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Il mago e il nazista

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Visto che mi sono imbarcato nella difesa di P.Ostellino, faccio un breve intervento anche a difesa (d'ufficio) di GT. Dico difesa d'ufficio perche' considero i risultati di GT e complessivamente del CD nel periodo 2001-2006 molto deludenti. Tuttavia tali risultati e le affermazioni di GT vanno giudicate, oltre che su riferimenti assoluti, anche relativamente a quanto hanno fatto e detto i suoi concorrenti di centro-sinistra, e qui GT si salva...

Riassumendo, e' vero che nel 2001-2006 GT ha dovuto affrontare una grave crisi economica, e' vero che l'Italia ha sforato il deficit in quel periodo solo dopo che lo avevano gia' sforato Francia e Germania, ma complessivamente nella legislatura 2001-2006 il CD ha strapagato gli statali per cercare di comperare i loro voti (ricevendone in cambio una sonora sberla nel 2006) e ha fatto una diminuzione trascurabile dell'IRPEF, anche piuttosto truffaldina (deduzioni calanti col reddito), peraltro in linea con la tradizione fiscale italiana, e in cambio si e' ripreso la piccola elemosina IRPEF elargita al parco buoi aumentando il bollo sui conti correnti bancari e lasciando correre il fiscal drag a briglia sciolta.

I meriti di Tremonti che vedo sono sul lato della comunicazione e propaganda. Preferisco di molto GT che parla di togliere le mani dal portafogli degli italiani, che promette (anche se non mantiene) riduzioni di tasse, che afferma tagli alle tasse solo con il federalismo fiscale, piuttosto che un TPS che afferma che le tasse sono belle, che il Nord evade come il Sud, e che aumenta sia tasse che gettito consentendo al resto della compagnia di ladroni di aumentare ancora di piu' la spesa pubblica sperando di raccattare qualche voto dai pensionati. Per non parlare di quando confronto GT con i tromboni che perfino su un sito relativamente serio come lavoce.info predicano che il federalismo puo' solo aumentare le tasse.

Poi va dato atto a GT di aver detto tempo fa che questa crisi era paragonabile al 1929, ormai gli ultimi avvenimenti confermano secondo il mio modesto parere che questa crisi e' la piu' grave tra quelle avvenute dopo il 1929, almeno negli USA. Infine gli va dato atto di aver prima contrastato e poi liquidato A.Fazio come governatore della Banca d'Italia.

Pur non avendo competenze professionali di economia, vedendo le critiche tecniche qui espresse su GT mi sono convinto che non possa essere considerato un economista ma piuttosto, dal punto di vista professionale, un esperto piu' che altro giuridico di materia fiscale. Io lo vedo piu' che altro come un politico, cioe' una persona che va giudicata per le parole che dice e per quello che fa. Come ho detto giudico negativamente il suo operato nel 2001-2006, ma su termini relativi e' paragonabile all'operato tradizionale italiano e all'operato dei suoi concorrenti del centro-sinistra.Dal punto di vista della comunicazione, lo preferisco nettamente ai suoi concorrenti di centro-sinistra, il cui impianto ideologico e' sfortunatamente condannato a potenziare se possibile il malgoverno italiano nel settore economico e fiscale.

Aggiungo in coda che un ulteriore motivo che mi spinge a dire qualcosa in difesa di GT e' il fatto che su NFA viene subissato di improperi in maniera forse troppo corale e polemica. Non mi piacciono certi accenni quando troppo ripetuti (es. commercialista di Sondrio, la critica ai calzini a pois) e non vorrei che si instaurasse su NFA su alcuni particolari temi un conformismo polemico che in fin dei conti nuoce alla discussione.

Aggiungo in coda che un ulteriore motivo che mi spinge a dire qualcosa in difesa di GT e' il fatto che su NFA viene subissato di improperi in maniera forse troppo corale e polemica. Non mi piacciono certi accenni quando troppo ripetuti (es. commercialista di Sondrio, la critica ai calzini a pois) e non vorrei che si instaurasse su NFA su alcuni particolari temi un conformismo polemico che in fin dei conti nuoce alla discussione.

