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Una chiappa ciascuno

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Il punto secondo me è questo: che tipo di reazione deve o dovrebbe avere Israele di fronte a quel tipo di aggressione?
O è una reazione solo di tipo "diplomatico" o è una reazione di tipo militare. Se si opta per quella di tipo militare (e attenzione non sto sostenendo che in questo caso doveva essere di tipo militare, mi limito a ragionarci su) inevitabilmente ci sono morti civili. Su questo siamo d'accordo?
Ora, è evidente che c'è una differenza abissale tra - faccio un esempio - bombardamenti a tappeto su obiettivi civili e attacchi mirati su obiettivi militari. Il fatto però è che anche gli attacchi solo su obiettivi militari (come credo e spero avvenga in queste ore) hanno una percentuale di vittime innocenti (a meno che l'obiettivo militare non è nel deserto, lontano da tutto e da tutti). Percentuale che sale e di molto se volutamente si collocano gli obiettivi militari dentro o vicino obiettivi civili perchè volutamente si spera nel martirio di concittadini innocenti.
A questo punto la scelta la fa l'attaccante: se non vuole uccidere innocenti non deve proprio fare ricorso alla forza e, in tal caso, si tiene i missili sulla propria popolazione e opta per vie solo diplomatiche...

Secondo me un bombardamento di un solo giorno, o magari spedire un missile a Gaza per ciascuno che colpisce Israele avrebbero molte più probabilità di far cambiar strategia a Hamas & c. di un' operazione in grande stile.La mia sensazione è che il governo israeliano voglia mostrare i muscoli alla propria opinione pubblica, ed usi i qassam come pretesto.Ed ho pure la sensazione che Hamas cercasse proprio questo, convinto che Israele non possa colpire troppo duramente un'esercito di guerriglieri.

La Livni ha ragione, Hamas vuole la guerra, merita la menzione perchè la vuole altrettanto.Peccato per chi vorrebbe farsi i fatti suoi, specialmente dalla parte sbagliata del confine.

Detto questo, non sono pratico di questioni militari o diplomatiche, non conosco bene il medio oriente e non credo di poter offrire grandi spunti di discussione sull'argomento.

Quando si usa la forza la si deve usare in modo risolutivo altrimenti è non solo inutile ma controproducente. Ancor di più quando l'avversario è una forza guerrigliera che, come tutte le forze di guerriglia, considera "vittoria"  non la sconfitta del nemico ma la "non sconfitta" propria.
Un bombardamento di un solo giorno o qualche sporadico attacco, fidati, sarebbe (dal punto di vista di Israele ovviamente) tecnicamente inutile e quindi controproducente.

Tutto sta nel capire quali sono gli obiettivi strategici che i due contendenti vogliono raggiungere. Quelli veri, non quelli dichiarati mediaticamente o quelli che noi reputiamo tali.
In particolare, piccolo e modesto consiglio personale, ti invito a prendere in considerazione il fatto che non esiste una "strategia palestinese" perchè non esiste attore unico in Palestina. Gli obiettivi dell'ANP sono ben diversi da quelli di Hamas e persino quest'ultima non è un "soggetto unico" ma è divisa al suo interno molto più di quanto non appaia. Interfacciarsi diplomaticamente con più attori, in un contesto strategico come questo, è molto complicato.

se volutamente si collocano gli obiettivi militari dentro o vicino obiettivi civili perchè volutamente si spera nel martirio di concittadini innocenti

già. le caserme di polizia ad esempio. oppure l'università e le moschee. tutto molto interessante. per non parlare del territorio e del modo di costruire di quei luoghi che prevede sostanzialmente il mettere una casa sopra o accanto all'altra. chiagn’e fotte?

Temo di non aver capito cosa vuoi dire.

che se:

- negli obiettivi militari da bombardare senza preavviso si include tutto ed il contrario di tutto, dalle caserme della polizia (sappi che in italia le caserme di polizia e carabinieri non sono posizionate a km dalle abitazioni civili, perchè a Gaza dovrebbero esserlo?) alle università passando per le centrali elettriche e gli uffici "governativi"

- si bombarda da 10mila metri d'altezza attraverso le famosissime bombe intelligenti che, essendo appunto chirurgiche, risparmiano ai chirurghi interventi vari ed eventuali

- si bombarda nella striscia di gaza, territorio con una densità di 4117 abitanti per km2

ALLORA necessariamente si è responsabili unici e diretti di una strage. Perchè se gli altri lanciano razzi non siamo obbligati in risposta a sterminarli tutti od a rispondere nella medesima maniera. Se lo facciamo - magari prima delle elezioni per mostrare i muscoli - è solo responsabilità nostra, e non è così difficile da capire. La legge del taglione non è un dovere morale. Al massimo è immorale ed irresponsabile sopratutto se praticata da coloro che vorrebbero dare lezioni al mondo accettando o meno le elezioni degli altri (Fatah forse si, Hamas proprio no).

A questo punto solitamente si addossa la colpa dei nostri morti agli altri. Mettiamola così: israele bombarda, hamas fa 300 morti e migliaia di feriti per aver messo università, centrali della polizia e uffici tra le abitazioni civili - e dove dovevi metterle, sulle piattaforme petrolifere in mezzo al mare?. Sembra il bipensiero di Orwell non ti pare?
Il sonno della ragione genera mostri.

Innanzitutto ti ringrazio per la risposta ma sappi che non ho mai pensato che sia legittimo e/o comunque giusto fare 150 morti civili in risposta al lancio di due razzi. Il mio primo intervento credevo fosse chiaro in tal senso.
Visto però che il discorso è caduto su questioni di moralità (ahiahi... terreno scivoloso...) vorrei però farti notare che se è vero che io, che bombardo una casa civile (faccio un esempio) perchè dentro ci sono armi, ho la responsabilità morale dei morti che faccio (ovviamente se ho la consapevolezza che quello è un obiettivo civile), è anche vero chi ha volutamente messo lì quelle armi (volutamente cercando quei morti!) quella responsabilità la condivide con me.
Sbaglio?
Con questo non sto dicendo che Tsahal fa bene a bombardare caserme di polizia ed altri obiettivi non militari (siccome ho un po' di esperienza in materia prima di valutare quello che sta succedendo in questo ore attendo di avere informazioni veramente complete).
Anzi, io pretendo che Israele (e qualunque altro attore) non usi la forza militare se non come extrema ratio e riducendo al massimo il rischio per i civili (perchè purtroppo i civili ci vanno sempre di mezzo ed il rischio non può mai essere azzerato).
Però nella stessa identica misura pretendo che Hamas (e qualunque altro attore) non usi i civili come scudo o, peggio, come vittime sacrificali per i media. Mi spiego?
Ti prego di capire il senso di quello che ho scritto. Discussioni strutturate come fossero "guerre di religione" non portano a nulla se non ad inutili sfanculamenti ;)

si hai ragione. ora però il mossad o chi per lui dovrà mostrare al mondo dove stavano quelle armi. quello di cui sono fermamente convinto è però questo:  bisogna smarcarsi dai bombardamenti di entrambe le parti e condannare con forza il massacro che israele sta perpetrando. lo ripeto: l'equidistanza e una presunta neutralità, in questo momento, sono il carburante dei bombardieri e dei tank che si preparano a radere al suolo gaza.