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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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Cosa vorresti dirmi, Michele, che chi supporta McCain lo fa perche' non gradisce la politica economica di Obama? Mi stupisce che tu sostenga una tesi del genere perche' di solito sei persona che ragiona sui fatti e di fatti in questo caso non ce ne sono.

Obama e' sempre stato il favorito sul piano economico. McCain era visto meglio sul piano di politica internazionale. Ormai e' una cantilena. Chi vota repubblicano quest'anno non lo fa per questioni economiche ma per altre ragioni. Ormai sono finiti i tempi del comunismo e lo spauracchio mccarthysta non regge piu'. Tant'e' che la campagna repubblicana non ha nemmeno battuto troppo sulle differenze economiche reali dei due piani: hanno tirato fuori un pochino ultimamente il discorso di "redistribute the wealth" in occasione dell' affaire Joe the plumber ma non ha portato da nessuna parte. Anche perche' se i repubblicani si mettessero ad attaccare a puntino quegli argomenti per i quali accusano Obama di essere socialista (e cioe' health care e istruzione) si darebbero la zappa sui piedi perche' sono argomenti che stanno prendendo anche a destra: i sondaggi, ad esempio dicono che il 90% degli americani vorrebbe riformare il sistema sanitario e due terzi pensa che vada fatto in modo tale che sia lo Stato a garantire universal health care. E su questo punto le differenze tra obama e mccain sono chiare: Obama pensa che health care debba essere "a right", mentre McCain pensa debba essere "an opportunity".

La campagna elettorale repubblicana sull'economia e' stata un susseguirsi di menzogne. Avrebbero potuto, piu' correttamente, chiedersi dove Obama pensasse esattamente di raccimolare i soldi ma non l'hanno mai fatto perche' sanno benissimo che loro di spesa ne devono sostenere una ben piu' grossa che Obama invece taglierebbe (la guerra: 10 miliardi al mese) e non volevano andare ad infilarsi in quel buco. Si sono invece limitati a ripetere che Obama vuole aumentare le tasse (semplicemente falso) o che Obama aumenterebbe la spesa in maniera incontrollata, portando spesso esempi beceri al limite tra malafede e ignoranza (vedi il caso famoso del "proiettore di lucidi")

E la domanda allora e': chi vota McCain e perche'? McCain i voti li prende da due bacini parzialmente overlapping: (1) i conservatori e (2) quelli a cui Obama non piace. Quelli appartenenti al numero 1 sono la maggioranza e li riconosci dal bumber sticker. Sono quelli col bumber sticker col pesce cristiano, quelli col bumper sticker che dice "support our troops" e quelli col bumper sticker che dice "mummy thanks for life!". Io un bumper sticker che dica "I care for taxes" non l'ho mai visto in vita mia. Mai visto. Al limite qualcosa cosi'

ma non andiamo lungo quella strada. Ad ogni modo, il punto e' che non c'e' assolutamente nulla che Obama possa cambiare nella propria politica fiscale che possa convincere il gruppo 1 a votare democratico. E questo nonostante con ogni probabilita' nel gruppo 1 ci sia pure un sacco di gente che davvero crede alla supply side, davvero crede che tagliare  le tasse ai ricchi e aumentarle ai poveri sia la cosa giusta da fare. Infatti se Aldo e' davvero in cerca di un campione un po' contradditorio da infilare in MRI, secondo me li' ne trova un bel po'. Sono decenni che la politica fiscale repubblicana e' sfavorevole alla classe povera e decenni che il consenso nelle zone povere e rurali non fa che aumentare. Da dove arriva tutto questo masochismo?

Il gruppo 2. Il gruppo 2 e' composto da quelli a cui Obama non piace. E qui ti concedo che ci sia un certo numero di persone che voterebbe Obama se le sue idee in economia fossero diverse. Non so esattamente quanti siano ma dubito fortemente che siano abbastanza da reggere in piedi la vostra teoria. Tant'e' che se in questo gruppo ci infiliamo tutti gli independenti, che son tanti, ancora non ci siamo perche' anche tra gli independenti e anche prima dell'estate a crisi "lontana", era chiaro che Obama era il favorito nei sondaggi sulle questioni economiche (vedi qui ad esempio, giugno).

Quindi in sostanza:

  1. Obama e' sempre stato favorito sul piano economico. La sua politica e' quelle che i sondaggi hanno visto come piu' credibile o piu' seria, fin dal principio.
  2. McCain ha sempre avuto maggiore appeal sulla fascia conservatrice - per valori che esulano dall'economia - e sugli independenti per motivi da ricondurre alla esperienza in campo internazionale.
  3. A settembre la crisi economica e i dibattiti tv hanno consolidato il vantaggio su obama. Al momento io non conosco un dato uno che dica che se la politica democratica fosse nuova raccoglierebbe voti repubblicani. Se ce ne sono, vorrei vederli.

 

Io un bumper sticker che dica "I care for taxes" non l'ho mai visto in vita mia. Mai visto

Di bumper stickers cosi' non ne ho visti ma ti assicuro che c'erano a Minneapolis qualche anno fa, vicino a casa mia, parecchi cartelli nelle front lawns con scritte molto simili, tipo "Happy to pay higher taxes for better schools" o qualcosa di simile. 

Forse c'è un malinteso. Credo Giorgio G. volesse dire che non ha visto bumper stickers con scritte tipo ''I want lower taxes''. Ossia, quello che scalda il cuore degli hard core republicans sono temi di politica estera (support troops) o sociale (abortion is murder), non temi economici.