Io pure sono d'accordo sull'idea che non si debbano ripetere gli accenni relativi a polemiche personali, però di grazia uno che dice che nel suo paese ci sono più controlli e poi appone, da ministro, la sua firma sulla depenalizzazione del falso in bilancio, ecco, dimmi, come lo vuoi definire?

Il conformismo a me sembra quello che serpeggia intorno a Tremonti, invitato a discutere come se fosse davvero un esperto di politiche monetarie, cicli economici e così.

In coda aggiungerei che uno dei motivi per cui NFA fa incazzare, non te dico, ma in generale chi è oggetto delle critiche dei redattori o dei lettori di NFA, è semplicemente il fatto che a Tremonti e a agli altri personaggi pubblici sono applicati standard di valutazione intelletuale e tecnica, su questioni economiche e giuridiche, ma non solo, che usualmente sono assenti dalla discussione dei giornali delle TV e dei libri. Quello che a te sembra polemica corale e conformismo polemico, direi che è semplicemente quello che dovrebbero fare giornalisti e accademici...il punto è che siamo così disabituati a chiamare le cose con il loro nome o a esercitare una franca facoltà di giudizio nel merito, che quando e se lo facciamo, ci sembra già di stare esagerando.

Ma se invece l'asprezza di NFA o dei suoi più salaci lettori diventasse un metodo abituale di giudizio delle scelte della politica, io credo che si arriverebbe alle questioni con molta più velocità...e cmque credo che al di là dell'abbellimento polemico ancora qui si stia sulle cose e sui fatti più che sulle persone.

Poi certo io personalmente non sopporterei una cosa alla Ballarò, dove Bersani risponde all'ultima dichiarazione di Berlusconi in merito alla risposta di Alfano alla polemica lanciata a Di Pietro per rispondere alle critiche di Schifani....

A proposito di Ostellino...io in genere non sparo sulla Croce Rossa però secondo me su molte delle sue posizioni in campo economico concreto (scelte di politica industriale) credo che non ne capisca molto...lui gioca a fare il liberale blasè capace di trovare un punto mediano tra gli estremismi politici che di volta in volta si perita di individuare. Ma essendo il suo posizionamento ideologico sempre conseguente la sua personale necessità di dimostrare di essere equidistante o equivicino alle posizioni che sono diffuse nell'arco politico del momento, la sua riflessione finisce per essere sempre la bisettrice tra stronzate eguali e contrarie.

Adesso non ho tempo per riportare tutte le castronerie che dice, in tema di questioni giuridiche, ma mi sembra perfetta l'espressione che gli venne data di "liberale da riporto".

Dimenticavo. Ostellino, Panebianco oltre al "teorico" Dario Antiseri, non si preoccupano troppo di cose economiche concrete perchè il loro retroterra è l'individualismo metodologico, i vari Boudon, Weber e Aron, se leggi due righe di quella gente capisci molto di Ostellino...per altro lui li cita fino alla nausea.

Secondo me la difesa di Tremonti, o meglio la critica della nostra critica corale alle idee e all'uomo, ha il suo fondamento. GT e' antipatico e arrogante, e ha la debolezza di odiare gli economisti che non lo considerano uno di loro, per cui attacca ed e' attaccato di rimando. Poi e' facile farlo, perche' dice un mucchio di castronerie, ed ha visioni di politica economica inquietanti (La paura e la speranza e' terrificante). Pero' e' vero che sarebbe meglio discutere le sue decisioni di politica economica piuttosto che le sue uscite di stampa, e che forse utilizziamo il troppo facile  l'attacco personale (a nostra parziale discolpa, l'immagine dei calzini a pois e' indimenticabile, indelebile).

Come potrei io, che ecomista non sono, ma imprenditore sì, difendere Tremonti ? Ricordo ancora la sua sparata al TG1 nel 2004 (o 2005) quando disse "abbiamo abbassato le tasse", ed io, felice come un idiota ho chiamato il mio commercialista e gli ho chiesto:"allora quanto risparmio ?" E lui: "Niente, anzi paghi di più, perche hanno rivisto gli studi di settore nel tuo campo". Dò ragione che è sicuramente meglio dei suoi omologhi del CSx, anche perchè gli studi di settore di Visco sono un insulto, ma dire tanto peggio, tanto meglio è offensivo.

