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Il mago e il nazista

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Secondo me la difesa di Tremonti, o meglio la critica della nostra critica corale alle idee e all'uomo, ha il suo fondamento. GT e' antipatico e arrogante, e ha la debolezza di odiare gli economisti che non lo considerano uno di loro, per cui attacca ed e' attaccato di rimando. Poi e' facile farlo, perche' dice un mucchio di castronerie, ed ha visioni di politica economica inquietanti (La paura e la speranza e' terrificante). Pero' e' vero che sarebbe meglio discutere le sue decisioni di politica economica piuttosto che le sue uscite di stampa, e che forse utilizziamo il troppo facile  l'attacco personale (a nostra parziale discolpa, l'immagine dei calzini a pois e' indimenticabile, indelebile).

Come potrei io, che ecomista non sono, ma imprenditore sì, difendere Tremonti ? Ricordo ancora la sua sparata al TG1 nel 2004 (o 2005) quando disse "abbiamo abbassato le tasse", ed io, felice come un idiota ho chiamato il mio commercialista e gli ho chiesto:"allora quanto risparmio ?" E lui: "Niente, anzi paghi di più, perche hanno rivisto gli studi di settore nel tuo campo". Dò ragione che è sicuramente meglio dei suoi omologhi del CSx, anche perchè gli studi di settore di Visco sono un insulto, ma dire tanto peggio, tanto meglio è offensivo.

Il problema è che, non solo di economia ne capisce poco, ma anche di economia finanziaria e politica fiscale è vicino allo zero assoluto, tanto che il "lunare" 740 è sempre lì, immutabile, peggio del corso delle stelle.

E' mai possibile che ogni mese il mio commercialista mi mandi via e-mail un "papiello" di 30 pagine con tutti gli adempimenti a cui sono tenuto ? E guai a saltarne un rigo ! No, da imprenditore, il mio giudizio su GT è totalmente negativo, con l'aggravante che lui si dichiara dalla parte nostra, almeno quelli di CSX ci vedono come mucche da mungere, e niente da dire, ma gli altri sono peggio.

E la vicenda Alitalia è lì  a dimostrarlo: forte con i deboli, debole con i forti. Rispondo ad Alberto anche su Lavoce.info e i loro calcoli sul federalismo: da quello che ricordo erano calcoli fatti sull'invarianza della struttura delle spese, rispetto a quel pasticcio che è il federalismo all'italiana, non era un giudizio sul federalismo in sè per sè (anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo).

(anche se ricordo che tu tieni ancor di più all'indipendenza, piuttosto che al federalismo)

Sia indipendenza che federalismo sono mezzi e non fini, il fine e' quello di vivere meglio, con attorno gente che vive meglio e che trova vantaggioso lavorare piuttosto che parassitare il lavoro altrui, con uno Stato che agisce per l'interesse dei cittadini e non della Casta provvedendo alcuni servizi (Giustizia, assistenza) che anche altrove non vengono automaticamente garantiti dal mercato. Come mezzo una riforma federale e' preferibile perche' comporta minori costi temporanei, tuttavia se - come appare - in Italia non e' realistico aspettarsi una riforma federale decente - allora non solo non ho preclusione per soluzioni indipendentiste ma le promuovo e considero vantaggioso per tutti che esistano e vengano proposte come realistica alternativa al sistema esistente.

 

Poichè i parassiti danno fastidio anche a me, siano essi esseri umani o animali, o piante (e ti garantisco che passare le domeniche a estirpare erbacce nel giardino non è divertente) , non sarebbe ora di parlare di come abbattere i parassiti assistiti ? scusami, è ovvio che un sano liberismo è la prima risposta, ma abbiamo anche un piano B, C e così via ?

Pero' e' vero che sarebbe meglio discutere le sue decisioni di politica
economica piuttosto che le sue uscite di stampa, e che forse
utilizziamo il troppo facile  l'attacco personale (a nostra parziale
discolpa, l'immagine dei calzini a pois e' indimenticabile,
indelebile).

Che c'e' mai di personale nel criticare i suoi inviti agli economisti a stare zitti (come se i misfatti nella gestione del paese fossero opera loro e non dei politici che hanno governato sino ad adesso) o alla raccapricciante scelta di pensatori da citare?

A me pare che l'Italia sia ormai diventata, per rubare l'espressione a Justin Raimondo, una specie di Bizarro World, quell'universo parallelo dei fumetti di Superman dove tutto ha un corrispondente col mondo reale, pero' in qualche modo alterato: le prospettive sono sbilenche e fratturate come nei film dell'espressionismo tedesco, il pianeta e' cubico, i valori e anche i nomi propri sono spesso rovesciati, e la logica stessa e' difettosa. E quasi nessuno sembra accorgersene! Da un lato abbiamo un governo sedicente liberista che vara decreti leggi contro la concorrenza, il suo responsabile economico che invoca l'estensione del ruolo dello stato nell'economia e limiti al free trade, e l'annunciata ripresa di costose cattedrali nel deserto come il ponte sullo stretto di Messina. Dall'altra abbiamo la quasi completa assenza di qualunque espressione di seria opposizione, al punto che misure come mandare l'immondizia della Campania nelle discariche del Nord vengono tranquillamente presentate dai media come una magistrale soluzione al problema. E siccome i malgovernanti di ieri come Bassolino sono cooptati nella grande ammucchiata "bi-partisan" assieme ai "difensori del Nord" di ieri come Bossi, e a inquisiti o sospettati della sinistra viene tesa generosamente la mano per aiutarli a uscire dai liquami, le poche voci fuori dal coro vengono ormai solo da un ex-PM, due o tre comici e
qualche giornalista che scrive libri o blog, perche' i mass media sono
ormai troppo addommesticati per ospitare chiunque insinui che il re, forse, e'
nudo.

Per DoktorFranz: nessuno qui tesse l'elogio del governo precedente: anzi, la logica del "si', pero' anche" fu a suo tempo giustamente deprecata da AB proprio a proposito del governo Prodi. Una ragione di piu' per non ripescarla adesso.