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Zitti (e fermi) per favore!

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Boldrin prima di tutto complimenti per l'articolo segnalato nel post precedente; è egregio, si legge benissimo, e penso che se lei raccogliesse come spero farà i suoi migliori articoli in un saggio sicuramente avrebbe vero successo.

Il mio ragionamento, col quale volevo rispondere alla sua domanda sul cosa fare ORA, è molto semplice: lo so che l'inflazione non è 'etica' ma lo è ancora meno far perdere potere d'acquisto ai salari e stipendi di buona parte d'europa solo per  mantenere alta la stabilità dell'euro, attrarre investimenti finanziari su di esso, imponendo all'interno dell'area euro l'obbligo di tenere bassa l'inflazione per poi osservare nei fatti,  invece, che i prezzi aumentano in modo assai più consistente. Negare l'inflazione vera è un danno forte per tutti quei salari e stipendi  costretti a rinegoziarsi in sede contrattuale in base al tasso 'artificiale', ossia addomesticato per volontà di una banca centrale europea sempre più aliena al territorio nel quale opera.

Se questo è il prezzo sociale di una politica monetaria da 'moneta forte' per attirare il grande finanziere estero, o il 'finanziere' europeo col SUV che fa chic e la barca di lusso a portofino, a scapito di tutti i reddito fisso europei che fanno fatica ad arrivare a fine mese, in particolare in Italia come ha detto pure Draghi in merito al misero livello dei salari italiani, allora preferisco ricominci la scala mobile, l'inflazione, il fiscal drag e quant'altro suggerito da Bertinotti CGIL e compagni. Quantomeno a certe altre persone o 'società di capitali' finisce la 'rendita facile' alla Fuld.

Sono aumentati i prestiti personali, l'ndebitamento delle famiglie, in cinque anni sono raddoppiati i pignoramenti di immobili, le imprese che fanno export sono andate spesso in crisi causa euro supervalutato, il prodotto indiano e cinese è diventato ancora più vincente perchè o compri il loro che costa poco, oppure non compri 'nulla'. Confindustria ha affermato poche ore fa che l'anno prossimo crescita 0. ...Che senso ha quindi questa politica monetaria che non fa trasparire la sua vera inflazione ben superiore a quella 'ufficiale' ? Ma dove ci porta se in solo 5 anni sono raddoppiati i pignoramenti sui mutui, le imprese artigiane e industriali esportano sensibilmente meno di prima, i commercianti chiedono con urgenza di detassare almeno le 13esime di Natale, la famiglia media italiana va in allarme rosso nella quarta settimana del mese ?

 Per inciso la colpa non è della Bce, è di chi non cambia lo statuto della Bce ed aggiunge altre funzioni a quelle attuali, che a volte mi paiono più simili a quelle che dovrebbe avere il Regno delle Banche, ossia la Svizzera, piuttosto che a quelle di una banca centrale che governa una valuta usata da circa 450 milioni di persone molte delle quali si affacciano per la prima volta alla realtà occidentale (parlo dei paesi ex Patto di Varsavia)

 Tornando alla risposta che chiedeva lei a tutti: a questo punto abbiamo un evento straordinario: il disastro causato da 'esperti' stile Richard Fuld. Mi associo alla sua critica. Sempre a questo punto si legge sui giornali che i politici negli ultimi 10 giorni sono già arrivati nientemeno che alla Grande Diga che assicura i conti correnti, le banche, forse i mutui secondo l'ipotesi Mc Cain e forse il diritto di  abitazione quasi a prescindere dal mutuo ipotesi Obama, e anche, ipotesi Merkel post precedente "estendere la protezione anche ai fondi comuni monetari..." Di questo passo assicurano anche le auto e i motorini pur di sembrare i novelli Nembo Kid mondiali. Chiedo venia ma la battuta ci sta.

 Poco fa ho sentito in tv che in Europa in totale si sono già stanziati oltre 1300 miliardi a garanzia. Sono curioso di vedere se domani la cifra sarà ancora aumentata, e ricordo che il debito pubblico italiano è una somma simile. Una somma mostruosa per ammissione di tutti.

