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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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No, per favore. Lo so che in queste discussioni si scatenano le passioni, ma se vogliamo dire qualcosa di minimamente sensato non possiamo fare a meno di fornire definizioni precise e dati a supporto di quello che diciamo.

Prima di tutto, che significa dire che ''il paese è in maggioranza ideologicamente repubblicano''? In Europa è comune (sempre meno in verità, vedasi l'evoluzione dei partiti in Italia) che a un partito sia associata un'ideologia più o meno chiara. Dire ''sono democristiano'' o ''sono comunista'' in Italia definiva non solo il supporto a politiche contingenti ma anche una visione del mondo. In amerika non è così e non è mai stato così, i partiti sono molto più eterogenei, la disciplina di partito molto meno forte e le ideologie all'interno di ciascun partito multiple. Parlare di ''ideologia repubblicana'' (o ''ideologia democratica'' for that matter) è semplicemente ill-defined. 

L'unico senso empiricamente non vuoto che riesco dare a tale affermazione è  ''il partito repubblicano è la scelta preferita di default di una maggioranza di americani''. Questo, per quel che io posso vedere, è falso. Guardando alle ultime 4 elezioni presidenziali, i democratici hanno vinto quelle del 1992, del 1996 e hanno vinto di misura il voto popolare nel 2000. Nel 2004 Bush ha vinto di misura una elezione che, by any standard, doveva essere sua a grande maggioranza; l'elettorato si stringe quasi sempre attorno all'esecutivo dopo che il paese è stato attaccato, così come nelle fasi iniziali delle guerre. Invece c'è voluta la debolissima candidatura di Kerry per far vincere Bush. Siamo infine nel 2008 e tutti i i segnali puntano a una vittoria democratica. Non mi pare uno scenario da ''maggioranza ideologica repubblicana''.

Non va molto diversamente se si guardano le elezioni del Senato e del Congresso. Vero, c'è stata la Gingrich revolution del 1994, ma ricordiamo che nelle midterm elections l'afflusso alle urne è basso e i risultati sono tendenzialmente sfavorevoli al presidente in carica (l'eccezione del 2002 è facilmente spiegabile da 9/11). Al momento Senato e Congresso hanno una maggioranza democratica, come hanno avuto per un lunghissimo periodo della storia americana recente, e di nuovo tutti i segnali indicano che tale maggioranza sarà rafforzata alle elezioni di novembre.

Non sono nemmeno molto convinto che gli americani siano pregiudizialmente anti-tasse e anti-spesa pubblica. Sono molto meno ingenui degli europei e sono giustamente sospettosi dei programmi di spesa pubblica perché vedono il potenziale di abuso da parte dei politici (incidentalmente, questa è la stessa ragione per cui il conflitto di interessi è regolato molto meglio qui). Buon per loro, è l'attitudine giusta. Però, per esempio, quando Bush ha cercato nel 2005 di modificare il sistema pensionistico la stragrande maggioranza degli americani si è dichiarata contro. Questo dicevano i sondaggi e questo hanno compreso i deputati, compresi quelli repubblicani, che hanno bloccato sul nascere la proposta. Di nuovo, dov'è la maggioranza ideologica repubblicana?

Anche sulla quantità di swing voters, ovvio che è difficile trovare dati precisi ma qualcosa c'è. Per cominiciare siccome in molti stati si richiede di dichiarare l'affiliazione per consentire il voto alle primarie, ci sono dati sull'evoluzione dei registered democrats, registered republicans and registered independents. Poi ci sono gli opinion polls su questioni specifiche; alcuni sono fatti male e non affidabili, ma quando molti polls danno risultati simili l'informazione è reale e la gente agisce in base ad essa. I polls sulla social security hanno condotto alla sconfitta della proposta Bush, così come credo che nessuno dubiti della minor popolarità della guerra in Irak rispetto all'elezione precedente.

Quindi, fellow noisers, un po' di disciplina. Solo perché parliamo di politica non dobbiamo parlarne come al bar.