Titolo

Il mago e il nazista

13 commenti (espandi tutti)

Stavolta era partito bene, con un riferimento alla necessità di non aver banche "too big to fail":

Non ha senso - ha insistito Tremonti - che le banche siano più grandi dei governi stessi, tanto che poi quando hanno problemi questi diventano anche problemi dei governi.

Subito ammazzata con una sparata populista da avanspettacolo (1)

Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche

E poi sepolta nel ridicolo di un' uscita degna di Zelig

Al termine della riunione ministeriale del G20 a Londra, il ministro è intervenuto a proposito dei Tremonti-bond, dicendo che sono stati chiesti dalle banche e non imposti dal governo. Inoltre, ha sottolineato, devono essere considerati «uno strumento al servizio delle imprese» e non delle banche. «Quei bond sono stati chiesti dalle banche e dall’Ue e attuati dal governo», ha spiegato Tremonti, osservando: «Quando una banca dice che non servono, si scorda delle imprese». Il ministro ha inoltre osservato che i costi dei bond non sono elevati, in quanto «non sono strumenti di debito ma di patrimonio, ed in ogni caso non servono alle banche ma alle imprese».

Che cattivone queste banche! Si rifiutano di acquistare bond sconvenienti per loro ma utili per terzi (ammesso che siano davvero utili alle imprese o almeno al tesoro). Ed io che pensavo fossero enti di beneficienza!

Vabbè, comunque siamo in Italia, dove i "grandi banchieri" sono tali per meriti politici. Posso capire che il burattinaio si incazzi perchè non seguono i fili, resta ridicolo che se ne lamenti in pubblico in questi termini.

(1) Ovviamente GT avrebbe sostituito "la gente" con "il governo", ma la prima suona meglio in TV.

Perchè ci si stupisce del populismo? GT non è nè un commercialista nè un economista ma un politico, fa questo mestiere da molto tempo, con una discreta reputazione internazionale (relativamente ai colleghi italiani) e senza particolari scheletri (che io sappia non è stato protagonista di scandali personali, ma magari mi sbaglio). Inoltre accentra su di sè le responsabilità del suo ministero, all'opposto del recente governo Prodi dove erano in 4.

Deve parlare alla gente via TV e giornali: il linguaggio deve essere banale per essere efficacie (secondo voi perchè Bonaiuti è il portavoce del premier??). Il suo mestiere funziona così.

Veniamo alle banche:

Che cattivone queste banche! Si rifiutano di acquistare bond sconvenienti per loro ma utili per terzi (ammesso che siano davvero utili alle imprese o almeno al tesoro). Ed io che pensavo fossero enti di beneficienza!

A me sembra che tu invece consideri il governo un ente di beneficienza: in una crisi di liquidità se il governo si adopera lo DEVE fare con un fine politico, che qui dovrebbe essere un sostegno al sistema produttivo (l'efficienza dello strumento 'tremonti bond' è ovviamente un'altra storia). Poi le banche possono decidere se aderire o meno.

Secondo me GT in quanto politico e ministro ha inoltre tutto il diritto di lamentarsi delle banche: non è una questione di beneficienza ma di ruolo sociale, che le stesse banche con molto populismo (e in momenti convenienti) si auto-attribuiscono e che è (magari discutibile ma) politicamente legittimo attribuirle.

Vabbè, comunque siamo in Italia, dove i "grandi banchieri" sono tali per meriti politici. Posso capire che il burattinaio si incazzi perchè non seguono i fili, resta ridicolo che se ne lamenti in pubblico in questi termini.

Mi sembra evidente dalla vicenda del governatore Fazio che a GT nè connivenza nè tanto meno il termine burattinaio possa essere attribuito. In questo mi sembra evidente gli si debba riconoscere un notevole passo avanti rispetto a predecessori (e ahimè forse successori) vari.

 

Enzo ha già risposto meglio di quanto saprei fare io, comunque:

Perchè ci si stupisce del populismo?...

Non mi stupisco, lo constato soltanto.E comunque si può far politica usandone molto meno.

