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Afghanistan anno zero

2 commenti (espandi tutti)

Cerco di rispondere ai commenti di Axel, Claudio e Vincenzo.

Come illustrato nel mio post, riducendo le capacita’ dello stato in materia di law-enforcement i conflitti armati tendo a rendere piu’ facile la produzione di droghe. I gruppi ribelli inoltre, diventano progressivamente piu’ partecipi alla produzione ed allo smercio (generalmente dalla tassazzione dei narcotrafficanti si passa alla gestione diretta del traffico). Gli ingenti guadagni finiscono poi col finanziare l’acquisto di armi via via piu’ sofisticate.

Per quanto concerne il caso Afghano, sia i Talebani che l’Islamic Movement of Uzbekistan (UBU) risultano direttamente coinvolte nell’industria dell’oppio i cui proventi finanziano l’acquisto di armi nei bazaar del deserto del Tajikistan. Qualche mese fa l’Independent  ha fatto il punto su questo baratto droga/armi fra Talebani e mafia russa.

Per quanto concerne la responsabilita’ piu’ o mono dirette di paesi terzi, non solo il Pakistan ma anche Iran e Cina sono sospettati di fornire armi agli insorgenti.

Concordo totalmente con quanto da te scritto (anzi, ti faccio i miei complimenti).
Preciso però che la mia precedente non era battuta ma un'affermazione :)
Il ruolo principale è svolto dalle reti dall'Inter-Services Intelligence. La quale, tra le altre cose, fornisce coperture, protezione, libertà di movimento ecc.
In quella zona non si muove foglia che l'ISI non voglia...