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Il mago e il nazista

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Relativamente all'operato di GT mi riferivo solamente alla crisi e vedo che concordiamo che poco o nulla poteva/può/potrà fare lui o chi per lui come ministro italiano all'economia.

Relativamente all'operato delle banche, io non dico che queste debbano paternalisticamente agire in favore di soggetti terzi rispetto al loro business e concordo con te quando dici:

Io ritengo che le banche, come ogni altro business, hanno doveri esclusivamente verso i propri azionisti

MA all'interno delle regole di tale business e queste le decidono gli Stati. Non tutti i business sono uguali: alcuni sono vietati, altri sono regolati in modo speciale, già è così per il sistema bancario.

A me sembra legittimo, doveroso e ragionevole che gli Stati definiscano tali regole per il benessere della collettività e credo non ci sia nulla di strano se dopo l'attuale crisi si proponga un ripensamento delle stesse.

A mio avviso, non centra nulla quindi nemmeno il discorso sul fallimento o meno del mercato: ciò che conta è l'impatto del sistema finanziario sull'economia e rischi connessi. Ciò è sempre regolato dalla politica (perchè sarebbe questa che eventualmente può scegliere di 'non mettere regole'). Il punto è che tali regole devono essere tese ad un fine condivisibile ed essere efficienti.

Se fissare come fine lo sviluppo del sistema produttivo rende un po' più difficile per le banche fare contenti i propri azionisti, certamente lo Stato e la politica (e tutti i cittadini non azionisti di banche) non dovrebbero interessarsene.