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Una chiappa ciascuno

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Ragazzi, ma davvero qualcuno pensa di pesare - magari con una specie di manuale Cencelli ad hoc - la proporzionalità di azioni e reazioni a catena?

Laggiù - se a qualcuno sfuggisse - è in corso una guerra e, in tale contesto, i contendenti - da quando esiste il mondo - fan del loro meglio (peggio) per recar danno alla parte avversa, mediante l'utilizzo di tutte le potenzialità di cui dispongono.

Ora, possiamo certamente affermare - e lo facciamo, ci mancherebbe! - che occorre trovare una soluzione al problema per via diplomatica anziché militare ed è lecito, sebbene totalmente inutile in un'ottica propositiva, discettare di colpe ma, certamente, risulta irrealistico predicare ad uno dei due contendenti la necessità (o l'equità) di limitare l'uso delle proprie - e solo quelle - risorse.

Siamo pratici, l'unilateralismo non funziona.

E poi, Marcello, tu correttamente dici

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge, trovo normale che ciascuno pesi le proprie perdite più di quelle nemiche

ma poi dichiari che "a tutto c'è un limite", trascurando non solo il fatto che la misura non possa essere solo quella (triste ed evidente) dei morti, ma anche l'aspetto essenziale, cioè "qual'è il limite" e, soprattutto "chi è deputato a deciderlo".

Mi riferivo semplicemente al limite di cio che io (da qui) sono disposto a considerare ragionevole in un contesto simile.

Se vuoi traducilo:

Quale possa essere una reazione proporzionata mi sfugge, ma questa mi pare davvero eccessiva

Sì, Marcello, avevo capito.

Il mio punto era proprio questo: da qui vediamo una realtà diversa, per il sempice motivo che non la viviamo.

La reazione credo vada letta con i diversi occhi di quei contendenti - i nostri non sono adatti - e non abbiamo titolo - in realtà, temo, nessuno l'ha - per stabilire dove vadano posti i paletti, fermo restando che non vorremmo vedere tanta sofferenza ....

Buon anno, anyway ... :-)