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Afghanistan anno zero

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mi pare che ormai tutti siano d'accordo che la guerra non si vincerà sui campi di battaglia (vedi l'intervista pubblicata oggi al Brigadiere Mark Carleton-Smith e riportata dall'Indepdendent.)

Però per sapere come procedere occorre rispondere a queste due domande : con chi negoziare e chi deve negoziare.

La prima domanda vuol dire in pratica:si può negoziare con i Taliban o si deve invece cercare di staccare i Taliban dalla maggioranza meno fondamentalista e più nazionalista -- quella insomma che vuole cacciare gli invasori ma non ritornare al regime talibano?  I due funzionari internazionali che furono cacciati dall'Afghanistan per ordine di Karzai nel dicembre scorso cercavano appunto di aprire canali negoziali con i leader pashtun in opposizione ai Taliban.  Karzai stesso invece, sembra voler negoziare con i Taliban. E' di questi giorni la notizia che un tentativo di mediazione da parte dell'Arabia Saudita in questo senso è fallito. Secondo me, trattando con i Taliban, Karzai dà loro un ruolo che, forse non possiedono, o non possiedono interamente, quello di rappresentanti dell'opposizione Pashtun. Inoltre, è legittimo chiedersi se i Taliban sono riformabili Che cosa chiederebbero in cambio del loro cessate il fuoco? Di rispedire l'Afghanistan nel medio evo? Se è così vedo difficile che le Nazioni Unite accettino un loro ritorno al potere, anche condiviso -- ma forse mi sbaglio. 

La seconda domanda è chi deve negoziare. Qui non c'è dubbio che Karzai vuole essere lui stesso il negoziatore unico. I motivi sono ovvi. Vuole essere visto come chi detiene il potere in Afghanistan, nonostante che il suo potere lo debba alla NATO. Questo spiazza la NATO stessa, che si vede defilata da un gioco in cui ha, e sa di avere, un ruolo fondamentale. Gli inglesi e i francesi hanno fatto sapere di aver cercato i contatti per negoziare con i nemici, finora senza successo. Non ho letto invece che gli Americani abbiano fatto altrettanto e noi europei, ammettiamolo, siamo satelliti del Pentagono, siamo i suoi nuovi ascari.  Se gli Americani non vogliono negoziare, non lo possiamo fare nemmeno noi. Nonostante le affermazioni di oggi di La Russa che le nostre missioni si debbano ri-studiare, non vedo ancora probabile che l'Italia ritiri le sue truppe dall'Afghanistan in tempi brevi.

Tutto questo non promette bene, soprattutto perchè i Taliban, controllando la produzione di oppio non devono mancare di risorse per armarsi. Si rischia di creare una nuova FARC, molto più cattiva e agguerrita. La situazione perciò si fa più difficile ogni giorno che passa e non si vede soluzione. C'è solo da sperare che l'esercito afgano si rafforzi in numero e in cultura democratica al corto termine e che si riesca a limitare il flusso di denaro illegale ai Taleban, e che i nostri soldati riescano a mantenere i Talibani sulla difensiva finchè questi processi positivi portini frutto.