Ovvia domanda che sorge spontanea è: ma poi chi rimborsa il debito pubblico extra che sarà necessario a costruire questa Grande Diga nata per contenere tra l'altro un danno causato in gran parte da banche straniere?  Iniziamo a detrarlo dal 'grande rimbalzo' odierno ?(questo termine mi irrita da quanto lo trovo ridicolo in bocca a certi pseudo-esperti dei grafici del 'market') 

  Oppure del 'grande rimbalzo' di oggi se ne appropriano quelli che, quando va male come sino a ieri  chiedono di corsa l'intervento dello stato, e quando va bene come oggi chiedono liberismo puro? 

  Lo rimborsano i borghesi, i ricchi, o i proletari? Un proletario è d'accordo di partecipare al 'rimborso solidale' del danno subito (grandi rimbalzi esclusi ovviamente...) da un insieme di persone o enti dotati di provvista finanziaria che voleva spuntare 'quello spread in più' che non fa mai male perche i Bot li comprano solo i fessi mentre "noi dello spread in più siamo più ganzi degli altri" etc ?  Un borghese senza voglie di 'spread esotici', che magari anche solo per patriottismo ha sempre comprato solo BOT,  è d'accordo al rimborso solidale? E un ricco saggio senza manie di grandezza da nuovo ricco ?

Con un potere d'acquisto calato in certi casi del 30% negli ultimi anni, a causa di questa politica della banca centrale che mira solo alla stabilità dell'euro e non alla tutela del potere d'acquisto dei piccoli in particolare, dubito ci siano di fatto, se non si crea inflazione da usare come ammortizzatore finanziario, volontà e risorse extra in europa per ripagare nel tempo questo che si prevede sarà un  maxi esborso finanziario causato dai soliti 'volpini della finanza' per 'il desiderio di avere quel percent in più che fa la differenza' di un gruppone eterogeneo di novelli 'rentiers' dallo spread 'speciale'.

Lei a mio avviso è un professore più preparato della media "assai molto di più" quindi le chiedo scusa in anticipo se ho scritto una eresia e completo mia idea...

Finale: L'euro debole farebbe sicuramente rilanciare l'export, aumenterebbe l'occupazione in diversi settori produttivi europei, l'inflazione sicuramente farebbe da accelleratore ai consumi  interni come già accadde in Italia negli anni 70/80. E l'Europa finalmente farebbe l'Europa e non la 'Svizzera'.

Finale: L'euro debole farebbe sicuramente rilanciare l'export,
aumenterebbe l'occupazione in diversi settori produttivi europei,

Esattamente in base a quale magia? Se i salari nominali restassero invariati il potere d'acquisto scenderebbe, e se invece salissero addio maggiore competitivita'. Non sarebbe piu' efficace migliorare la qualita' dell'istruzione e di conseguenza il valore aggiunto sui prodotti locali?

l'inflazione sicuramente farebbe da accelleratore ai consumi  interni
come già accadde in Italia negli anni 70/80.

Ma quando mai? Gli anni '70 furono deprimenti, e gli '80 si basarono su una crescita illusoria perche' finanziata dal debito pubblico: invece di stampare lire, i governi si misero a prenderle a prestito. L'inflazione scese, ma il debito in un decennio quasi raddoppio':

Anno Governo             Infl.     Debito    Debito/PIL

1980 Cossiga, Forlani     21,1% 118.038 58,0%

1981 Forlani, Spadolini   18,7% 146.410 60,1%

1982 Spadolini, Fanfani   16,3% 186.961 65,0%

1983 Fanfani, Craxi        15,0% 235.520 70,3%

1984 Craxi                    10,6% 284.825 74,4%

1985 Craxi                     8,6% 346.005 80,5%

1986 Craxi                     6,1% 401.499 84,5%

1987 Craxi, Fanfani, Goria 4,6% 460.418 88,6%

1988 Goria, De Mita         5,0% 522.732 90,5%

1989 De Mita, Andreotti   6,6% 589.995 93,1%

1990 Andreotti               6,1% 663.831 94,7%

Inoltre, non mi sembra che in anni recenti la discesa del cambio del dollaro abbia fatto molto per l'economia americana, in particolare per i disavanzo di conto corrente; e ancor meno ha fatto la politica monetaria espansiva praticata dalla Federal Reserve, visto che e' stata la causa prima della bolla in campo edilizio che e' alla radice della crisi corrente.

