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Una chiappa ciascuno

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Innanzitutto ti ringrazio per la risposta ma sappi che non ho mai pensato che sia legittimo e/o comunque giusto fare 150 morti civili in risposta al lancio di due razzi. Il mio primo intervento credevo fosse chiaro in tal senso.
Visto però che il discorso è caduto su questioni di moralità (ahiahi... terreno scivoloso...) vorrei però farti notare che se è vero che io, che bombardo una casa civile (faccio un esempio) perchè dentro ci sono armi, ho la responsabilità morale dei morti che faccio (ovviamente se ho la consapevolezza che quello è un obiettivo civile), è anche vero chi ha volutamente messo lì quelle armi (volutamente cercando quei morti!) quella responsabilità la condivide con me.
Sbaglio?
Con questo non sto dicendo che Tsahal fa bene a bombardare caserme di polizia ed altri obiettivi non militari (siccome ho un po' di esperienza in materia prima di valutare quello che sta succedendo in questo ore attendo di avere informazioni veramente complete).
Anzi, io pretendo che Israele (e qualunque altro attore) non usi la forza militare se non come extrema ratio e riducendo al massimo il rischio per i civili (perchè purtroppo i civili ci vanno sempre di mezzo ed il rischio non può mai essere azzerato).
Però nella stessa identica misura pretendo che Hamas (e qualunque altro attore) non usi i civili come scudo o, peggio, come vittime sacrificali per i media. Mi spiego?
Ti prego di capire il senso di quello che ho scritto. Discussioni strutturate come fossero "guerre di religione" non portano a nulla se non ad inutili sfanculamenti ;)

si hai ragione. ora però il mossad o chi per lui dovrà mostrare al mondo dove stavano quelle armi. quello di cui sono fermamente convinto è però questo:  bisogna smarcarsi dai bombardamenti di entrambe le parti e condannare con forza il massacro che israele sta perpetrando. lo ripeto: l'equidistanza e una presunta neutralità, in questo momento, sono il carburante dei bombardieri e dei tank che si preparano a radere al suolo gaza.