Che cattivone queste banche! Si rifiutano di acquistare bond sconvenienti per loro ma utili per terzi (ammesso che siano davvero utili alle imprese o almeno al tesoro). Ed io che pensavo fossero enti di beneficienza!

A me sembra che tu invece consideri il governo un ente di beneficienza: in una crisi di liquidità se il governo si adopera lo DEVE fare con un fine politico, che qui dovrebbe essere un sostegno al sistema produttivo (l'efficienza dello strumento 'tremonti bond' è ovviamente un'altra storia). Poi le banche possono decidere se aderire o meno.

Non ti seguo.Se il governo vuole finanziare le imprese può

  1. farlo direttamente
  2. creare le condizioni perchè a terzi (banche) convenga farlo per conto suo.

GT dice che la condizione al punto 2 non si verifica, e critica le banche per non sacrificare il proprio tornaconto per il bene del paese.Se ad una banca i suoi bonds non convengono, per quale accidente di motivo dovrebbe sottoscriverli?

Visto che c'è potrebbe criticare i pensionati che non si decurtano la pensione per salvare l' INPS o i lavoratori che pretendendo lo stipendio mettono a rischio le imprese decotte.

Secondo me GT in quanto politico e ministro ha inoltre tutto il diritto di lamentarsi delle banche: non è una questione di beneficienza ma di ruolo sociale, che le stesse banche con molto populismo (e in momenti convenienti) si auto-attribuiscono e che è (magari discutibile ma) politicamente legittimo attribuirle.

Ruolo sociale? L' nico ruolo sociale delle banche è erogare credito a chi è in grado di rimborsarlo, e la valutazione del merito spetta solo a loro.Il resto è aria fritta, come quella dei preti che vogliono il bene dell' umanità o delle industrie farmaceutiche che vogliono combattere la sofferenza.

Vabbè, comunque siamo in Italia, dove i "grandi banchieri" sono tali per meriti politici. Posso capire che il burattinaio si incazzi perchè non seguono i fili, resta ridicolo che se ne lamenti in pubblico in questi termini.

Mi sembra evidente dalla vicenda del governatore Fazio che a GT nè connivenza nè tanto meno il termine burattinaio possa essere attribuito. In questo mi sembra evidente gli si debba riconoscere un notevole passo avanti rispetto a predecessori (e ahimè forse successori) vari.

Nella vicenda in questione Tremonti si è comportato molto meglio di altri, sono il primo ad ammetterlo.Ma i vari Bazoli/Profumo/Passera sarebbero in pensione da anni se non si piegassero al vento della politica.Al momento, magari a denti stretti, sono paggi di GT (meglio, di BS).

Comprensibile che GT s'incazzi se non rispondono agli ordini, ridicolo che se ne lamenti in pubblico.

Subito ammazzata con una sparata populista da avanspettacolo (1)

Le banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio delle banche
[...]
(1) Ovviamente GT avrebbe sostituito "la gente" con "il governo", ma la prima suona meglio in TV.

Tremonti stava facendo un'intervista come politico e non una lezione di economia.  In quell'ambito quanto ha detto era appropriato e aveva anche il merito di essere comprensibile per l'italiano medio al contrario dell'aria fritta standard dispensata da molti altri.  Inoltre quelle affermazioni di GT sono parecchio piu' simpatiche di certi atteggiamenti dei politici e ministri USA inginocchiati di fronte alle banche che hanno inondato di denaro dei contribuenti. Considero anche scorretta l'esegesi delle parole di Tremonti che non viene ancorata ad alcun fatto o evidenza o almeno altri discorsi.

E poi sepolta nel ridicolo di un' uscita degna di Zelig

Al termine della riunione ministeriale del G20 a Londra, il ministro è intervenuto a proposito dei Tremonti-bond, dicendo che sono stati chiesti dalle banche e non imposti dal governo. Inoltre, ha sottolineato, devono essere considerati «uno strumento al servizio delle imprese» e non delle banche. «Quei bond sono stati chiesti dalle banche e dall’Ue e attuati dal governo», ha spiegato Tremonti, osservando: «Quando una banca dice che non servono, si scorda delle imprese». Il ministro ha inoltre osservato che i costi dei bond non sono elevati, in quanto «non sono strumenti di debito ma di patrimonio, ed in ogni caso non servono alle banche ma alle imprese».

