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Zitti (e fermi) per favore!

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Continuo a nutrire forti dubbi sulla capacita' dei regolatori di gestire un processo di "disclosure" come quello che tu proponi.

Lasciamo perdere cosa voglia dire "fare chiarezza" ed evitiamo di chiederci se sia una questione di mesi piuttosto che di giorni. Quel che mi sembra innegabile e' che, in uno scenario come quello che tu auspichi:
(1) al mercato arriva un'informazione dopo l'altra; una lista ordinata di informazioni.
(2) l'ordine nel quale le informazioni vengono presentate modifica l'outcome finale del processo.
(3) il regolatore verrebbe visto come il responsabile del rilascio delle informazioni (e dell'ordine in cui queste ultime sono rilasciate).
(4) prevedere le conseguenze di QUALSIASI COSA, al momento, e' impresa ardua. Esempio stupido: Paulson & Co han fatto fallire Lehman: tutti hanno applaudito, ai tempi. Ora, la stampa accusa senza mezzi termini di aver provocato un peggioramento della crisi (qui e qui).

In sintesi, vedo due problemi che a me sembrano assai difficilmente risolvibili:
(a - fattibilita' tecnica) Calcolare, per ogni possibile "lista di informazioni" rilasciata dal regolatore, la probabilita' degli scenari piu' negativi (per poter agire con metodo e cominciare a dare l'impressione che non si stia tirando a caso)
(b - fattibilita' politica) Trovare qualcuno che si assuma la responsabilita' di tentare un'azione "fantasiosa", nel momento in cui molti sono convinti che la situazione sia sull'orlo del baratro e "gli esperti" sembrano aver trovato un accordo di massima sulla soluzione "svedese".

Sono d'accordo che la lista di informazioni una dopo l'altra fa casino e che l'ordine sia arbitrario e importi per il risultato finale. Non facile. Ma a nascondere informazioni, si e' arrivati qui. Coi mercati letteralmente impazziti. L'arroganza di Paulson che dice al Congresso, firma subito e zitto senza rompere i c..., e che dice ai mercati "faso tuto mi" e' quello che ci ha portato qui. Ora la trasparenza non e' piu' solo cosa buona e giusta, e' assolutamente necessaria! Con tutti i costi che metti in evidenza; hai ragione. la questione e' trasparenza e un piano, ben delineato, da qui fino in fondo. Basta reazioni di tamponamento. Come sa chi legge questo blog, il mio giudizio sull'operato della Fed e del Tesoro  non e' negativo quanto quello di Michele. Pero' ormai non ce la si fa piu'. Stanno lavorando giorno e notte, pare; le stanno pensando tutte, pare. Ma non si vede altro che tamponi, e questo ha danni immensi sui mercati.  

1) soluzioni di sistema, "soluzioni" d'emergenza e "tamponi" sono TRE cose diverse. Se due amici stanno litigando furiosamente, non penso sia il caso di metterli attorno ad un tavolo a discutere quella sera stessa. Ne prendo uno e lo trascino al pub. Non e' un "tampone": sto facendo passare la fase acuta. Nei giorni successivi si puo' pensare ad affrontare le cause sottostanti.

2) Paul de Grauwe ha un bell'articolo sul FT di oggi. Anche lui propone la soluzione "svedese". Interessante anche la parte di analisi:

It is important to realise that this liquidity crisis is the result of a co-ordination failure: bank A does not want to lend to bank B, not necessarily because it fears insolvency of bank B but because it fears other banks will not lend to bank B, thereby creating insolvency of bank B out of the blue. Thus bank lending comes to a standstill because banks expect bank lending to come to a standstill.  


http://www.ft.com/cms/s/0/3c29a40a-9617-11dd-9dce-000077b07658.html