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Provvedimenti urgenti per ridurre i corsi azionari

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Io comunque non la vedo una cosa immediatamente elementare, quella di regolamentare i fondi sovrani. Oggi è facile individuare il soggetto "fondo sovrano": non ha debiti, è partecipato interamente dal governo di uno stato (e sono sempre gli stessi: Cina, Arabia Saudita, ecc.), che vi inietta capitali da investire in giro per il mondo. Una limitazione ex lege di tali investimenti può facilmente portare ad una maggiore complessità di questo sistema che per adesso rimane sempliciotto. Faccio un esempio banale: l'ENI è una spa controllata dal governo italiano, non è evidentemente un "fondo sovrano" perché svolge un'attività industriale e si finanzia anche con debito, ma da quando è nata e cresciuta sotto Mattei esercita, notoriamente e di fatto, un ruolo che è quasi quello di un ministero dell'energia. Gli interessi non sono quelli dei suoi azionisti e basta (massimizzazione del profitto), ma c'è una componente nazionalistica che porta a ragionare in termini di strategie politiche (es. gli accordi con i paesi nord-africani per garantire un approvigionamento di gas anche in caso di problemi con la Russia). Ora, ragionando specularmente, se vieti ai cinesi (agli arabi, a chiunque) di investire in qualità di stato estero in una società quotata italiana, come minimo bisogna aspettarsi: 1) che i cinesi creino gli equivalenti della nostra ENI in ciascun comparto di loro interesse, e la usino per investire da noi. Poi cosa si fa, regolamentiamo anche le società partecipate dai governi, i fondi di cui governi detengono quote significative? Blocchiamo acquisizioni da parte, ad es., della McDonnel-Douglas perché è strategicamente collegata ai programmi militari USA? Qual è il limite oltre il quale si decide di dare l'addio al libero mercato globale? 2) oggi i capitali vengono a noi, domani chissà? Come pretendere di investire liberamente nei territori più interessanti (perché ricchi di materie prime, perché con un PIL che galoppa a due cifre percentuali) se i paesi a più vecchia industrializzazione, per primi, innalzano barriere che possono apparire anche pretestuose? Posso capire i limiti (come si discute in Germania in questi giorni) posti ad attività "strategiche", ma poi tutto il resto non dovrebbe sottostare alle norme generali antitrust, e basta?   Le domande sono tante, sarei genuinamente interessato a qualche opinione in merito che mi aiutasse a chiarire le idee.