Non sono abbastanza esperto tecnicamente ma anche dal comportamento di fatto delle banche ritengo che i Tremonti bond siano uno strumento ben congegnato: consentono alle banche di erogare piu' crediti (piu' che altro con meccanismi giuridici, rispettando i ratio su un patrimonio aumentato dei bond che pero' corrispondono ad un debito) ma allo stesso tempo non sono un regalo a perdere dei contribuenti alle banche, al contrario costano alle banche piu' degli interessi coi conti di deposito e anche sulle obbligazioni proprietarie. Le critiche di Tremonti sono sostanzialmente corrette: le banche italiane, poco capaci fa fare un'analisi seria dei percettori dei loro crediti, hanno ristretto l'erogazione dei prestiti-   indiscriminatamente solo perche' tira una brutta aria, pur avemndo la possibilita' di prestare rispettando tutti i vincoli patrimoniali usando i Tremonti bond. Sostanzialmente le banche non stanno facendo la loro parte nel ridurre la stretta creditizia usando gli strumenti messi a disposizione. Quindi cio' che dice Tremonti e' sensato e sostanzialmente corretto.

 

Non sono abbastanza esperto tecnicamente ma anche dal comportamento di fatto delle banche ritengo che i Tremonti bond siano uno strumento ben congegnato: consentono alle banche di erogare piu' crediti (piu' che altro con meccanismi giuridici, rispettando i ratio su un patrimonio aumentato dei bond che pero' corrispondono ad un debito) ma allo stesso tempo non sono un regalo a perdere dei contribuenti alle banche, al contrario costano alle banche piu' degli interessi coi conti di deposito e anche sulle obbligazioni proprietarie. Le critiche di Tremonti sono sostanzialmente corrette: le banche italiane, poco capaci fa fare un'analisi seria dei percettori dei loro crediti, hanno ristretto l'erogazione dei prestiti-   indiscriminatamente solo perche' tira una brutta aria, pur avemndo la possibilita' di prestare rispettando tutti i vincoli patrimoniali usando i Tremonti bond. Sostanzialmente le banche non stanno facendo la loro parte nel ridurre la stretta creditizia usando gli strumenti messi a disposizione. Quindi cio' che dice Tremonti e' sensato e sostanzialmente corretto.

Esattamente perche' le banche dovrebbero andare contro i loro interessi per far fare a Tremonti la figura del salvatore della patria? In realta', i governi dovrebbero intervenire per tempo e restringere il credito in fase di formazione di bolle, con gli strumenti che hanno a propria disposizione: ma questo e' impopolare, cosi' lasciano che la situazione si deteriori (emblematica l'opposizione del Congresso, e in particolare dei Democrats che ora si stracciano le vesti, a imbrigliare l'attivita di Fannie Mae e Freddie Mac) salvo poi premere affiche' le banche si assumano ancora piu' rischi dopo che la bolla e' scoppiata.

Esattamente perche' le banche dovrebbero andare contro i loro interessi per far fare a Tremonti la figura del salvatore della patria? In realta', i governi dovrebbero intervenire per tempo e restringere il credito in fase di formazione di bolle, con gli strumenti che hanno a propria disposizione

Anche ammesso che il governo USA e/o enti internazionali abbiano strumenti adeguati per agire a tempo debito, cosa centra con GT questo? o si imputa a lui la crisi internazionale?

Ora come ora, quale manovra alternativa o complementare ai 'tremonti bond' dovrebbe attuare? Ha gli strumenti per fare qualcosa di assolutamente decisivo ma che non sta facendo?