Non sarebbe piu' efficace migliorare la qualita' dell'istruzione e di conseguenza il valore aggiunto sui prodotti locali?

Efficace forse. Probabile (visto come si sta muovendo il nostro governo) direi di no. Tra l'altro per aumentare il livello dell'istruzione servono anni mentre nessuno ha intenzione di seguire una linea che abbia un orizzonte superiore al prossimo tg.

  In base alla 'magia' che se esporti con euro a 1,10 invece che a 1,40 il tuo prodotto lo vendi sui mercati esterni alla UE 'scontato' del 22% circa ed è ovvio che lo vendi meglio e in maggior quantità e quindi crei occupazione perchè ti serve più forza lavoro. Il salario è una  componente del prezzo finale, e spesso il valore del costo industriale di un bene corrisponde a circa 1/5 del prezzo finale di vendita. Quindi incide marginalmente sul prezzo finale un salario aumentato in una situazione dove la moneta è debole invece che forte e la competitività è ottenuta in modo stabile. Il potere d'acquisto anche a parità di salario scenderebbe solo verso il prodotto esterno all'area UE e quindi sarebbe incentivato l'acquisto dei prodotti o servizi creati dentro l'area UE. 

  Metà anni 70 metà anni 80 e leggermente oltre ho letto all'epoca non 1 ma mille articoli economici che spiegavano ciò che si vedeva in Italia ogni giorno, ossia il consumo accellerato dalla inflazione: era sotto gli occhi di tutti che l'inflazione spingeva i consumi e non la propensione al risparmio.

 Politicamente posso definirmi da sempre, sin da allora, un anticraxiano ma per onestà intellettuale quella fase in cui sotto Craxi il debito aumentò in modo sensibile è dovuta alla sua lungimirante idea ( l'unica a mio avviso ) di aumentare il debito per costruire le centrali nucleari che poi il referendum dei verdi, dovuto al vecchio reattore di Chernobyl, rese spesa inutile dato che tutto venne bloccato. 20 anni dopo scopriamo che in 20 anni a parte mettere 3 pannelli solari siamo in dipendenza piena di energia. No comment sulle politiche energetiche italiane.

 In anni recenti gli americani hanno giocato a fare gli italiani dei tempi della famosa 'svalutazione competitiva', su questo concordo ma con una differenza enorme: in Italia lo facevamo per esportare meglio, loro invece lo hanno fatto per politica protezionista del made in usa vs il made in europe e japan. Il loro vero problema è stato indebitarsi per finanziare le guerre e la spesa militare. Spendono oltre 600 miliardi di dollari/anno per il loro apparato militare guerre escluse. La bolla edilizia non è in relazione stretta come intendi tu secondo me, ne è solo una derivata impazzita per mancanza di leggi a tutela dei terzi investitori sui sub prime.

 

In base alla 'magia' che se esporti con euro a 1,10 invece che a 1,40
il tuo prodotto lo vendi sui mercati esterni alla UE 'scontato' del 22%
circa ed è ovvio che lo vendi meglio e in maggior quantità e quindi
crei occupazione perchè ti serve più forza lavoro. Il salario è una 
componente del prezzo finale, e spesso il valore del costo industriale
di un bene corrisponde a circa 1/5 del prezzo finale di vendita. Quindi
incide marginalmente sul prezzo finale un salario aumentato in una
situazione dove la moneta è debole invece che forte e la competitività
è ottenuta in modo stabile.

E che altro incide che non sia soggetto ad aumentare? Le materie prime sono importate, i trasporti vanno a petrolio che e' importato, i distributori non sono scemi e aumentano le loro tariffe... Insomma: se c'e' l'inflazione che tu auspichi tendono a salire tutti i fattori de determinano il costo di vendita, anche se in misura un po' diversa tra loro; e quella poca competitivita' acquistata a caro prezzo viene erosa in breve tempo.  

