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Zitti (e fermi) per favore!

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  Questo ottimo articolo conferma una mia ipotesi di giorni fa, e dà anche in pratica mi pare una risposta esplicita: il governo USA ha avuto i dati dalla ammistrazione finanziaria sulla dimensione del rischio, ma non li rende pubblici, e quindi, credo non ci sia altra assicurazione per i mercati che quella di assicurare il cartolarizzato a questo punto, come dice Boldrin.

   Realistico, io non vedo altra soluzione, Bisin propone una nuova certificazione delle poste di bilancio delle banche unita ad una nuova valutazione complessiva di ciascuna di esse ma qui occorre dare un dato a 24 ore se possibile, e in 24 ore una valutazione del genere è impossibile farla.

   In situazioni cosi va applicata quella che viene chiamata la legge del rasoio di Occam, perchè tramitè la semplicità si ottiene anche 'velocità'. (di intervento in questo caso) Traduco onde evitare il mal di testa dato che Occam di per se non era un economista: se fossimo nel mondo di 'Dio', io nominerei Bisin alTesoro Mondiale (il caps lock è allusivo positivo ovviamente) perchè la sua soluzione è 'perfetta' anche se lenta, ma, dato che siamo ancora sulla Terra, occorre muoversi in modo meno 'perfetto' e piu realista e 'super-veloce' , trovando il modo più semplice possibile per arrivare a ridare dei valori 'certi' subito, come  suggerisce Boldrin, perchè ciò è fattibile nell'arco di 24 ore appunto e il mercato ha bisogno di ricominciare ad avere dei valori certi sin da 'prima possibile'.

  In pratica, qui siamo già psicologicamente in una fase da 'prezzi di realizzo' e non più da prezzi di mercato (ogni azione è sottoquotata proprio perchè si sta puntando al realizzo e non più all 'equo' controvalore) e il risparmiatore (leggasi il cavallo) in questo momento non vuole aspettare 3 mesi a ricominciare a compravendere in modo sereno sul mercato mobiliare per avere la certificazione dei bilanci delle banche, ma vuole la garanzia di 'un valore certo' da oggi stesso per cosi dire, al 'titolo' da lui acquistato tempo prima, perchè ha sete ORA.

  Il mio unico timore però a questo punto è un altro: se i dati 'totali' non vengono resi pubblici è perchè forse fa paura non tanto il valore in default dei sub prime, che pure io ho letto non dovrebbe essere in ogni caso superiore ai 900 miliardi di dollari, ma bensì quello di tutti quei quei contratti che vengono classificati nella categoria 'derivati' o 'economia di carta' , contenenti valori che potrebbero essere 'impazziti' dopo le oscillazioni forti di queste ultime settimane,contratti che conservano il loro valore in termini di obbligazione alla prestazione in essi inserita, e che potrebbero quindi causare a breve brutte sorprese ad una delle controparti che li ha stipulati.

   Anche io trovo giusta l'osservazione di Almunia sulla trasparenza che è mancata e manca (non conoscendo lo spagnolo ho letto adesso non questa intervista segnalata ma una su un giornale italiano di giorni fa), non si spiega altrimenti infatti il tasso euribor cosi alto: questa enorme diffidenza tra banche segnala un dato negativo che è 'nell'aria', ed a conoscenza del sistema bancario, legato assai probabilmente non solo ai sub prime ma all'insieme dei contratti finanziari 'rischiosi' creati da questa economia di 'carta'.