Al di là degli aspetti tecnici, io non capisco perchè gli stati dovrebbero assumersi il rischio di un sistema finanziario capace di generare (o contribuire a generare) la crisi attuale. Mi sembra più sensato, e in parte in linea con quanto dice GT, che a livello internazionale si agisca legislativamente (e non 'operativamente' come dici:"i governi dovrebbero intervenire per tempo e restringere il credito in fase di formazione di bolle", ammesso che lo possano fare) per individuare ruolo, compiti e limiti del sistema finanziario.

 

 

 

Anche ammesso che il governo USA e/o enti internazionali abbiano strumenti adeguati per agire a tempo debito, cosa centra con GT questo? o si imputa a lui la crisi internazionale?

Quello che imputo a Tremonti e' di cercare di cavare la castagna dal fuoco con la zampa del gatto, cioe' spostando il rischio dei prestiti sulle banche (al tempo stesso facendo credere che il merito della liquidita' introdotta con i "Tremonti bonds" e' suo). Inoltre, con le sue frasi sul "mercatismo" sta alzando fumo: la crisi c'e' stata primariamente per difetto di supervisione sull'espansione del credito da parte dei governi in molti paesi (primariamente USA e UK) e come tale e' un fallimento della politica, non del mercato. Io ritengo che le banche, come ogni altro business, hanno doveri esclusivamente verso i propri azionisti (tutte le chiacchiere su "good corporate citizenship" e "social responsibility" sono solo aria fritta cucinata dagli uffici PR a uso e consumo dei gonzi), e che proprio per questo non puo' ad esse essere delegata la responsabilita' della politica monetaria.

Ora come ora, quale manovra alternativa o complementare ai 'tremonti bond' dovrebbe attuare? Ha gli strumenti per fare qualcosa di assolutamente decisivo ma che non sta facendo?

In realta', sulla stretta creditizia c'e' molto poco che possa o debba fare, dato che la politica monetaria (per fortuna!) e' di competenza della BCE, e quindi dovrebbe stare zitto. I problemi dell'Italia sono altri e ben piu' antichi di questa crisi, particolarmente: produzione concentrata in settori a basso valore aggiunto accoppiata a salari da primo mondo; eccessive dimensioni e bassa efficienza del settore pubblico, di nuovo di origini politiche (assunzioni a nulla utili se non a comprare voti); e generale invecchiamento della societa', che lascia poco sperare per il futuro.

Un governo responsabile dovrebbe riformare il mercato del lavoro; dare profondi tagli alla pubblica amministrazione; e favorire l'immigrazione di manodopera a basso costo, in modo da aggiungere sangue fresco e spezzare i cartelli sindacali. Dovrebbe anche incoraggiare gli investimenti stranieri, e creare un ambiente piu' competitivo. Insomma, dovrebbe fare esattamente il contrario di quello che i vari governi hanno fatto sinora, mentre invece quello attuale sta facendo, se possibile, anche peggio (vedi promesse di "grandi opere pubbliche" tipo il famigerato ponte sullo stretto; richieste di dazi per proteggere fabbrichette non competitive; il vergognoso affare Alitalia; il civettare con CISL e UIL; e la linea xenofoba in materia di immigrazione).

Un governo responsabile dovrebbe riformare il mercato del lavoro; dare profondi tagli alla pubblica amministrazione; e favorire l'immigrazione di manodopera a basso costo, in modo da aggiungere sangue fresco e spezzare i cartelli sindacali.

Caro Enzo da meta' degli anni '90 i governi italiani (probabilmente piu' per loro incompetenza e per la disfunzionalita' degli apparati statali del Belpaese) hanno favorito il saldo migratorio quasi solo di lavoratori di basse qualifiche probabilmente piu' elevato di tutto l'OCSE eccetto forse la Spagna.  Il saldo migratorio e' stato piu' elevato in rapporto alla popolazione residente secondo le mie stime ai saldi migratori USA, UK, Francia e Germania. Alcune domande per te:

  • quali sono i benefici misurabili di tale saldo migratorio entrante superstar in ambito OCSE?
  • quale sarebbe il saldo migratorio consigliato ottimale?
  • esistono esempi storici di successo economico connessi a saldi migratori comparabili o superiori in Paesi con densita' di popolazione simile all'Italia in rapporto al territorio abitabile?

