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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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Ok, provo a rispondere anch'io. Anch'io, come Sandro, non ho mai detto che mi piacciono le tasse, e che voglio che faccia tutto lo stato-balia. Non ho neanche mai detto che all'improvviso non credo piu' all'effetto distorsivo della tassazione in generale. Of course, certo che le tasse hanno un effetto nefasto su incentivi, e certo che la fornitura pubblica di beni e servizi spesso comporta sprechi e corruzione.

Ho detto invece che sono disposto a pagare piu' tasse in cambio di certi beni e servizi, che mi sembrano (a) deteriorati in questo momento negli USA, e (b) complicati da fornire solo tramite il settore privato. E qui ho elencato infrastruttura, sanita', energia ed educazione di base.

In una conversazione privata, Michele, ti ho anche detto che sarei disposto a pagare (se ricordo bene) il 7% in piu' di tasse, ma non perche' mi piacciono le tasse, ma in cambio di beni e servizi. Granted, forse mi illudo che lo stato o il pubblico sia in grado di fornire questi beni e servizi meglio di quanto abbia fatto finora. Questo e' ovviamente opinabile, ma se non altro Obama dice di avere le priorita' XYZW, che a me stanno a cuore, mentre McCain no.

Tornando alla vostra domanda iniziale: perche', in mancanza della crisi finanziaria, Obama e McCain erano ancora in bilico nonostante la guerra, la conduzione disastrosa dell'amministrazione Bush, ecc?

Credo che la risposta sia: perche' negli USA la maggioranza degli elettori e' sospettosa dello stato e del pubblico; perche' preferisce pagare meno tasse; perche' tende ad essere socially conservative; perche' e' patriottica e sospetta di candidati che non si mettono la spilla con la bandierina sulla giacca; perche' ad oggi e' contraria all'immigrazione illegale.

Tutto cio', pero', e' stato spazzato via dalla crisi. A quel punto lo stato e il pubblico non sono piu' stati visti con sospetto, ma (a torto o a ragione) come una possibile safety net. Allo stesso tempo, e' calata la fiducia nei benefici della deregulation, e abbastanza prevedibilmente e' aumentata la domanda per regulation. 

Temo anch'io che, specie se ad Obama presidente si accompagna una forte maggioranza democratica al Congresso, si finira' per esagerare nella direzione opposta. Spero pero' che prevalga il buonsenso.

Tornando sulle tasse: anche a me, come a Sandro, sembra che la strategia di McCain di insistere su "ma quello vi alzera' le tasse" non servira' a molto. Data la situazione, le tasse saliranno comunque, sia che diventi presidente Obama che lo diventi McCain. 

Infine, riporto un commento di un lettore sul sito "fivethirtyeight", che mi sembra illuminante: Who cares if Obama wants to "spread the wealth"? McBush's legacy will be a whole lot less wealth to spread.

Oramai siamo alla propaganda elettorale allo stato puro. Davvero, e lo provo. La cosa mi scazza alquanto, nFA, alle sue origini, era un posto dove era vietato ciurlare per il manico, girare l'argomento, non attenersi al tema iniziale della discussione e non basare le proprie affermazioni su dati precisi e riscontrabili, oltre che sulla logica (non necessariamente economica, ma sempre logica) del tertium non datur. 

1)

-  riporto un commento di un lettore sul sito "fivethirtyeight", che mi sembra illuminante: Who cares if Obama wants to "spread the wealth"? McBush's legacy will be a whole lot less wealth to spread.

Ok, ora dimostrami che sono state le politiche economiche di Bush, e non anche quelle di Clinton e della Fed Clintoniana (guarda che Greenspan non l'ha messo lì Bush, ed il Glass-Steagal è stato abolito ai tempi di Clinton, non di Bush) a causare la crisi finanziaria in corso. In particolare, spiegami cosa ha creato la dot.com bubble (che sta alla radice di questo casino) e come mai sono nei casini ancor peggiori tutti i paesi europei, per non parlare di asiatici e sudamericani. Spiegami cosa c'entra Bush in tutto questo. Fai l'economista alla Fed di NY, no? Di queste cose ve ne intendete, se lo dici non deve essere per pura propaganda elettorale ma perché avete un modello, no?

Ok, spiegacelo.

2) 

 

Credo che la risposta sia: perché negli USA la maggioranza degli
elettori è sospettosa dello stato e del pubblico; perché preferisce
pagare meno tasse; perché tende ad essere socially conservative;
perché è patriottica e sospetta di candidati che non si mettono la
spilla con la bandierina sulla giacca; perché ad oggi è contraria
all'immigrazione illegale.

Se capisco bene, la tua risposta alla nostra domanda è: perché gli americani di classe medio-povera sono ideologicamente ottusi ("socially conservative, spilla sulla giaccia, sospettosi dello stato ...). Insomma, escludi che una ragione fondamentale sia il fatto che le politiche economico-sociali offerte da Obama NON intaccano (positivamente) le loro condizioni materiali di vita ma offrono solo retorica. Ho capito giusto? Quando sono diventati ideologicamente ottusi? A fine 1999? No, perché prima votavano per Clinton, non so se ti ricordi.


Ecco, spiegami di nuovo che questo ragionamento regge e che non è spocchia da coalizione della rucola.

3)

sarei disposto a pagare (se ricordo bene) il 7% in più di tasse, ma
non perché mi piacciono le tasse, ma in cambio di beni e servizi.
Granted, forse mi illudo che lo stato o il pubblico sia in grado di
fornire questi beni e servizi meglio di quanto abbia fatto finora

Quali? Potresti dirmi quali sono i servizi pubblici che lo stato USA non offre e per i quali, in particolare, non spende soldi a sufficienza? Ti prego di definire adeguatamente la parola "sufficienza", in particolare in modo tale da permetterci di confrontare l'insufficienza USA con la sufficienza di altri paesi (scegli tu quali). Insisto che il problema dev'essere una mancanza di fondi, non di gestione inappropriata o basata su cattivi incentivi di fondi esistenti. Questo perché tu, con Obama, vuoi aumentare le tasse per fornirci questi servizi, quindi devi (dovete) ritenere che il problema sia uno di fondi: non ci sono soldi a sufficienza. Aspetto fatti e dati.

4) 

Ho detto invece che sono disposto a pagare più tasse in cambio di
certi beni e servizi, che mi sembrano (a) deteriorati in questo momento
negli USA, e (b) complicati da fornire solo tramite il settore privato.
E qui ho elencato infrastruttura, sanità, energia ed educazione di
base.

In relazione a 3), sospetto il tuo elenco comprenda i "servizi pubblici" che elenchi qui. 

Anzitutto, vedo che ora fra i servizi pubbli che Giorgio Topa (ed Obama) vogliono fornire a mezzo tasse o, comunque, mano pubblica c'è l'energia. Oh, che bello: rinazionaliziamo ENEL ed ENI? Mi spieghi in che senso l'energia è un servizio pubblico ed a cosa dovrebbero servire lì le mie tasse?

Poi mi spieghi anche cosa sia deteriorato rispetto a che cosa e quando? 

Come ho già detto, nFA era un posto dove in passato non si parlava a caso e per partito preso.

Vediamo di dare prova ai nostri lettori che è tutt'ora vero. Attendo fiducioso.