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Una chiappa ciascuno

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Ti do atto di una cosa: sei coerente con le tue posizioni passate. Però poi, tra parentesi, spiegami perchè scaldarsi via post per un massacro di centinaia di persone sarebbe da menti deboli, certezza ideologica oppure fanatismo religioso o politico. Va bene la tua in qualche modo vicinanza al sindaco di Verona Tosi, però questa faccenda delle menti deboli mi fa balenare pericolose assonanze...

Non voglio discutere le tue argomentazioni anche perchè le posizioni di tutti mi pare siano chiare e quindi è inutile continuare se non, come è già stato detto e fatto, per sfancularsi al volo. Dico solo che sono deboli e male impostate. Semplicemente perchè si appoggiano sulla "splendida argomentazione" del post di Marco Boninu (che non ho tempo di commentare pienamente). Post che definisce chiara la situazione a Gaza perchè "Israele se ne è andato dal 2005, quindi, se avessero voluto, i palestinesi avrebbero potuto piantarla con il lancio di petardi". Un post quindi che, per così dire, "chiude" con una battuta da bar tutta la parte storico-politica riguardante gli ultimi 60 anni per dedicarsi unicamente a quella militare e pseudo-culturale (i fisici-scrittori-matematici contro le divise verdi degli sgozzatori di Hamas) e da li ripartire per giudicare con questi parametri l'aspetto storico-politico. E' questo un pessimo modo di giudicare le cose perchè basato unicamente sui rapporti di forza (chi vince ha ragione, chi ha i mezzi li usi senza remore) e su certe immagini che ricadono nello stereotipo e nel luogo comune - tanto quanto quella del rabbino avaro o quella dell'arabo sgozzatore e taglia teste - e quindi nella mancanza di capacità di analisi e distinzione, nell'ignoranza e, a volte, nella consapevole e completa mistificazione dei fatti. Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine?  E poi, perchè citare le sit-com palestinesi dove si sgozzano cristiani (mi pare tanto Hezbollah, prego quindi di citare la fonte e, in ogni caso, questo rimane sempre prendere arbitrariamente una parte e giudicare il tutto) quando invece si potrebbe citare il grandissimo Mahmoud Darwish. Inoltre: perchè essere una nazione di fisici e matematici o di santi, poeti e navigatori può giustificare un massacro? Perchè questa scelta di Boninu, unita ai link da lui proposti, non ci dovrebbe informare di nulla a proposito dell'orientamento e delle simpatie dell'autore del post "splendidamente argomentato"? Lo dico perchè noto in te l'hobby di attribuire il possesso di quella cosa che tu chiami "cieca ideologia" a tutti coloro che con te non concordano ed in questo caso non concordano nel fottersene sportivamente di 400 e più morti di cui più della metà civili ed il resto non si sa bene. E' noto infatti che tutti coloro che hanno qualche relazione con hamas e le sue strutture, praticamente mezza Gaza, siano considerati nemici bombardabili da israele che, però, pare li avvisi prima per telefono - i vicini del piano di sotto non si sentiranno trascurati?

Infine un post, quello di Boninu, che tu dici di condividere ma che cozza in partenza con le tue stesse convinzioni e cioè l'impossibilità di stabilire - se non arbitrariamente - un punto di inizio a partire dal quale valutare la situazione e dunque, in altre e povere parole, di decidere chi incolpare del peccato originale... Lui parte proprio dal lontano 2005 e la frase è quella virgolettata all'inizio del mio intervento. 4 anni fa dunque! In buon sostanza prima affermi che partire da qualsiasi data sia arbitrario, poi definisci come splendidamente argomentato un post che fa proprio questo e pure male. Infine scrivi di menti deboli e poi inviti a non scaldarsi dando dell'intollerante a chi denuncia un massacro... bah. contento tu.

Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine?

Ma infatti secondo me e' proprio questo il punto: il fatto che non abbiano cibo e medicine puo' difficilmente essere imputato all'esistenza di Israele, dato per comprarli basterebbe una frazione minuscola degli introiti petroliferi di alcuni paesi arabi che si dichiarano loro sostenitori. Il fatto che i leader palestinesi (e governi nella regione) incolpino Israele di tutti i loro mali e' un comodo alibi per non affrontare le vere ragioni del sottosviluppo del mondo arabo, e della sua incapacita' non solo a sconfiggere Israele, ma soprattutto a migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini: cosa che, se attuata, renderebbe irrilevante la questione del possesso di quattro sassi nel deserto.

Certi argomenti sono più controversi di altri e quindi è bene economizzare al massimo sul disaccordo con gli altri. Non ho la pretesa di essere splendido, anche perchè lo specchio lo incrocio ogni mattina :-)

 

Post che definisce chiara la situazione a Gaza perchè "Israele se ne è andato dal 2005, quindi, se avessero voluto, i palestinesi avrebbero potuto piantarla con il lancio di petardi".

 

Il punto di partenza temporale da me scelto, il ritiro israeliano da Gaza nel 2005, è "comodo" come punto di partenza nella discussione perchè poteva essere l'occasione per ripartire da zero, cioè dotando il popolo palestinese di strutture governative ed economiche funzionali al benessere dei palestinesi. Mi sembra un buon inizio, perchè consente di spezzare la solita macchina dei corsi e ricorsi storici, del capire chi abbia sparato per primo e così via. Solo per questo motivo definisco "chiara" la situazione di Gaza.