Aggiungo per inquadrare la materia che in anni recenti il saldo migratorio in ingresso e' circa 450mila ingressi all'anno, pari circa ai nuovi nati (550k/anno) e quasi all'1%/anno della popolazione residente.  Tutti i numeri elencati gravano per il 90-95% solo sul 65% del Paese, ovvero il Centro-Nord, perche' molto pochi immigrati soggiornano nel Sud.  Quindi il saldo migratorio sulla parte del Paese investito e' anche significativamente maggiore dei numeri appena elencati.

Relativamente all'operato di GT mi riferivo solamente alla crisi e vedo che concordiamo che poco o nulla poteva/può/potrà fare lui o chi per lui come ministro italiano all'economia.

Relativamente all'operato delle banche, io non dico che queste debbano paternalisticamente agire in favore di soggetti terzi rispetto al loro business e concordo con te quando dici:

Io ritengo che le banche, come ogni altro business, hanno doveri esclusivamente verso i propri azionisti

MA all'interno delle regole di tale business e queste le decidono gli Stati. Non tutti i business sono uguali: alcuni sono vietati, altri sono regolati in modo speciale, già è così per il sistema bancario.

A me sembra legittimo, doveroso e ragionevole che gli Stati definiscano tali regole per il benessere della collettività e credo non ci sia nulla di strano se dopo l'attuale crisi si proponga un ripensamento delle stesse.

A mio avviso, non centra nulla quindi nemmeno il discorso sul fallimento o meno del mercato: ciò che conta è l'impatto del sistema finanziario sull'economia e rischi connessi. Ciò è sempre regolato dalla politica (perchè sarebbe questa che eventualmente può scegliere di 'non mettere regole'). Il punto è che tali regole devono essere tese ad un fine condivisibile ed essere efficienti.

Se fissare come fine lo sviluppo del sistema produttivo rende un po' più difficile per le banche fare contenti i propri azionisti, certamente lo Stato e la politica (e tutti i cittadini non azionisti di banche) non dovrebbero interessarsene.

Inoltre quelle affermazioni di GT sono parecchio piu' simpatiche di certi atteggiamenti dei politici e ministri USA inginocchiati di fronte alle banche che hanno inondato di denaro dei contribuenti

In USA si è intervenuti con prestiti della Fed (e quindi senza denaro dei contribuenti) o con aumenti di capitale sottoscritti dal Minsitero del Tesoro (i soldi dei contribuenti). Peccato che con gli attuali corsi azionari chi ha fatto un affare è il Ministero del Tesoro (i contribuenti). In USA non si regalano i soldi a fondo perduto, la polemica politica lì è soprattutto sui bonus ai manager: visto che la Banca è stata salvata con i soldi dei taxpayers, quando sembrava che tutto stesse affondando, ha senso poi pagare dei bonus quando si è visto che il mondo non crollava ?

Discorso completamente diverso in Italia: i Tremonti bonds sono delle "obbligazioni bancarie speciali" con cui, fra l'altro, la banca si impegna a "non diminuire l'ammontare di credito alle PMI rispetto al biennio 2007-2008". Al di là della bontà o meno dell'idea solo chi aveva bassi indici per  il biennio in esame poteva essere interessato, chi era già sovraesposto firmerebbe la propria condanna. Qui ne capisci di più. Diciamo  che sono una fesseria e cerco di essere gentile, difatti le banche non hanno fatto la fila per i Tremonti bond, e solo una marea di telefonate di marketing push up hanno evitato al mago una figuraccia, checchè ne dica lui.

Le critiche di Tremonti sono sostanzialmente corrette: le banche italiane, poco capaci fa fare un'analisi seria dei percettori dei loro crediti, hanno ristretto l'erogazione dei prestiti-   indiscriminatamente solo perche' tira una brutta aria, pur avemndo la possibilita' di prestare rispettando tutti i vincoli patrimoniali usando i Tremonti bond.

