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Una chiappa ciascuno

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L'utilità collettiva di questo post "Una chiappa ciascuno", dove riversiamo tutti i liquami che troviamo nella rassegna stampa quotidiana, è tale che io farei nel sito una specie di edicola votiva, ai piedi della quale depositare i nostri pensieri.

Infatti, volevo commentare l'intervista concessa a Radio 24 da Clemente Mastella, riportata poi dal Corriere. Ebbene, in uno slancio di sdegno, questo democristiano campano, afferma che lui "non berrà mai più un caffè con Prodi", perchè quando lui stesso si è dimesso da parlamentare, Prodi lo lasciò solo; e Mastella ci tiene a ricordare che lui non era "il sottosegretario alle Partecipazioni Comunali della provincia (sic) della Namibia"...

Ecco, io mi chiedo: ma se uno come Mastella può permettersi di parlare così, vuol dire che non ce ne frega proprio un cazzo di come ci prendono per il culo. Intanto, Mastella usa un'espressione, "prendere il caffè", che già Fini usò con Bossi, dopo la prima rottura nel 94. Adesso Bossi e Fini non solo prendono il caffe, ma si scambiano tantissime altre cose; ma poi un politicante trasformista come Mastella, dopo aver usato avverbi che davvero non gli si addicono, come "mai" (esprimenti una assolutezza di convinzioni che uno come lui ha mostrato di non avere, essendo un voltagabbana), ecco uno come lui che dice che lui era nientemeno che il Ministro della Giustizia, non il sottosegretario della provincia della Namibia. L'espressione è infelice sotto tutti i punti di vista; dal punto di vista grammaticale avrebbe dovuto dire sottosegretario alle partecipazioni comunali delle province della Namibia, essendo la Namibia uno stato. Ma poi, dico uno che viene dalla Campania ( e più in generale da tutto il sud Italia preda di mafia, camorra e clientelismi) amministrata davvero come una provincia remota dell'Africa più sottosviluppata, dove il Dipartimento di Stato americano sconsigliava di andare per il rischio epidemie (dovute alla monnezza in fiamme nelle strade), ma davvero uno così può permettersi battute tanto idiote. La verità è che uno come lui è davvero espressione di un modo di governare che si addice davvero agli stati più corrotti e sottosviluppati dell'Africa.