Il problema è che, non solo di economia ne capisce poco, ma anche di economia finanziaria e politica fiscale è vicino allo zero assoluto, tanto che il "lunare" 740 è sempre lì, immutabile, peggio del corso delle stelle.

E' mai possibile che ogni mese il mio commercialista mi mandi via e-mail un "papiello" di 30 pagine con tutti gli adempimenti a cui sono tenuto ? E guai a saltarne un rigo ! No, da imprenditore, il mio giudizio su GT è totalmente negativo, con l'aggravante che lui si dichiara dalla parte nostra, almeno quelli di CSX ci vedono come mucche da mungere, e niente da dire, ma gli altri sono peggio.

E la vicenda Alitalia è lì  a dimostrarlo: forte con i deboli, debole con i forti. Rispondo ad Alberto anche su Lavoce.info e i loro calcoli sul federalismo: da quello che ricordo erano calcoli fatti sull'invarianza della struttura delle spese, rispetto a quel pasticcio che è il federalismo all'italiana, non era un giudizio sul federalismo in sè per sè (anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo).

(anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo)

Sia indipendenza che federalismo sono mezzi e non fini, il fine e' quello di vivere meglio, con attorno gente che vive meglio e che trova vantaggioso lavorare piuttosto che parassitare il lavoro altrui, con uno Stato che agisce per l'interesse dei cittadini e non della Casta provvedendo alcuni servizi (Giustizia, assistenza) che anche altrove non vengono automaticamente garantiti dal mercato. Come mezzo una riforma federale e' preferibile perche' comporta minori costi temporanei, tuttavia se - come appare - in Italia non e' realistico aspettarsi una riforma federale decente - allora non solo non ho preclusione per soluzioni indipendentiste ma le promuovo e considero vantaggioso per tutti che esistano e vengano proposte come realistica alternativa al sistema esistente.

 

Poichè i parassiti danno fastidio anche a me, siano essi esseri umani o animali, o piante (e ti garantisco che passare le domeniche a estirpare erbacce nel giardino non è divertente) , non sarebbe ora di parlare di come abbattere i parassiti assistiti ? scusami, è ovvio che un sano liberismo è la prima risposta, ma abbiamo anche un piano B, C e così via ?

Pero' e' vero che sarebbe meglio discutere le sue decisioni di politica
economica piuttosto che le sue uscite di stampa, e che forse
utilizziamo il troppo facile  l'attacco personale (a nostra parziale
discolpa, l'immagine dei calzini a pois e' indimenticabile,
indelebile).

Che c'e' mai di personale nel criticare i suoi inviti agli economisti a stare zitti (come se i misfatti nella gestione del paese fossero opera loro e non dei politici che hanno governato sino ad adesso) o alla raccapricciante scelta di pensatori da citare?

A me pare che l'Italia sia ormai diventata, per rubare l'espressione a Justin Raimondo, una specie di Bizarro World, quell'universo parallelo dei fumetti di Superman dove tutto ha un corrispondente col mondo reale, pero' in qualche modo alterato: le prospettive sono sbilenche e fratturate come nei film dell'espressionismo tedesco, il pianeta e' cubico, i valori e anche i nomi propri sono spesso rovesciati, e la logica stessa e' difettosa. E quasi nessuno sembra accorgersene! Da un lato abbiamo un governo sedicente liberista che vara decreti leggi contro la concorrenza, il suo responsabile economico che invoca l'estensione del ruolo dello stato nell'economia e limiti al free trade, e l'annunciata ripresa di costose cattedrali nel deserto come il ponte sullo stretto di Messina. Dall'altra abbiamo la quasi completa assenza di qualunque espressione di seria opposizione, al punto che misure come mandare l'immondizia della Campania nelle discariche del Nord vengono tranquillamente presentate dai media come una magistrale soluzione al problema. E siccome i malgovernanti di ieri come Bassolino sono cooptati nella grande ammucchiata "bi-partisan" assieme ai "difensori del Nord" di ieri come Bossi, e a inquisiti o sospettati della sinistra viene tesa generosamente la mano per aiutarli a uscire dai liquami, le poche voci fuori dal coro vengono ormai solo da un ex-PM, due o tre comici e
qualche giornalista che scrive libri o blog, perche' i mass media sono
ormai troppo addommesticati per ospitare chiunque insinui che il re, forse, e'
nudo.

