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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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Change: tutti, sempre, offrono change. Meglio, lo promettono. L'idea che Obama abbia avuto successo perché prometteva "change", per se, mi sembra alquanto ingenua.  

Sembra strano che, anche in un blog in italiano, questo blog, si abbia il pudore di chiamare le cose con il loro nome. Il change che promette Obama non e' la sua retorica messianica. Il change di Obama avviene senza che egli debba proferire una sola parola o firmare una sola legge. Il change e' il colore della sua pelle. Ci siamo dimenticati tutti che Obama e' NERO? Io credo che stiamo tutti sottovalutando il significato profondo della discontinuita', della rottura con il passato che avverra' il 4 novembre. E' questa rottura che gli americani attendono con orgoglio. Non lo dicono, non lo dice nessuno, perche' ammetterlo significa ammettere che sino ad ora l'elemento razziale aveva sino ad ora  rilevanza; si preferisce pensare, mentire a se stesi di essere color-blind e di votare per il migliore, ma cosi' non e'. 

Per questo motivo, all'altalenare ciclico dei sondaggi non darei troppa attenzione. Io credo obama vincera' con una landslide superiore alle previsioni di qualsiasi sondaggio. 

Mi sorprendi un po' Andrea. Perché sei convinto della landslide? Io al momento non vedo ragione di credere che i sondaggi siano biased in favore di McCain; o meglio, l'unica che vedo è che attualmente i sondaggi stiano sottovalutando la partecipazione al voto di giovani e afroamericani, ma è molto congetturale. Se i sondaggi sono non dico accurati ma almeno vagamente intorno ai valori ''veri'' allora Obama vince bene ma non landslide.

Diciamo che e' una mia previsione personale non basata sui sondaggi. E comunque, proprio oggi il mio sito prevede 374 voti elettorali, il massimo da quando ho iniziato, la primavera scorsa. 

Non lo dicono, non lo dice nessuno, perche' ammetterlo significa
ammettere che sino ad ora l'elemento razziale aveva sino ad ora rilevanza; si preferisce pensare, mentire a se stesi di essere
color-blind e di votare per il migliore, ma cosi' non e'.

A onor del vero, aveva rilevanza in gran parte per la qualita' orribile dei rappresentanti politici afro-americani: Jesse Jackson e Al Sharpton non sono precisamente materiale presidenziale, per non parlare di personaggi come Marion Barry. La presentabilita' di Obama dipende in larga misura dal suo aver passato gli anni della sua formazione fuori dagli Stati Uniti, lontano da una comunita' che sembra porre grande attenzione nel selezionare gli elementi peggiori.

Non mi riferivo solo agli aspetti politico-elettorali della questione razziale. Non si vuole ammettere che la razza c'entri con qualsiasi questione. Invece c'entra. Subconsciamente si fa reverse-discrimination per provare a se stessi che quella fase e' superata. 

Sembra strano che, anche in un blog in italiano, questo blog, si abbia il pudore di chiamare le cose con il loro nome. Il change che promette Obama non e' la sua retorica messianica. Il change di Obama avviene senza che egli debba proferire una sola parola o firmare una sola legge. Il change e' il colore della sua pelle. Ci siamo dimenticati tutti che Obama e' NERO? 

No, andrea, non lo stiamo dimenticando tutti. E' solo Michele che lo dimentica, e che davanti al primo candidato nero si chiede perche' la gente non sta a guardare al +.5% di tasse. Non che non importino le tasse, ma il "change" con Obama e' epocale. E' questo che sposta quel 5% e che gli fara' vincere le elezioni, nonostante il paese sia in maggioranza ideologicamente repubblicano.

