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Una chiappa ciascuno

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Ciao Giorgio.

Io non prenderei troppo seriamente quello che dice Cossiga...se non altro perchè mi sembra tutto un gioco di specchi.

Cossiga sa benissimo che certa parte della società italiana lo identifica con quel potere politico che ha commesso le cose più nefande della storia d'italia nel nome dell'anticomunismo foraggiato dagli americani. A lui, questa posa di "guerriero della libertà" piace molto, insieme all'idea che sia un duro che sa bene come mettere fine ai casini. Dall'altra parte dello spettro politico (e davvero da una parte all'altra stiamo parlando di cose spettrali, che tecnicamente dovrebbero essere già defunte e non più in grado di interferire con la realtà), ecco dicevo dall'altra parte ci si compiace a descrivere tutto questo tramare possibile ed evocato di infiltrazioni dei servizi segreti deviati; della possibile repressione violenta degli stidenti e così via. A me pare proprio che approssimandosi Hallowen tutti stanno tirando fuori le maschere più macabre per prendere parte ai rituali autunnali, e Cossiga, pieno di tempo da buttare, si accodi dicendo: "Eccome voi fate il '68, e io non posso fare il politico anni '50 che minaccia l'uso della celere, dei servizi segreti e così via? Che diamine, voglio divertirmi anche io!".

Fin qui dunque niente di nuovo, Cossiga infatti è oggetto di una ricca letteratura che lo vede protagonista di colpi di stato più o meno mancati; tragedie aeree (ustica); rapimenti di politici (moro); violenze e pestaggi di ogni sorta. Per un campione di questa letteratura vedi qui. Però di concreto (e per concreto intendo condanne passate in giudicato o un lavoro di storici basato su archivi disponibili a tutti) non ne vedo per cui Cossiga rimane un vecchietto che ama sempre parlare delle guerre del passato. Ricordo inoltre che già un altra volta lui minacciò Bossi, ricordando che avrebbe potuto fare trovare nella sua auto della droga nella sua auto (di bossi).

Ora, le sparate di Cossiga rimangono cmque gravi, come grave rimane il silenzio dei vertici delle forze dell'ordine. Ieri l'altro Kim il Silv voleva convocare Maroni per dare istruzioni su come fare intervenire la polizia nelle università (a proposito non mi sembra che le proteste siano di massa, tutto, almeno come lo sto vedendo io mi ricorda questo); oggi apprendiamo che un ex presidente della repubblica, emerito per definizione, si permette di adombrare la possibilità che davvero la polizia possa essere usata per fini personali uscendo dallo stato di diritto. Ecco, si urla per ogni stronzata in Italia, ma non ho sentito nè l'attuale presidente della repubblica, nè il presidente del consiglio, ripristinare la fiducia nelle forze dell'ordine ed escludere con toni chiari che cose del genere non saranno ammesse...nè mi pare che il capo della polizia abbia risposto indignato per rimarcare l'autonomia del suo corpo.

Dunque, quelle di Cossiga erano sparate da spaccone, ma sarebbe stato elegante (oltre che doveroso dal punto di vista istituzionale) vedere i vertici delle istituzioni chiarire che cose del genere non sarebbero tollerate e che non è tollerabile che siano affermate impunemente. E invece no, tutto tace. Potrebbe essere un altro segno di quanto marcescenti, gerontocratice e geriatriche (visto che siamo appesi alle sparate sclerotiche di un emerito imb.) siano le nostre elites? Io penso di si.

 

Sono gravi invece perchè danno l'idea del clima che c'è in Italia.
Faccio notare che non solo Cossiga e Silvio (e quindi tutta Forza Italia, sua azienda-partito personale)
ma anche i giornali di destra (cioè tutti quelli di Silvio meno il Secolo) hanno funzionato da ripetitori meccanici della linea del padrone. Cosa succeda in tv non lo so.

Non mi addentro in commenti su come la potranno prendere i reparti speciali dei carabinieri che sorveglieranno le future manifestazioni e che si sono sempre comportati come si deve (come tutti sappiamo).

Aggiungo solo che sui media italiani si sta facendo una confusione pazzesca tra la riforma gelmini della scuola primaria e  quella dell'università.

Ultima cosa: da quando la polizia è autonoma dal potere politico?

Ciao Johnny.

Beh, la polizia è autonoma nel senso che la sua condotta deve strettamente attenersi ad un insieme di regole che stabiliscono chi e come è titolato ad erogare la forza pubblica, che proprio in virtù di tali regole è forza pubblica e non violenza privata...invece Cossiga sembra che ammetta l'esistenza di pratiche come dire, non ortodosse.

Ma forse con la tua domanda intendevi dire che il ministro dell'interno nomina il capo della polizia? Questo è certo vero, ma non toglie che questa dipendenza si spinga (o possa spingersi) al punto da rendere possibile per il capo del governo, o per i ministri, di chiedere ai poliziotti di eccedere dalle loro attribuzioni nell'esercizio delle loro funzioni, che almeno dal punto di vista giuridico, sono strettamente regolate.

Ma il mio punto è ancora un altro. Uno potrebbe criticare le parole di un presidente anziano invocando ragioni di opportunità politica (non è bene che nel presente momento si dicano certe cose) oppure ragioni strettamente legalistiche (fare certe cose è reato); ma dovrebbero esserci molte altre opzioni sul tavolo, fra le quali tutti quei valori che gli uomini di legge imparano o dovrebbero imparare nelle accademie o nei corsi di preparazione. Valori come il rispetto delle leggi in primis, l'autonomia dalle cazzate della politica; l'onore di non eseguire ordini stronzi...voglio dire sarà che ho avuto un parente sulla copertina della domenica del corriere, ma a me quest'idea dei carabinieri picchiatori dispiace un poco. E poi: un alto ufficiale della polizia, o dei carabinieri, che senta quelle parole, dopo avere giurato sulla costituzione e dopo essere stato educato al rispetto dell'autonomia del suo corpo assumendo come criterio unicamente il rispetto della legge, come può non trasalire? Io se fossi anche solamente un carabiniere di quartiere mi senitrei profondamente offeso se un presidente della repubblica parlasse dell'arma lasciando intendere che è possibile piegare la legge alla bisogna per ragioni di obbedienza al potere politico.

Ma forse stiamo dando troppo peso alle parole di un emerito imb.

 

sarà che la teoria è diversa dalla pratica. diciamo allora che la polizia è autonoma finchè non arrivano input differenti. le pratiche ortodosse sono sempre esistite. solo che alle volte sono "sputtanate" dai giornali. altre volte (la maggioranza delle volte a mio parere) no. chi controlla i controllori? nessuno. e si parano generalmente il culo tra di loro. le indegne scenette delle testimonianze di alti ufficiali delle forze dell'ordine al processo sui fatti di Genova lo dimostrano. Polizia e Carabinieri sono a mio parere vere e proprie scatole nere...Aspetto ancora un'inchiesta di Marco Gatti per 6 mesi nei panni di un Carabiniere :)


sulla faccenda delle forze dell'ordine che picchiano... è sbagliato generalizzare. però loro a volte si impegnano proprio ad indurti all'errore.

poi tu hai ragione su tutto. ma non penso che nell'Arma o altrove si trovino molti marcox. Oppure ci sono ma fanno notizia solo i criminali.

la realtà supera sempre ogni previsione