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1000 Alitalia in one shot: so' forti 'sti Amerikani .... (II)

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Caro Michele, davvero complimenti. Chiaro ed esauriente, come al solito, anzi più del solito. Solo due brevi commenti:

1. non mi pare di aver letto nel tuo post che le decisioni della Fed sul tasso di interesse sono prese guardando anche (soprattutto?) all'economia reale, non solo alla pura finanza dei derivatives. Questo spiega perché può verificarsi una politica monetaria che oggettivamente si trova prima ad edificare e poi (doverosamente?) a bruciare la gigantesca piramide di carta che così bene descrivi. L'inevitabile doppio ruoli della liquidità, ovvero finanziare l'economia reale delle equities e alimentare la piramide dei derivatives, è a mio avviso un aspetto essenziale della questione.

2. le tue ammissioni sul "fallimento" degli economisti ti fanno onore. Scherzando un po', potrei chiederti se hai iniziato ad indossare calzini a pois e/o pensi di riciclarti come commercialista in Valtellina... Più seriamente, mi piacerebbe una discussione con te ed altri (non in questo post, però) sulle responsabilità della formazione accademica degli operatori finanziari alla luce di tue affermazioni tipo:

Because economic theorists studying financial markets almost always assume these conditions to be satisfied, the fear that point 1 raises in the layman was not shared, until now, by financial economists.

We, the academic economists, were blind to the facts and did not see it happening because we assumed the deviations of reality from our "standard model" to be quantitatively small. We were mostly wrong, and a few wiser people were right.

Non credi che un po' più di storia economica (e magari anche di storia della teoria economica), e un po' meno di fancy math, avrebbe potuto insegnare qualcosa ai rampanti banchieri USA when still in their business school? Oppure, it's only a matter of regulation failure?