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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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Ecco la mia replica alla domanda di Tommaso: io ho, infatti, gia` votato (cosi` il 4 novembre mi evito la fila e me no sto tranquillo a guardare le proiezioni). La California permette di votare un paio di settimane prima dell'apertura ufficiale delle urne presso seggi elettorarali appositi, e permette a chiunque di votare per posta, basta farne richiesta.

Ho votato per Obama, per una serie di motivi, anche se il mio voto non conta molto: Obama si prendera` i 55 voti elettorali della California e non c'e' niente che nessuna possa farci, in un senso o nell'altro. 

Ho votato per Obama principalmente perche' vuole mettere fine a una guerra stupida, che e` gia' costata enormemente agli Stati Uniti, sia in termini finanziari (sui 10 miliardi al mese) che di prestigio internazionale. Per non parlare delle violazioni dei diritti umani, tortura, Guantanamo ecc. (So naturalmente che tutti gli imperi della storia hanno fatto cose simili, e che se il Canada o la Svizzera avessero la piu` grande economia del mondo e l'esercito piu` potente farebbero le stesse cose, ma questa non e` una giustificazione.)

In secondo luogo, ho votato per Obama perche' mi da` qualche speranza di instaurare in America un sistema sanitario degno di una nazione occidentale. Non solo perche' credo che il diritto a un minimo livello decoroso di assistenza sanitaria sia un diritto fondamentale, ma anche perche' la situazione attuale e` un freno allo sviluppo economico. Come gia` notato Starbucks spende piu` in sanita` che in chicchi di caffe`, e la Ford piu` in sanita` che in acciaio. Dovrebbero essere le grandi aziende americane a proporre un sistema sanitario nazionale, ma sono preda a convulsioni ideologiche (come se il Canada fosse un faro del socialismo reale). 

In terzo luogo, ho votato per Obama per il suo programma  economico: a comiciare dal ripristino delle
infrastrutture: in America i ponti, le autostrade, i porti e gli aeroporti, le
ferrovie cadono tutte a pezzi, una delle ragioni per cui gli USA
perdono terreno in termini di competitivita` internazionale. Da un
punto di vista ambientalista sono d'accordo con l'idea di riportare
l'America in linea con le altre democrazie occidentali, sulla base del trattato di Kyoto o quale che ne sia il successore, e credo che Obama abbia ragione che ci sono grandi possibilita` di sviluppo in tecnologie "verdi".  

Per quando riguarda l'educazione secondaria e universitaria, il mio voto per Obama e` stato dettato dal puro interesse personale. Come docente universitario ho tutto l'interesse a vedere sviluppato il settore, e come padre di due teenagers ho tutto l'interesse a usufruire delle agevolazioni (sono naturalmente d'accordo che tali agevolazioni sono dirette principalmente alla classe media, ma questo e` un altro discorso).

Infine ho anche votato per Obama per il forte valore simbolico dell'elezione di un nero alla casa bianca (avrei naturalmente votato per Hillary se avesse vinto). 

 

Anch'io come Alberto non voto, ma se votassi voterei per Obama. Non solo, ma per la prima volta ho dato soldi ad una campagna elettorale, quella appunto di Obama (per chi non lo sapesse, possono contribuire a campagne elettorali non solo i cittadini, ma anche i permanent residents, ovvero i detentori di carta verde).

I motivi sono abbastanza simili a quelli esposti da Aldo Antonelli, con forse maggiore enfasi sul tema energia, e su quello educazione. Secondo me un buon sistema educativo pubblico e' fondamentale per reggere il confronto con altre economie. Se anche l'educazione pubblica contribuisce un capitale umano low skilled, argomenterei che tale fattore e' complementare a quello high skilled, ed e' dunque necessario (ma non sufficiente) per mantenere la crescita della produttivita' del lavoro (mi torna in mente la storia dei traslocatori di Michele).

Aggiungo che trovo la prospettiva di una presidenza McCain assolutamente da rabbrividire. Secondo me non solo non sa che pesci pigliare in economia (e la cosa e' cruciale soprattutto se si pensa che la prossima amministrazione dovra' mettere mano alla regolamentazione dei mercati finanziari e del settore creditizio), ma ha istinti guerrafondai in politica estera - o quantomeno proseguirebbe politiche molto simili a quelle di Bush, cosa di cui potremmo veramente fare a meno.

Infine, il prossimo presidente con ogni probabilita' scegliera' almeno un nuovo giudice della corte suprema, e gradirei molto che venisse scelto un giudice di tendenze liberali piuttosto che conservatrici.

Ah, dimenticavo: secondo me ci sarebbero anche differenze significative dal punto di vista della difesa dei diritti e delle liberta' civili.