Esattamente. Anche se, a onor del vero, non e' una questione che riguarda solo gli hard core republicans. Voglio dire: gli stessi argomenti, magari visti da un punto diametralmente opposto, sono altrettanto imprendiscindibili anche per i democratici.

Se uno e' a favore delle unioni gay, pro-choice, o pro-stem cell research o semplicemente pro-immigration, ad esempio, difficilmente votera' il partito repubblicano anche nel caso in cui pensi che la politica fiscale sia migliore. Quello che voglio dire e' che in questo momento storico magari l'economia non e' al primo posto di cio' che scalda gli animi e che muove i voti (magari lo era ai tempi di FDR dopo la depressione, per tornare a rispondere a Michele su un punto che avevo saltato).

Questi commenti si stanno talmente ingarbugliando che non so più dove postare il mio, quindi lo metto in coda a quello di Giorgio, anche perchè le sue argomentazioni (assieme a quelle di alberto) mi paiono convincenti.

Parlando delle scelta che gli americani fanno del loro presidente, c'è un aspetto che non mi pare sia stato toccato e mi riferisco a quello militare.

Non intendo tanto la propensione ad incrementare le spese per la difesa, quanto la capacità del candidato di essere (o almeno apparire) un buon comandante in capo, non dobbiamo dimenticarci infatti che gli Stati Uniti sono e si sentono la prima potenza mondiale e vivono questo status come un peso ed una responsabilità, che incide sulla scelta del presidente.

Questo aspetto è più o meno rilevante a seconda delle contingenti esigenze difensive/militari/belliche degli USA

Consideriamo i presidenti del dopo-guerra:

durante la guerra fredda abbiamo Truman (1945-1952) vale a dire il presidente della bomba atomica e della dottrina Truman e del piano Marshall ed Eisenhower (1952-1960) vale a dire il comandante in capo per antonomasia

Nel 1960, morto Stalin, con l'URSS guidato dall'apparentemente più morbido Krushov, l'esigenza di guida militare è secondaria e si può scegliere il cambiamento rappresentato da Kennedy che fa la fine che sappiamo e viene rimpiazzato da Johnson (1963-1968), che si ritrova una guerra calda tra le mani e decide di non ricandidarsi per un secondo mandato.

L'elezione di Nixon nel 1968 per un pugno di voti è lo specchio di un paese confuso e spaccato, ma poichè si dimostra capce di trovare una soluzione alla guerra del Vietnam, viene trionfalmente rieletto nel 1972

Carter è una eòezione atipica perchè frutto del Watergate, ma Carter viene spazzato via da Reagan non solo per i programmi economici di Ronald, ma anche perchè Reagan viene visto come colui capace di ridare dignità militare ad un paese indebolito di fronte ad una Unione Sovietica che si faceva apparentemente più forte ed infatti Reagan è colui che vince la seconda guerra fredda (ricordate l'impero del male ?), agevolando poi l'elezione di Bush Sr.

Clinton va al potere perchè non c'è più un nemico alle porte, dato che l'URSS si è dissolta e gli americani possono concentrarsi sui problemi interni, logica avrebbe voluto che l'era Clinton sfociasse in un'era Gore, ma tutti ricordiamo cosa successe in Florida, in ogni caso nè per Clinton, nè per il primo mandato di Bush jr l'aspetto militare era rilevante, mentre è stato decisivo per il secondo mandato di Bush.

  

 

Parlando delle scelta che gli americani fanno del loro presidente, c'è
un aspetto che non mi pare sia stato toccato e mi riferisco a quello
militare.

Al di la' dell'ovvia posizione in politica estera, l'aspetto militare ha molto a che fare con quanto il presidente appaia presidenziale. Che sembra una stronzata ma e' cosi'. E loro si sforzano come dei matti. L'Onion ci ha fatto mezza dozzina di titoli sul fatto che Obama in ogni foto avesse lo sguardo fiero fisso verso il futuro. Tipo questo o questo. E forse ti ricorderai quel momento della campagna in cui *la* domanda era: se arriva una telefonata sulla cornetta rossa alle 2 di notte alla casa bianca, chi e' che farebbe un lavoro migliore a prendere la telefonata? (*)

Secondo me questa idolatria del presidente americano come commander in chief e' una cosa che non si riesce a capire se non te la inculcano da piccolo. Piu' o meno come la H aspirata davanti alle parole, o la differenza di suono tra sheep e ship o la r per i giapponesi: che anche se ti sforzi per anni ci provi e magari ci riesci ma sotto sotto sai che non sarai mai come loro.

Non so, sara' il fascino del fatto di sapere che ti svegli un giorno e di colpo sei diventato l'uomo piu' potente del mondo. O forse sara' il simbolismo del fatto che chiunque, non importa quanto povero, possa' coltivare il sogno di diventare presindente. Obama ovviamente ne e' un esempio lampante (nero, senza padre, nipote di keniota, ha studiato in ottime universita' a suon di prestiti) ma la palin e' stata scelta per lo stesso motivo e al vice-presindetial debate non faceva altro che ripeterlo quanto lei in fondo fosse la casalinga di voghera; tanto che biden s'e' dovuto mettere a piangere in diretta, porello, per far capire che anche lui e' uno del popolo.

 

 (*) Probabilmente McCain che tanto sarebbe gia' sveglio per andare al bagno.