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Una chiappa ciascuno

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Il direttore amerigano, si fa per dire, del TG1, vuol fare il punto della crisi con il Nostradamus di via XX Settembre.

Si collega dunque per un bel servizi(ett)o, precedentemente registrato. Si noti tutta la professionalità di Riotta, che avendo studiato giornalismo alla Columbia, di giornalismo ne sa un sacco.

Il servizio è chiaramente registrato, ma nessuno ce lo dice: Riotta è in studio, in maniche di camicie-fa-molto-reporter-sbarazzino-che-non-guarda-in-faccia-a-nessuno; il commercialista invece è a Lorenzago, come da apposito gonfalone comunale messo alla sua sinistra...non è figo come i calciatori sudati e bagnati che commentano il dopo-partita dagli spogliatoi con dietro lo sponsor, ma è già un inizio.

La prima domanda è come abbiano concordato questa intervista: in fuori onda? Tipo Ghezzi a Blob? Oppure, Tremonti ha registrato l'intervista in qualche calda baita è poi l'ha mandata alla nostra Al-Cazzara, Tg1, come un afgano qualunque? Chissà...

Nel proseguo dell'intervista, sul tavolo di Riotta, sono poi da notare nell'ordine: 1) Costola libro Tremonti, che davvero è assimilabile alla scritta degli sponsor dei calciatori di cui sopra: senza lo sponsor di questo governo, che lo mantengono ad Al-Cazzara Tg1, Riotta sarebbe altrove; 2) Copia Sole 24 Ore, messa a ventaglio vicino al libro del tributarista, e lentamente inquadrata dalla sapiente regia, allo scopo di conferire quell' autorevolezza sulle questioni economiche che tutti noi, uomini della strada, attribuiamo al Sole 24 Ore.

La seconda domanda è: ma davvero, a messaggio di Tremonti pre-registrato, Riotta ha imbastito tutta questa patetica messinscena , semplicemente per rendere la recita di uno slogan senza contradditorio appena appena credibile? E davvero, avrà dato fondo a tutti i trucchi da premio pulitzer consumato, quale lui è, affannandosi a dire ai colleghi senza corso di giornalismo alla Columbia: "ma vi devo spiegare tutto?!!! Portatemi una copia del Sole 24 Ore, presto, è un segreto del buon giornalismo! Mi raccomando, la regia indugi sul giornale"!

Una nota tecnica, visto che ho speso anni di lavoro in questo settore. L'intervista è stata realizzata con una "finta diretta" come viene chiamata in gergo, ossia una diretta punto-punto dallo studio del Tg1 a Lorenzago. Basta un mezzo satellitare, due telecamere (infatti ce n'erano ben due!), un segmento satellite (uno spazio a pagamento per poter trasmettere) una linea telefonica. GT infatti ha un auricolare sull'orecchio sinistro. Le domande, ovviamente, erano preparate, come tutta la amena scenografia sia in studio, sia a Lorenzago. Visto che ci siamo, azzardo anche  cifre e personale coinvolto, per me il collegamento ha visto almeno 16 persone impiegate (tra Roma e Lorenzago) ad un costo che potrebbe aggirarsi attorno ai 6-8 mila €. 

Detto questo, ho avuto anche io la sensazione di una pagliacciata colossale. Ho anche tentato di ascoltare cosa stavano farneticando entrambi, interrompendo mio padre che parlava di cose ben più importanti, come il risotto al radicchio del mezzogiorno successivo e la qualità dei cotechini che quest'anno sembra essere migliore dell'anno scorso. Scopro l'acqua calda, ma la situazione del giornalismo in Italia è veramente drammatica. 

Quindi non era registrata? Io avevo avuto l'impressione opposta.

Cmque, 8000 per quelle clamorose rivelazioni sono un buon investimento...per la futura permanenza di Riotta al Tg1.

Forse mi sono spiegato male. Certo che era registrata, ma fatta come se fosse stata una diretta vera. In questi casi si fa tutto come se fosse una diretta, ma, in caso di errori, si riprende dal punto in cui si era arrivati. Ovvio che tutto segue un copione ben preciso, precedentemente discusso. 

Ho dovuto assistere troppe volte a trasmissioni finte, con finti ospiti, finte dichiarazioni, nessun contenuto. Non mi stupisco più di nulla, di quello che succede in Italia. Non voglio certamente gettare fango su tutto il sistema dei media, esistono professionisti che fanno bene il proprio lavoro. Troppo pochi purtroppo.