Un post quindi che, per così dire, "chiude" con una battuta da bar tutta la parte storico-politica riguardante gli ultimi 60 anni per dedicarsi unicamente a quella militare e pseudo-culturale (i fisici-scrittori-matematici contro le divise verdi degli sgozzatori di Hamas) e da li ripartire per giudicare con questi parametri l'aspetto storico-politico.

Lo ammetto: io non sono in grado di fare analisi storico-politiche degli ultimi 60 anni in Palestina...già non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera :-) . Io davanti alle tragedie non posso andare in biblioteca e dire: "adesso mi rileggo la storia degli ultimi 60 anni, ne faccio un preambolo per ogni mio pronunciamento e poi esprimo un giudizio". Io non condivido quest'idea della storia come maestra e dubito che i problemi fra israeliani e palestinesi possano essere risolti studiando storia: per il punto in cui siamo penso sia meglio concentrarsi sulla precisa attribuzione delle responsabilità di oggi, figurarsi cercare quelle di 60 anni fa.

E' questo un pessimo modo di giudicare le cose perchè basato unicamente sui rapporti di forza (chi vince ha ragione, chi ha i mezzi li usi senza remore) e su certe immagini che ricadono nello stereotipo e nel luogo comune - tanto quanto quella del rabbino avaro o quella dell'arabo sgozzatore e taglia teste - e quindi nella mancanza di capacità di analisi e distinzione, nell'ignoranza e, a volte, nella consapevole e completa mistificazione dei fatti.

 

Io non sostengo che ciò che è reale è razionale, nè che i rapporti di forza sanciscano sempre un sottostante ordine morale. Anzi, sostengo che alle volte possiamo essere anche dalla parte giusta, politica o morale ma questo non è sufficiente a: 1) giustificare i modi con i quali noi difendiamo quel presunto essere dalla parte della giustizia; 2) rendere l'approssimazione a quella giustizia più facile per chi se ne crede detentore. I palestinesi di Hamas, invece, commettono entrambi gli errori un po' perchè la loro ideologica politica è di stampo religioso...e dunque sottoscrivono quella visione religiosa generale per cui, come sta scritto sotto la testata dell'Osservatore Romano, Portae Inferi non prevalebunt, cioè il male sarà alla fine sconfitto; in secondo luogo, questo atteggiamento direi religioso-deontologico non li sprona a cercare mezzi adeguati al perseguimento dei fini che si prefiggono e inibisce i freni morali nell'uso di qualunque mezzo essi ritengano necessario per realizzare la loro giustizia. Se uno commette errori così marchiani nell'impostare la sua guerra, come stupirsi che la perda? E cosa c'è da essere in disaccordo?

Come potrebbero i palestinesi avere infatti fisici, matematici e grandi intellettuali se non hanno nemmeno cibo e medicine? 

Questo è un fulgido esempio di terzo-mondismo paternalista. Esso implica che i soggetti della nostra cura solidaristica siano sempre esenti da responsabilità e frutto di vicende pregresse che regolarmente giustificano le loro condotte presenti. Si dice che Israele riceva milioni di dollari da USA e questo sia il motivo del loro progresso scientifico? E' vero. Ma è una colpa gestire bene i soldi che si ricevono? Quanti milioni di dollari riceve in aiuto l'ANP? Come li ha spesi? Chi decide come spendere i soldi che l'Autorità Palestinese riceve in aiuto dalla comunità internazionale? E i donatori dei paesi arabi? Loro hanno mezzi e risorse, perchè non mettono su un programma di borse di studio miliardario per giovani palestinesi perchè studino nelle migliori università mondiali? Perchè invece di pretendere il diritto al ritorno nell'entità sionista razzista (come la chiamano loro), nel frattempo impediscono (vedi Giordania) che i palestinesi facciano certi mestieri, comprino certe case? (Queste proibizioni non ti ricordano nulla? Leggi razziali contro gli ebrei, per esempio?) E dove eravamo quando in Giordania si faceva questo contro i palestinesi? Quando è l'ultima volta che abbiamo bruciato la bandiera di Giordania e tirato scarpe alla bellissima effige di Rania, la principessa di Giordania? Ma no, non l'abbiamo mai fatto perchè la colpa, gridavamo è solo di Israele; e abbiamo accolta Rania da Fabio Fazio a dire che era un'esemplare regnante impegnata nel sociale. Allora? Faccio chiacchere da bar?

perchè essere una nazione di fisici e matematici o di santi, poeti e navigatori può giustificare un massacro?

 

Ma ti pare che io possa sottoscrivere stupidaggini del genere? Io dicevo solo, in un paragrafetto intitolato "questione psicologica" (attinente cioè stati mentali personali miei) che faccio fatica a solidarizzare con un movimento che spara alle ginocchie delle adultere mentre manda libero l'uomo; che mi fanno paura la loro estetica di morte; i valori politici e culturali che prevarrebbero se a vincere lo scontro fossero loro. Soprattutto, la mia fatica nasce dal fatto che mentre dovrei solidarizzare con quei fanatici, poi nel frattempo (vedi manifesto e sinistra in genere) dovrei saltare sulla sedia se Bagnasco fa un commento sulle leggi italiane. Allora: io politicamente sono sempre laico e non mi sta bene la religione in politica, sia sul tevere sia sulla west-bank. Chiaro? Per me si. E se queste sono chiacchere da bar, il prossimo giro (di birra, niente succhi di frutta analcolici politicamente corretti) lo offri tu!