Per DoktorFranz: nessuno qui tesse l'elogio del governo precedente: anzi, la logica del "si', pero' anche" fu a suo tempo giustamente deprecata da AB proprio a proposito del governo Prodi. Una ragione di piu' per non ripescarla adesso.

 

Boudon, Weber e Aron [...] quella gente

quanta ignoranza

Ciao Johnny.

Com'è che fanno i bulli di paese quando uno li guarda storto? "Ce l'hai con me", dicono in tono di sfida... :-)

 

Scherzi a parte. Perchè mi citi e dici "quanta ignoranza"? Guarda che andavo di fretta. Il fatto che abbia usato l'espressione "quella gente" non significa che non abbia consapevolezza dei meriti intellettuali e personali delle persone che ho citato (Boudon, Aron e Weber)...volevo solo sottolineare che Ostellino utilizza, sul piano culturale,  il cosiddetto individualismo metodologico, niente di più...del resto nei suoi editoriali Ostellino lo dichiara apertamente, tutto qui.  Voglio dire, per giustificare posizioni liberali (ammesso che, fra i nomi citati, Weber lo fosse), in etica, in diritto e così via, sono state scritte anche altre cose oltre quelle che Ostellino cita sempre, e la mia domanda è sempre la stessa: "ma non sarà che a forza di scrivere editoriali su tutto, Ostellino, Panebianco ed Ernesto Galli della Loggia, ormai non hanno più tempo di aggiornarsi?"

scusami me ne sono accorto adesso perchè la fretta era in effetti mia. ho fatto chiaramente un grandissimo pasticcio ed ho incollato solo la prima frase del mio (ormai defunto) post. io ce l'ho con ostellino che si appoggia regolarmente alle "autorità" sbagliate. ma è stato in russia quindi non si discute :-)

Commenti sparsi.

1) Non son tanto sicuro che il cdx abbia ricevuto ''uno sberlone'' dagli statali nel 2006. Non ho trovato i sondaggi per quelle elezioni. Per le elezioni del 2008 i sondaggi pre-elettorali indicavano una preferenza degli statali per il centrosinistra. Credo sia vero, ma la qualità dei dati non è gran che. Lo scorso marzo il Sole 24 pubblicò un sondaggio ipr marketing in cui risultava una preferenza degli statali (più forte, ma neanche poi tanto, dei dipendenti privati) per il centrosinistra e per la sinistra radicale, si veda anche il commento di D'Alimonte. Però, alla luce dei risultati elettorali, quei dati devono essere sbagliati. Se veramente la sinistra arcobaleno avesse goduto del consenso dell'8,5% dei lavoratori dipendenti, avrebbe preso più del 3% alle elezioni. Nel 2007 anche Ilvo Diamanti raccontava una storia simile, consenso per il centrosinistra più alto tra gli statali che tra i lavoratori dipendenti e più alto tra i lavoratori dipendenti che nel resto della popolazione. Come sempre, il pezzo di Diamanti è lungo in chiacchiere e corto in dati. Comunque l'evidenza che abbiamo direi che indica una preferenza degli statali per il centrosinistra e la sinistra radicale, ma certo non un consenso monolitico. Il cdx ha una importante fetta di voto degli statali e le politiche del 2001--2006 sono molto probabilmente servite a mantenere tale consenso. Non possiamo sapere come sarebbe cambiato lo scenario elettorale se il cdx avesse attaccato in modo più aggressivo gli stipendi degli statali (per esempio consentendo un tasso di crescita pari a quello dei dipendenti del settore privato, non superiore come è stato) ma congetturo che avrebbero perso voti. Quindi, direi, nessuno sberlone. Tra l'altro, sarebbe interessante vedere la ripartizione territoriale del voto degli statali, che non sono riuscito a trovare. Il sondaggio Ipr non dice nulla al riguardo.

