilita' del sistema finanziario dipenda dall'esistenza di una compagnia aerea di bandiera controllata da azionisti nazionali. 

Inoltre, avrei piu' stima di Ostellino se le sue precisazioni le facesse con lettere aperte al giornale che ha pubblicato il suo articolo, non in messaggi personali che non rischiano di infastidire i suoi padroni.

Cerchero' di documentarlo citando qualche pezzo.

Ho fatto una veloce ricerca sugli scritti di P.Ostellino sul Corriere. Quello che vedo e' che e' schierato costantemente contro i catto-comunisti, nonostante l'endorsment del suo direttore Mieli a favore dell'Unione nel 2006 e la linea costante degli ultimi lustri di supporto ai cattocomunisti da parte di Confindustria, Fiat e quindi del Corriere della Sera. Mi risulta che o nel 2006 o nel 2008 Unione o PD gli hanno offerto di candidarsi con loro ma Ostellino ha declinato. Non sono riuscito a trovare critiche esplicite contro Fiat & Co, le grandi imprese assistite e colluse con lo Stato, che talvolta appaiono negli articoli di Giavazzi e Mucchetti, ma non posso escludere ci siano.  Personalmente apprezzo alcuni suoi attacchi contro lo sfascio dello Stato italiano, come ad esempio questi che riporto:

Non li ho riletti tutti ora, ma da una veloce scorsa mi sento sostanzialmente in sintonia.

Affascinante il tema PO: permette di dissentire con persone con le quali assento quasi sempre! Quindi mi ci ficco, più per il gusto della polemica notturna fine a se stessa che per la rilevanza del tema PO, che rilevante ovviamente non è. Ma tant'è, questa è nFA ... da un lato si discetta di differentiable manifolds, knots e Virasoro algebra, e dall'altro si bisticcia sulla rilevanza umana del signor PO. 

Divertiamoci, dunque ... chiamando pane il pane e cacca la cacca. Come facciamo da sempre, con buona pace di chi è più elegante e sofisticato di noi.

Tutti i suoi  (di PO) argomenti, non solo il secondo o quello che sia, sono questionabili. Anzi, sono aria fresca detta a caso ... questo è il liberale doc e vorrebbe convincerci che il problema con CAI era che, forse, gli davano gli assets a basso prezzo? Come abbiamo ampiamente documentato, il problema era che li facevano monopolisti forever, e che c'erano conflitti d'interesse grandi come una casa, e che non c'era nessuna asta vera per stabilire il valore degli assets, e che la banca che doveva finanziare il tutto era stata tirata dentro a colpi di pressione politica ... ma dove vive e che dice, il liberale doc?

Mettiamola così: tutta l'evidenza disponibile (potremmo aggiungerne di ulteriore, anzi mi impegno a farlo: d'ora in poi farò da attento osservatore di ciò che scrie il signor Ostellino ... ho giusto in mente vari articoli in cui canta il peana di Craxi Bettino, esule e delinquente) sembra suggerire che il signore sia un pennivendolo che abbaia ai passanti che infastidiscono il suo padrone, compensando il tutto con liturgie pseudo liberiste tanto prive di sostanza come di originalità.

In privato dice che non è vero, che l'hanno inteso male, che lui voleva dire un'altra cosa, che non è vero che BS ora (e BC allora) è (era) la sua stella polare, che insomma lui è un povero e coerente liberale che deve barcamenarsi in un mondo terribile pieno di catto-comunisti e cose del genere. Muy bien, la soluzione ci sarebbe: smetta di barcamenarsi e parli come vorrebbe parlare. Vediamo se lo licenziano.

Se succede, gli facciamo una campagna di solidarietà e lo prendiamo a bordo su nFA. Poi pubblica un libro di memorie in cui documenta le angherie sofferte in 30 anni (give and take a few) al Corriere e paraggi facendo il liberale in un mondo catto-comunista. Vende un milione di copie, guadagna 6 milioni di euro ed è bello e tranquillo per sempre. Inoltre, continua a scrivere su nFA che, come lui ben sa, viene oramai letto da quelli che contano ... Sic, et simpliciter.