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Il mago e il nazista

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Quest'anno, a elezioni vinte, ho scritto due articoli su un mensile (che non cito per non fargli pubblicita', comunque quando esce viene sempre letto in rassegna stampa) contro GT. L'mpulso e' venuto piu' che da stupidaggini come la Fed che non c'era nel '29, dalla lettura del suo ultimo libricino. Sono 100 pagine a 16 euro (diversi mesi fa lessi di oltre 50000 copie vendute, un bel po' di soldi suppongo) "tossiche".

Ma ha visto il plauso del sindacalista  di "sinistra" (metalmeccanici) della CGIL che non condivide le soluzioni (quali?) ma l'analisi, del programma televisivo del terzo Rai che lo intervista alle otto e mezza del sabato (o della domenica) e gli dice, con un sorriso sornione, "e' tornato a Marx?" e lui "anche il Papa ha detto che Marx ha azzeccato l'analisi ma non la cura", ecc. Ecco, tutti questi che azzeccano l'analisi ma non la cura! Mah, a me sembra un po' difficile che possa avvenire con tanta frequenza.

A parte la questione analisi/cura, che pero' mi stuzzica abbastanza, a me disturba che uno per non farsi crocifiggere deve strizzare l'occhio a sinistra. Se poi la svolta e' sincera e' ancora peggio perche', pur non riuscendo a far supeare l'idea che si ha che fare con paginette dilettantesche, da una lettura attenta del libro di T. emergono pur sempre idee terribili. E non parlo di politiche economiche.

Perché non vuoi fare pubblicità ad un mensile su cui scrivi? E su quale rassegna stampa viene letto? P.S. "La paura e la speranza" lo abbiamo anche noi (anzi Gianluca) recensito qui.

Ho imparato a fare la replica.

Non e' importante dove scrivo ora. Ho ricominciato a scrivere (in piu' testate) dopo l'11/sett/01, rubando il tempo (e a volte il sonno) ad altre attivita'. Qui ho scritto tre post, dopo aver chiesto qualche mese fa con una mail alla redazione come potevo collaborare. Mi e' stato risposto iscrivendomi al sito, cosa che ho fatto.

A me diverte leggere, o scrivere, cose che abbiano un minimo di arguzia. E leggere dei calzini a pois e' divertente. Invece quello che non va bene e' l'attacco personale. Quando Obama dice "maiale con il rossetto" attacca a livello personale, tende a colpire l'immaginario delle persone, fissando le coordinate della rivale in forma statica nei gangli cerebrali dove risiede la memoria associata alle emozioni. Poi pero' dichiara «Ho detto che McCain parla di cambiamento, ma lui non cambia
nulla, puoi mettere il rossetto a un maiale ma rimane un maiale. Cosa c’entra
Palin?». Sono furbate di questo genere che alla gente comune non piacciono e che forse porteranno all sconfitta di Obama. E' questa una specie di malattia, di infantilismo, della sinistra, a quanto pare non solo di quella italiana,  che spiega molto piu' di tanti saggi sofisticati sulle sue débacles. Mi sembrava una cosa utile da sottolineare: cioe' che accanto a temi seri si associ anche dell'altro senza pero' superare un limite che ovvamente non e' "certo", ma che a volte si avverte che lo si e' superato. E' un discorso difficile da fare, soprattutto in Italia dove da meta' degli anni settanta ha finito  per prevalere un giornalismo a volte animalesco che ha creato delle sedimentazioni anche nei piu' refrattari  a ogni condizionamento.

Ho letto la recensione segnalata. Condivido molti passaggi. A me pero' interessa di piu' il 'core'. E' per questo che condivido poco affermazioni del tipo "Mi hanno
ricordato una delle ragioni per cui io non ho nulla a che fare con la
destra conservatrice che in Italia ha ottenuto una forte maggioranza
alle ultime elezioni." Le idee di T. strizzano l'occhio a sinistra. T. fa il catastrofista (di recente ha provato a frenarlo anche il B.sca) come molta sinistra (i libri che si vendono di piu' negli aeroporti sono quelli dei catstrofisti di sinistra). Questo e' il primo aspetto. Poi ce ne sono degli altri. Ma non voglio diventare noioso e mi fermo qui.

Quando Obama dice "maiale con il rossetto" attacca a livello personale

Questo mi pare molto improbabile, e mi fa temere che la political correctness abbia infettato ormai anche la destra: "put lipstick on a pig" e' un'espressione molto comune in America, e significa cercare vanamente di abbellire in superficie qualcosa che e' profondamente brutto. In questo caso, poi, sarebbe anche meno comprensibile: la bellezza e' una delle poche caratteristiche non questionabili di Sarah Palin.

Non so come evidenziare una frase altrui.

Conosco l'espressione americana. Ma nessuno mi leva dalla testa che si sia giocato sul filo del rasoio  per colpire e contemporaneamente avere la possibilita' di salvarsi la faccia. Altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di una precisazione del tipo di quella rilasciata da Obama. Io penso che ci sia, almeno nelle dichiarazioni a freddo, meno improvvisazione di quanto puo' apparire. C'e' poi stata la dichiarazione di Clinton di apprezzamento del duo di destra un po' strana se non la si inquadrata in questo contesto. Che poi la sinistra(e) abbia il vezzo dell'attacco personale e' un fatto assodato, e che non gli giovi e' altrettanto assodato.  Perche' lo facciano e' una questione ormai piu' da psichiatria che da analisi politica. Lo dico, da anni, senza alcuna soddisfazione.