E l'ideologia non e' spiegazione tautologica. I repubblicani ideologicamente non sono deficienti, che votano cosi' perche' e' cosi': sono gente convinta che 1) meno stato meglio e', che 2) un'America militarmente forte e' necessaria alla sua prosperita', e soprattutto sono convinti che 3) l'aborto sia omicidio e che 4) i matrimoni gay non s'abbiano da fare. Pero' a questi, come ai democratici ideologici e' difficile fargli cambiare idea. Per quanto non abbiano apprezzato Bush, sanno che Obama sta contro di loro nei 4 punti tutti che a loro stanno a cuore. E continuano a votare repubblicano (ti diro' di piu', se ci fosse Bush on the ballot, secondo me si prenderebbe 40% dei voti). 

Questa polemica coi giorgi (soprattutto Gilestro), michele, e' basata sulla premessa che ci siano 20% di persone in questo paese che votano sulle tasse e che su di esser siano disposte a cambiare voto. Mi spiace, la premessa e' errata, e questa si' ingenua. E non chiedermi di trovare i dati come fai sempre per giustificare lo statement: e' la tua premessa a non essere supportata dai dati: dov'e' che sono tutti sti swing voters? Non ci sono! E tu dici, e' questo il puzzle! Si', ma non c'e' puzzle senza swing voter potenziali, ma non ci sono swing voters e da qui il puzzle? Non si stara' mordendo la coda l'argomento? Come si chiamano gli argomenti che si mordono la coda?

Supponendo che i 4 punti siano effettivamente la chiave del voto repubblicano, ti chiedo:

1) meno stato meglio e'

da dove nasce la diffusione di questa convinzione a livello popolare? nostalgia di Reagan? effettivo successo del modello antistatalista? fallimento dello stato conclamato nell'esperienza comune? feroce individualismo anglosassone?

2) un'America militarmente forte e' necessaria alla sua prosperita'

ma allora questi repubblicani sono un po' schizofrenici: come si concilia il militarismo con l'antistatalismo?

3) l'aborto sia omicidio

sono tutti religiosi?

4) i matrimoni gay non s'abbiano da fare

ancora per motivi religiosi?


Supponendo che i 4 punti siano effettivamente la chiave del voto repubblicano, ti chiedo:

1) meno stato meglio e'

da dove nasce la diffusione di questa convinzione a livello popolare? nostalgia di Reagan? effettivo successo del modello antistatalista? fallimento dello stato conclamato nell'esperienza comune? feroce individualismo anglosassone?

2) un'America militarmente forte e' necessaria alla sua prosperita'

ma allora questi repubblicani sono un po' schizofrenici: come si concilia il militarismo con l'antistatalismo?

3) l'aborto sia omicidio

sono tutti religiosi?

4) i matrimoni gay non s'abbiano da fare

ancora per motivi religiosi?

 

 Un paio di risposte. In generale, basta credere fortemente a uno dei 4 per votare repubblicano. Non so da dove nasce l'anti-statalismo. Vorrei che nascesse dal suo successo (che a me pare indiscutibile - anche se oggi si fa fatica a dirlo). Non vedo schizofrenia: ovviamente l'esercito e' una costante della destra; la polizia no, ed infatti in alcuni circoli i "federali" non sono ben visti. Ma questi sono gruppuscoli. Che i sostenitori di 3 e 4 siano religiosi, non c'e' dubbio. L'importanza del voto religioso nell'elettorato repubblicano e' documentata. Ribadisco, questo non significa affatto che bisogna essere religiosi per essere ideologicamente repubblicani: solitamente uno crede fortemente in uno e due dei 4 punti e sottostima gli altri. Cosi' come io sottostimo le tasse stataliste di Obama.   

 basta credere fortemente a uno dei 4 per votare repubblicano

OK

ovviamente l'esercito e' una costante della destra; la polizia no

A pensarci, questa mi pare una differenza significativa tra la destra anglosassone e quelle europee continentali, che amano TUTTE le divise

Non so da dove nasce l'anti-statalismo. Vorrei che nascesse dal suo successo

Forse. Io sospetto che affondi le sue radici nella cultura più che nei suoi successi pratici... in modo simile (simmetrico) a quanto avviene in altri paesi, dove lo statalismo ha un appeal inspiegabile sulla base dei risultati ottenuti.