In anni recenti gli americani hanno giocato a fare gli italiani dei
tempi della famosa 'svalutazione competitiva', su questo concordo ma
con una differenza enorme: in Italia lo facevamo per esportare meglio,
loro invece lo hanno fatto per politica protezionista del made in usa
vs il made in europe e japan.

Qualunque fossero le motivazioni, non ha sostanzialmente ridotto il disavanzo di conto corrente.

La bolla edilizia non è in relazione stretta come intendi tu secondo
me, ne è solo una derivata impazzita per mancanza di leggi a tutela dei
terzi investitori sui sub prime.

Ma oramai non e' piu' solo una questione di sub-prime. Il prezzo di tutti gli immobili e' salito grazie all'espansione del credito specie nel periodo 2001-2003 (se pompi liquidita' nel sistema, non puoi sperare che vada solo dove vuoi tu), e ora la bolla e' scoppiata. Con i livelli di leverage a cui stanno le banche oggi, e il loro coinvolgimento diretto o indiretto nei mutui immobiliari, questo impatta gli attivi di bilancio in misura tale da portarne alcune vicino all'insolvenza: che e' il problema, ben piu' serio di una semplice crisi di liquidita', che sta ora spingendo molti governi a ricapitalizzarle con l'acquisto di azioni (privilegiate).

  La Cina è un esempio di una area economica grande quasi 3 volte l'europa che gestisce in modo governativo il cambio per rimanere concorrenziale nel mondo sul mercato col prezzo, e che pur avendo un incremento forte della voce  salari e stupendi nell'arco di solo 6 anni, bloccando l'apprezzamento della moneta sul mercato dei cambi rimane competitiva all'esterno. Il WTO per anni ha fatto mega battaglie in tutte le sedi su ciò senza esito.

  Il tenere l'euro debole da parte della banca centrale lascerebbe competitività al prezzo dell'esportato e la rincorsa dei prezzi che accade sempre in una dinamica inflattiva rimarrebbe interna al circuito UE, e i salari con la semplice riattivazione di scala mobile+fiscal drag conserverebbero in modo stabile il potere d'acquisto all'interno dell'area UE. A me realmente pare stia diventando una 'moda' quella del parlare solo di 'recessione' senza prendere in considerazione l'inflazione  interna e la conseguente svalutazione della moneta come alternativa per tutelare posti di lavoro e consumi che la recessione di regola falcidia in maggior quantità.

  In Italia siamo veramente andati avanti per vent'anni grazie alla svalutazione 'competitiva'; il sistema monetario europeo all'epoca creò pure l'oscillazione di banda larga per noi (6% rispetto al 2,25% mi pare era).

  Il tuo ultimo capoverso sulle case invece ci concordo appieno, e la penso come te. Come pure su tuo discorso di giorni fa sul mercato dei prodotti locali; se venisse finalmente 'liberalizzato' e non più tenuto bloccato dagli interessi dei grossisti e della grande distribuzione, produrrebbe addirittura spesso non solo un ribasso dei prezzi dato che il local food è un mercato che elimina questi 2 intermediari, ma anche una redistribuzione più 'etica' del reddito perchè premierebbe anche economicamente un lavoro manuale (quello agricolo) che è incredibile sia così sottopagato oggi rispetto al forte valore economico intrinseco del settore stesso. ( è assurdo  per me che il terziario della pubblicità quoti più dell'agricoltura considerando le varianti Agricoltura Biologica Prodotti DOP DOCG etc)

Altra cosa che complessivamente ridurrebbe il costo della vita sul fronte food e mitigherebbe pure qualunque meccanismo inflattivo sarebbe la abolizione di quella rendita gratuita, chiamata set-aside, che non ha più ragion d'essere visto quanto sta aumentando il prezzo di certi prodotti agricoli. Sarebbe un doppio risparmio perchè da un lato non verrebbero più pagati contributi comunitari su ogni ettaro non coltivato, e quindi l'insieme dei cittadini pagherebbe un % di tasse in meno, e dall'altro avremmo una produzione maggiore di prodotti agricoli e riduzione conseguente dei prezzi.