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Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

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Michele, quando ti scaldi hai la pessima abitudine di
mettere in bocca ad altri cose che non dicono. Mai detto che mi piace
il programma fiscale di Obama. Mai detto che le tasse non danno
disincentivi.

Sandro, mi dispiace ma vale l'opposto: mai detto quanto mi accusi di
aver detto. Io ho detto che con gli argomenti (a mio avviso
chiaramente speciosi) che hai usato per criticare Mankiw sembri (ho usato la parola "sembrare" intenzional- e consapevolmente) suggerire che le tasse non influenzano i comportamenti della gente. Lo confermo, e su questo ritorno più sotto. Quindi, mi spieghi COSA ti avrei messo in bocca che non hai detto?

D'altra parte Giorgio G ha chiaramente sostenuto che le tasse non fanno una grande differenza, ed a lui ho attribuito questo tentativo di fare l'apprendista stregone. Giorgio T, con argomenti diversi dai tuoi per certo, sembra (senza virgolette) convergere al medesimo "sembra" (oltre a dilettarsi in strani peana da boyscout sul volontariato, i digiuni simbolici e la spesa pubblica salutare, peana che evito di commentare).

Chiarito questo, veniamo ai punti che avanzi qui. A mio avviso hai semplicemente ignorato il mio primo commento alle tue critiche a Mankiw, comunque ci riprovo.

1) Lo ignoro,
posso anche condividerlo di fatto. Non ha nulla a che vedere con quanto si discute. Mankiw ha preso le proposte fiscali dei due e le ha confrontate, fine. Non ha preso l'intero programma economico. Se vogliamo discutere dell'intero programma economico, facciamolo pure. D'altra parte sappiamo, dall'esperienza, che i presidenti eletti tendono a mantenere le promesse che fanno sulle tasse (con la famosa eccezione di mister readmylips ...) mentre mantengono molto meno quelle sulle spese. Ad ogni modo, davvero non c'entra nulla: la discussione proposta da Mankiw era: qual è l'impatto di tre sistemi fiscali diversi sulla ricchezza marginale futura di un signore nel top 10 della distribuzione del reddito?

2) Sbagliato. Per due ragioni: tax rates are best modeled as a
random walk, quindi statisticamente l'ipotesi è ragionevole. Non
solo, quando si vota e si sceglie fra A e B, si sceglie quello dei
due che si preferirebbe per sempre, almeno in valore atteso. Altrimenti l'esercizio è
inconsulto. Scegliere B dicendo "tanto fa niente, fra due anni
cambia tutto lo stesso" mi sembra scarsamente degno di
attenzione. Non vale la pena di discutere su niente se assumiamo che mezz'ora dopo si fa un'altra cosa, no?

Se puoi vuoi ricominciare a discutere del vincolo di bilancio,
cosa fatta su questo sito mille volte, possiamo farlo. Sai che ho una
posizione a metà strada fra "starve the beast" e "tagliare
le spese prima di tutto", quindi con me vai facile. Ma il punto
dell'esercizio di Mankiw NON era quello e criticarlo per non aver fatto anche il vincolo di bilancio è davvero specioso. Se te lo avesse messo assumendo che la spesa federale si riduce del 40% perché eliminiamo una valanga di sussidi, trasferimenti, medicare, medicaid, food stamps ed altra cosa, ti avrebbe forse convinto?

Se avesse considerato il consumo avrebbe dovuto aggiungere le sale taxes e le real estate taxes. Infatti, per calcolare il marginale corretto avrebbe dovuto anche metterci tasse statali e cittadine sul reddito che, quando salgono le federali, salgono pure ... quindi l'effetto sarebbe stato maggiore. 

3) Io ho accettato il rendimento del 2%, che tu proponevi, nel mio primo commento e suggerito che forse un numero attorno a 3% o 4% è più saggio. L'effetto è sostanziale, specialmente se invece di fare i giochetti retorici con il dollaro che diventa due usi le cifre più realiste che ho messo lì. Ecco su QUEI numeri, che soddisfano le tue ipotesi, che ne dici? Pensi abbiano un effetto?

P.S. Visto che continui a tirarlo fuori, permettemi di dirtelo: l'argomento su investire in altri titoli non fa differenza, apart for risk aversion. Per ovvie ragioni di arbitrage, se cala l'after tax return on asset X, calerà anche quello su asset B e C, che questi siano tassati o meno fa nessuna differenza. La teoria, ed i dati, suggeriscono che la concorrenza eguaglia gli after tax returns, modulo risk classes. Quindi, mi dispiace, anche questo argomento è specioso, anzi erroneo.

Sai che ho una
posizione a metà strada fra "starve the beast" e "tagliare
le spese prima di tutto", quindi con me vai facile.

Io non credo che dopotutto sia un male se le tasse aumenteranno: almeno gli elettori cominceranno a capire che il problema reale e' la spesa, e non si puo' sperare che il gap tra entrate e uscite sia per sempre coperto da prestiti da parte del resto del mondo (che e' la grande menzogna dietro le politiche fiscali delle ultime amministrazioni repubblicane). Magari cominceranno a preoccuparsi di meno dei savings gluts altrui, e di piu' degli spending binges propri.