Titolo

Perché Obama sta(va) perdendo delle elezioni già vinte?

2 commenti (espandi tutti)

Perché tutte queste espropriazioni (e molte altre) sono moralmente ingiuste mentre espropriare il reddito legalmente guadagnato, o la ricchezza legalmente accumulata, è moralmente giusto?

La domanda è interessante e la sua risposta chiarisce, o dovrebbe almeno, perchè alcuni sono libertari in etica mentre non lo sono per quanto attiene il risultato degli scambi economici.

Mettendola banale direi che nel caso di scelte morali o di vita quotidiana, come quelli che tu elenchi,le forme di antipaternalismo sono un dato acquisito quasi universalmente: le mie scelte relative a come vestirmi cosa mangiare, chi vedere dopo mangiato ecc, sembrano riguardare solo me, e sembrano implicare un quadro piuttosto chiaro di chi sono  e cosa desiderano le persone coinvolte nelle azioni in questioni...la cosa sembra semplice perchè è semplice accertare la volontà dei soggetti coinvolti e perchè la successione delle conseguenze delle proprie azioni è generalmente chiara (se mi fidanzo con un pazzo criminale sono fatti miei, così come se mi vesto da fighetto; si possono certo invocare forme di paternalismo anche per giustificare limitazioni a quei comportamenti, ma è difficile farlo davvero).

Nel caso delle scelte di redistribuzioni economica, invece tutto è più sfumato, o almeno così sembra. I sostenitori della redistribuzione potrebbero sempre dire che a) gli scambi economici avvengono in condizioni nelle quali i soggetti implicati non avevano consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni e che comunque tali conseguenze sono intollerabili per chi le subisce; b) oppure potrebbero rincarare ancora di più la dose, sostenendo che sono le stesse istituzioni di mercato a essere ingiuste e dunque meritorie di correzioni paternalistiche; c) oppure potrebbero andare ancora più oltre e stabilire un ordine di rilevanza fra i beni esperiti dagli individui, e stabilire, per esempio, che esperire libertà concernenti la propria libertà di scelta in campo sessuale o di protezione da discriminazione razziale, siano beni più importanti e degni di maggiore protezione rispetto al diritto, seppure riconosciuto, di arricchirsi.

A livello più generale direi che il fatto che certe libertà siano scrupolosamente protette da diritti indisponibili ad una abrogazione per via maggioritaria (i.e. il diritto alla libera circolazione) derivi dal fatto che l'esercizio di quei diritti sia collegato in maniera molto forte (agli occhi di condivide questa impostazione) alla possibilità di esercitare facoltà morali considerate superiori rispetto alla sola accmulazione di denaro (qui pesa il discorso dell'agire per il valore, per lo scopo e così via)...inoltre appare anche praticamente più semplice incidere parzialmente sulla ricchezza posseduta piuttosto che diminuire l'ambito di applicazione di un principio come la libertà di scelta sessuale o di protezione da discriminazioni razziali.

Secondo me per evitare tutto questo, e anche l'obbrobrio di un Bertinotti che difende principi radicalmente libertari in etica (vedi la sua Luxuria) e poi vorrebbe imporre aumenti generalizzati di spesa pubblica e tassazione per i ricchi, bisognerebbe riconoscere che non solo non è coerente essere libertari in etica e paternalisti in economia, ma che così facendo si finisce per permettere che il paternalismo dallo stato si trasferisca dall'economia anche all'etica.

Concordo, ma secondo me c'è un' altro fattore.

In un sistema democratico un politicante non ha nessun interesse diretto agli espropri si libertà personale, mentre può fare la cresta su quelli economici.Di conseguenza tutti sono d'accordo sui secondi e tendono ad interessarsi meno dei primi. E cercano di convincere i propri elettori che va bene così.