No, per favore. Lo so che in queste discussioni si scatenano le passioni, ma se vogliamo dire qualcosa di minimamente sensato non possiamo fare a meno di fornire definizioni precise e dati a supporto di quello che diciamo.

Prima di tutto, che significa dire che ''il paese è in maggioranza ideologicamente repubblicano''? In Europa è comune (sempre meno in verità, vedasi l'evoluzione dei partiti in Italia) che a un partito sia associata un'ideologia più o meno chiara. Dire ''sono democristiano'' o ''sono comunista'' in Italia definiva non solo il supporto a politiche contingenti ma anche una visione del mondo. In amerika non è così e non è mai stato così, i partiti sono molto più eterogenei, la disciplina di partito molto meno forte e le ideologie all'interno di ciascun partito multiple. Parlare di ''ideologia repubblicana'' (o ''ideologia democratica'' for that matter) è semplicemente ill-defined. 

L'unico senso empiricamente non vuoto che riesco dare a tale affermazione è  ''il partito repubblicano è la scelta preferita di default di una maggioranza di americani''. Questo, per quel che io posso vedere, è falso. Guardando alle ultime 4 elezioni presidenziali, i democratici hanno vinto quelle del 1992, del 1996 e hanno vinto di misura il voto popolare nel 2000. Nel 2004 Bush ha vinto di misura una elezione che, by any standard, doveva essere sua a grande maggioranza; l'elettorato si stringe quasi sempre attorno all'esecutivo dopo che il paese è stato attaccato, così come nelle fasi iniziali delle guerre. Invece c'è voluta la debolissima candidatura di Kerry per far vincere Bush. Siamo infine nel 2008 e tutti i i segnali puntano a una vittoria democratica. Non mi pare uno scenario da ''maggioranza ideologica repubblicana''.

Non va molto diversamente se si guardano le elezioni del Senato e del Congresso. Vero, c'è stata la Gingrich revolution del 1994, ma ricordiamo che nelle midterm elections l'afflusso alle urne è basso e i risultati sono tendenzialmente sfavorevoli al presidente in carica (l'eccezione del 2002 è facilmente spiegabile da 9/11). Al momento Senato e Congresso hanno una maggioranza democratica, come hanno avuto per un lunghissimo periodo della storia americana recente, e di nuovo tutti i segnali indicano che tale maggioranza sarà rafforzata alle elezioni di novembre.

Non sono nemmeno molto convinto che gli americani siano pregiudizialmente anti-tasse e anti-spesa pubblica. Sono molto meno ingenui degli europei e sono giustamente sospettosi dei programmi di spesa pubblica perché vedono il potenziale di abuso da parte dei politici (incidentalmente, questa è la stessa ragione per cui il conflitto di interessi è regolato molto meglio qui). Buon per loro, è l'attitudine giusta. Però, per esempio, quando Bush ha cercato nel 2005 di modificare il sistema pensionistico la stragrande maggioranza degli americani si è dichiarata contro. Questo dicevano i sondaggi e questo hanno compreso i deputati, compresi quelli repubblicani, che hanno bloccato sul nascere la proposta. Di nuovo, dov'è la maggioranza ideologica repubblicana?

Anche sulla quantità di swing voters, ovvio che è difficile trovare dati precisi ma qualcosa c'è. Per cominiciare siccome in molti stati si richiede di dichiarare l'affiliazione per consentire il voto alle primarie, ci sono dati sull'evoluzione dei registered democrats, registered republicans and registered independents. Poi ci sono gli opinion polls su questioni specifiche; alcuni sono fatti male e non affidabili, ma quando molti polls danno risultati simili l'informazione è reale e la gente agisce in base ad essa. I polls sulla social security hanno condotto alla sconfitta della proposta Bush, così come credo che nessuno dubiti della minor popolarità della guerra in Irak rispetto all'elezione precedente.

Quindi, fellow noisers, un po' di disciplina. Solo perché parliamo di politica non dobbiamo parlarne come al bar.