Le banche utilizzano uno strumento chiamato Basilea 2 che dà un "rating" all'azienda. E' uguale per tutta l'Europa e le banche italiane lo usano come tutte le altre banche, è un sistemino semplice di riclassificazione del bilancio.

Il problema è che buona parte delle PMI italiane, per una lunga ed estenuante serie di motivi, hanno rating bassi (E,D,C), prima della crisi le banche prestavano anche a queste "categorie", allo scoppiare della crisi hanno chiuso il rubinetto e chiesto il rientro, i rating B e A non hanno avuto alcun impatto, nè restrizioni (anzi..), il nodo è che C non significa che sei una cattiva azienda, solo che potresti essere sottopatrimonializzato, lo stesso vale per D. Lettera E significa che sei in coma..

Diciamo allora che il "sistema bancario-finanziario" è bloccato su una tipologia di aziende, che di questa tipologia il "mago" non parla proprio, per cui una banca sottoscrive il Tremonti bond per una necessità propria, e poi "inonda" di liquidità i clienti con rating A e B per mantenere quel famoso indice di prestito. Tremonti è soddisfatto, le PMI no. Prima di parlar male delle banche (se vuoi ti posso indicare una serie di libri che lo fanno benissimo, o anche te ne posso parlare io in prima persona, ma per tutt'altri motivi) Tremonti dovrebbe capire qualcosa di economia, finanza e mondo delle imprese, ma il personaggio ha troppa stima di se stesso per cercare di comprendere qualcosa.

L'unica cosa positiva è che almeno ne parla delle PMI, anche senza sapere di cosa parla, ma rispetto ai precedenti è già un passo avanti, fosse mai che tra venti anni...

 

 

Il problema è che buona parte delle PMI italiane, per una lunga ed estenuante serie di motivi, hanno rating bassi (E,D,C)

nella lunga ed estenuante serie di motivi sbaglio se dico che anche il sistema bancario ha un suo ruolo? se non mi sbaglio: tale ruolo è completamente legato agli altri motivi o anche, ceteris paribus, qualcosa al sistema bancario può essere chiesto (preteso)?

Il problema è che buona parte delle PMI italiane, per una lunga ed estenuante serie di motivi, hanno rating bassi (E,D,C)

nella lunga ed estenuante serie di motivi sbaglio se dico che anche il sistema bancario ha un suo ruolo? se non mi sbaglio: tale ruolo è completamente legato agli altri motivi o anche, ceteris paribus, qualcosa al sistema bancario può essere chiesto (preteso)?

Quello che si puo' pretendere dalle banche e' prima di una crisi che il rischio non venga sottovalutato con la scusa che tanto se le cose vanno male poi paga Pantalone. Qui mi pare che Tremonti stia invece facendo pressioni affiche' le banche, dopo la crisi, si assumano parte del rischio d'impresa: questa e' una cosa ben diversa, e secondo me inaccettabile.

Nota. Personalmente ho su questo posizioni anche piu' intransigenti: il capitale di rischio dovrebbe essere ottenuto tramite emissione di azioni, non di debito, neppure in forma di obbligazioni private. La sostituzione di debt for equity, particolarmente negli Stati Uniti, e' stata per lo piu' determinata da distorsioni di natura fiscale (detassazione degli interessi sul debito ma non dei profitti distribuiti come dividendi, il che rende il debito maggiormente tax-efficient) che andrebbero eliminate: o eliminando la tassazione a livello corporate, o introducendo un "imputation system" che tratti le tasse pagate dall'azienda come crediti d'imposta per l'azionista.

Le cazzate sono tali in qualunque contesto, non riuscire a battere il politico italiano medio non è un gran merito.

Tecnicamente sono meno esperto di te, ma ti garantisco una cosa: se i TB fossero ben congegnati le banche li troverebbero attraenti.GT stesso, fatta l'analisi tecnica, dice che non convengono: è come dire che sono una cazzata.

P.S. Per l'analisi tecnica di GT non mi fido molto, ma quella di Seminerio coincide, e di lui mi fido.