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Il mago e il nazista

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Sandro,
dei calzini a pois m'importa poco, anzi nulla. Io non li indosserei
ma, se qualcuno prova un'irrefrenabile voglia di uscire a passeggio
“con le mutande in testa” (come dice una mia amica, giudicando la
moda attuale), sostengo a spada tratta il suo pieno diritto di
scelta, anche quando la motivazione è un evidente – ed un
po' spocchioso - desiderio di distinzione dal mondo circostante.

In
tema di provenienza geografica, concordo pienamente con le tue parole
ed aggiungo il personale fastidio che provo quando si tenta di
sminuire una persona – qualunque persona – a partire dalla
nascita non metropolitana, definita “provinciale” con sprezzante,
specioso, immotivato e, purtroppo, non raro razzismo culturale.

Il Nostro è, peraltro, certamente antipatico ed alquanto convinto
delle proprie capacità, ma almeno può vantare una
solida carriera professionale di tributarista (pur se ciò non
lo qualifica certo come economista). Mi vien da confrontarlo con un
certo D'Alema Massimino che, almeno altrettanto antipatico e
supponente, può fregiarsi di un'attività lavorativa (si
fa per dire ....) limitata all'impegnativo ruolo di funzionario di
partito, oppure con quel Visco che, anch'egli convinto di una
risibile superiorità e tutt'altro che gradevole nei modi,
raggiunge anche inesplorati vertici di maleducazione (lo dico per
esperienza personale, da aggiungersi all'evidenza televisiva).

Quanto
al raffronto con TPS, francamente, un tizio che si lascia traviare
dal confortevole contatto delle anziane terga con la poltrona
ministeriale, al punto di esprimere posizioni diametralmente opposte
a quelle sostenute poco tempo prima, non mi pare un termine di
paragone apprezzabile.

A
parte tutto ciò, che serve solo a rimettere alcune critiche in
una prospettiva coerente con la reale importanza dei fatti, non c'è
alcun dubbio che il personaggio proponga letture curiose ed amene
(Alberto ha utilizzato il meno ironico termine “terrificanti”),
generate da un'evidente impreparazione sui temi economici non
fiscali. È altrettanto vero che la sua precedente esperienza
di governo sia stata deludente - per non aver risposto alle attese
create - e che anche oggi si stia mediaticamente percorrendo la
stessa strada ma, per favore, se vogliamo compiere confronti
intellettualmente onesti (pur volendo, giustamente, valutare le
azioni di chi in questo momento – e non ieri - detiene le leve del
potere) non possiamo dimenticare da quale governo, mai abbastanza
biasimato, siamo reduci, per non concedere il palcoscenico ad alcuni
esecrabili attori fino ad ieri protagonisti e pronti a riciclarsi.