2) Su Tremonti ha già risposto marcox. È tanta e tale la fregola dei media italiani nel far passare l'uomo per un genio che se per una volta, in un blog oscuro, c'è una compatta opinione contraria non ci vedo niente di male. Devo dire però che, essendo io nato in provincia, cresciuto in provincia, attualmente abitante in provincia, e amante della provincia, non ci vedo niente di male nell'essere di Sondrio. Nemmeno nell'essere commercialista in verità, se uno fa il suo lavoro onestamente e non pretende di essere una specie di guru veggente. Sui calzettini a pois invece tiro la linea. Quella è una scelta deliberata del Tremonti, per cui attaccarlo al riguardo è fair game.

3) In generale, tra la gente che fa danni preferisco quella meno capace di fare propaganda e infinocchiare la gente. Se devo quindi giudicare, dal mio punto di vista di cittadino interessato a che emerga la verità, preferisco un TPS che in modo autolesionista si lascia scappare il suo vero giudizio sulle tasse bellissime piuttosto che l'oliata macchina mediatica del centrodestra che racconta agli italiani che adesso si fa il federalismo vero e che Alitalia è una impeccabile operazione di mercato.

Sandro,
dei calzini a pois m'importa poco, anzi nulla. Io non li indosserei
ma, se qualcuno prova un'irrefrenabile voglia di uscire a passeggio
“con le mutande in testa” (come dice una mia amica, giudicando la
moda attuale), sostengo a spada tratta il suo pieno diritto di
scelta, anche quando la motivazione è un evidente – ed un
po' spocchioso - desiderio di distinzione dal mondo circostante.

In
tema di provenienza geografica, concordo pienamente con le tue parole
ed aggiungo il personale fastidio che provo quando si tenta di
sminuire una persona – qualunque persona – a partire dalla
nascita non metropolitana, definita “provinciale” con sprezzante,
specioso, immotivato e, purtroppo, non raro razzismo culturale.

Il Nostro è, peraltro, certamente antipatico ed alquanto convinto
delle proprie capacità, ma almeno può vantare una
solida carriera professionale di tributarista (pur se ciò non
lo qualifica certo come economista). Mi vien da confrontarlo con un
certo D'Alema Massimino che, almeno altrettanto antipatico e
supponente, può fregiarsi di un'attività lavorativa (si
fa per dire ....) limitata all'impegnativo ruolo di funzionario di
partito, oppure con quel Visco che, anch'egli convinto di una
risibile superiorità e tutt'altro che gradevole nei modi,
raggiunge anche inesplorati vertici di maleducazione (lo dico per
esperienza personale, da aggiungersi all'evidenza televisiva).

Quanto
al raffronto con TPS, francamente, un tizio che si lascia traviare
dal confortevole contatto delle anziane terga con la poltrona
ministeriale, al punto di esprimere posizioni diametralmente opposte
a quelle sostenute poco tempo prima, non mi pare un termine di
paragone apprezzabile.

A
parte tutto ciò, che serve solo a rimettere alcune critiche in
una prospettiva coerente con la reale importanza dei fatti, non c'è
alcun dubbio che il personaggio proponga letture curiose ed amene
(Alberto ha utilizzato il meno ironico termine “terrificanti”),
generate da un'evidente impreparazione sui temi economici non
fiscali. È altrettanto vero che la sua precedente esperienza
di governo sia stata deludente - per non aver risposto alle attese
create - e che anche oggi si stia mediaticamente percorrendo la
stessa strada ma, per favore, se vogliamo compiere confronti
intellettualmente onesti (pur volendo, giustamente, valutare le
azioni di chi in questo momento – e non ieri - detiene le leve del
potere) non possiamo dimenticare da quale governo, mai abbastanza
biasimato, siamo reduci, per non concedere il palcoscenico ad alcuni
esecrabili attori fino ad ieri protagonisti e pronti a riciclarsi.