Titolo

Il mago e il nazista

2 commenti (espandi tutti)

Commenti sparsi.

1) Non son tanto sicuro che il cdx abbia ricevuto ''uno sberlone'' dagli statali nel 2006. Non ho trovato i sondaggi per quelle elezioni. Per le elezioni del 2008 i sondaggi pre-elettorali indicavano una preferenza degli statali per il centrosinistra. Credo sia vero, ma la qualità dei dati non è gran che. Lo scorso marzo il Sole 24 pubblicò un sondaggio ipr marketing in cui risultava una preferenza degli statali (più forte, ma neanche poi tanto, dei dipendenti privati) per il centrosinistra e per la sinistra radicale, si veda anche il commento di D'Alimonte. Però, alla luce dei risultati elettorali, quei dati devono essere sbagliati. Se veramente la sinistra arcobaleno avesse goduto del consenso dell'8,5% dei lavoratori dipendenti, avrebbe preso più del 3% alle elezioni. Nel 2007 anche Ilvo Diamanti raccontava una storia simile, consenso per il centrosinistra più alto tra gli statali che tra i lavoratori dipendenti e più alto tra i lavoratori dipendenti che nel resto della popolazione. Come sempre, il pezzo di Diamanti è lungo in chiacchiere e corto in dati. Comunque l'evidenza che abbiamo direi che indica una preferenza degli statali per il centrosinistra e la sinistra radicale, ma certo non un consenso monolitico. Il cdx ha una importante fetta di voto degli statali e le politiche del 2001--2006 sono molto probabilmente servite a mantenere tale consenso. Non possiamo sapere come sarebbe cambiato lo scenario elettorale se il cdx avesse attaccato in modo più aggressivo gli stipendi degli statali (per esempio consentendo un tasso di crescita pari a quello dei dipendenti del settore privato, non superiore come è stato) ma congetturo che avrebbero perso voti. Quindi, direi, nessuno sberlone. Tra l'altro, sarebbe interessante vedere la ripartizione territoriale del voto degli statali, che non sono riuscito a trovare. Il sondaggio Ipr non dice nulla al riguardo.

2) Su Tremonti ha già risposto marcox. È tanta e tale la fregola dei media italiani nel far passare l'uomo per un genio che se per una volta, in un blog oscuro, c'è una compatta opinione contraria non ci vedo niente di male. Devo dire però che, essendo io nato in provincia, cresciuto in provincia, attualmente abitante in provincia, e amante della provincia, non ci vedo niente di male nell'essere di Sondrio. Nemmeno nell'essere commercialista in verità, se uno fa il suo lavoro onestamente e non pretende di essere una specie di guru veggente. Sui calzettini a pois invece tiro la linea. Quella è una scelta deliberata del Tremonti, per cui attaccarlo al riguardo è fair game.

3) In generale, tra la gente che fa danni preferisco quella meno capace di fare propaganda e infinocchiare la gente. Se devo quindi giudicare, dal mio punto di vista di cittadino interessato a che emerga la verità, preferisco un TPS che in modo autolesionista si lascia scappare il suo vero giudizio sulle tasse bellissime piuttosto che l'oliata macchina mediatica del centrodestra che racconta agli italiani che adesso si fa il federalismo vero e che Alitalia è una impeccabile operazione di mercato.

Sandro,
dei calzini a pois m'importa poco, anzi nulla. Io non li indosserei
ma, se qualcuno prova un'irrefrenabile voglia di uscire a passeggio
“con le mutande in testa” (come dice una mia amica, giudicando la
moda attuale), sostengo a spada tratta il suo pieno diritto di
scelta, anche quando la motivazione è un evidente – ed un
po' spocchioso - desiderio di distinzione dal mondo circostante.

In
tema di provenienza geografica, concordo pienamente con le tue parole
ed aggiungo il personale fastidio che provo quando si tenta di
sminuire una persona – qualunque persona – a partire dalla
nascita non metropolitana, definita “provinciale” con sprezzante,
specioso, immotivato e, purtroppo, non raro razzismo culturale.

Il Nostro è, peraltro, certamente antipatico ed alquanto convinto
delle proprie capacità, ma almeno può vantare una
solida carriera professionale di tributarista (pur se ciò non
lo qualifica certo come economista). Mi vien da confrontarlo con un
certo D'Alema Massimino che, almeno altrettanto antipatico e
supponente, può fregiarsi di un'attività lavorativa (si
fa per dire ....) limitata all'impegnativo ruolo di funzionario di
partito, oppure con quel Visco che, anch'egli convinto di una
risibile superiorità e tutt'altro che gradevole nei modi,
raggiunge anche inesplorati vertici di maleducazione (lo dico per
esperienza personale, da aggiungersi all'evidenza televisiva).

Quanto
al raffronto con TPS, francamente, un tizio che si lascia traviare
dal confortevole contatto delle anziane terga con la poltrona
ministeriale, al punto di esprimere posizioni diametralmente opposte
a quelle sostenute poco tempo prima, non mi pare un termine di
paragone apprezzabile.

A
parte tutto ciò, che serve solo a rimettere alcune critiche in
una prospettiva coerente con la reale importanza dei fatti, non c'è
alcun dubbio che il personaggio proponga letture curiose ed amene
(Alberto ha utilizzato il meno ironico termine “terrificanti”),
generate da un'evidente impreparazione sui temi economici non
fiscali. È altrettanto vero che la sua precedente esperienza
di governo sia stata deludente - per non aver risposto alle attese
create - e che anche oggi si stia mediaticamente percorrendo la
stessa strada ma, per favore, se vogliamo compiere confronti
intellettualmente onesti (pur volendo, giustamente, valutare le
azioni di chi in questo momento – e non ieri - detiene le leve del
potere) non possiamo dimenticare da quale governo, mai abbastanza
biasimato, siamo reduci, per non concedere il palcoscenico ad alcuni
esecrabili attori fino ad ieri protagonisti e pronti a riciclarsi.