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Halloween Obbligazionario

3 commenti (espandi tutti)

E' il mio primo intervento e saluto tutti e ringrazio per l'ospitalità (sono maschietto e - ahimé - non contribuisco a confutare quanto esplicitato nell'interessante discussione sulla "frequenza" femminile di questo sito...).

Indubbiamente interessante il problema evidenziato da Franz. Al di là di questioni politiche relative all'adattabilità delle regole (??) di finanza aziendale da parte di uno Stato, vale forse la pena riflettere sul fatto che in un'impresa un rapporto di indebitamento elevato non è necessariamente una condizione negativa: è solo l'effetto leva che è un indicatore indiscutibile di rischiosità (e, per uno Stato non è di poco conto...).

In ogni caso, un valore "ideale" del debito sul PIL è del tutto opinabile anche perché il PIL non è il capitale proprio (stock) ma un flusso, un po' l'equivalente del fatturato (absit iniuria verbis..) di un'impresa: quindi la variabile PIL non è idonea per identificare il rapporto d'indebitamento e confrontarlo con le logiche tipiche della valutazione d'impresa. Sarebbe più utile definire il capitale proprio di uno Stato (immobilizzazioni materiali e immateriali, partecipazioni, ecc..): operazione affascinante, ma tecnicamente e politicamente un filo più complicata... 

saluti a tutti.

 

 

Indubbiamente interessante il problema evidenziato da Franz. Al di là
di questioni politiche relative all'adattabilità delle regole (??) di
finanza aziendale da parte di uno Stato, vale forse la pena riflettere
sul fatto che in un'impresa un rapporto di indebitamento elevato non è
necessariamente una condizione negativa: è solo l'effetto leva che è un
indicatore indiscutibile di rischiosità (e, per uno Stato non è di poco conto...).

In ogni caso, un valore "ideale" del debito sul PIL è del tutto
opinabile anche perché il PIL non è il capitale proprio (stock) ma
un flusso, un po' l'equivalente del fatturato (absit iniuria verbis..)
di un'impresa: quindi la variabile PIL non è idonea per identificare il
rapporto d'indebitamento e confrontarlo con le logiche tipiche della
valutazione d'impresa. Sarebbe più utile definire il capitale proprio
di uno Stato (immobilizzazioni materiali e immateriali, partecipazioni,
ecc..): operazione affascinante, ma tecnicamente e politicamente un
filo più complicata... 

Si, comprendo che il PIL non è il capitale ma se dovesse fallire l'Italia (dico per dire) cosa diamo in garanzia ai creditori? Il Colosseo? Il demanio? Svendiamo l'Italia? 

L'idea del 60% di Maastricht immagino che sia verosimile rispetto ad una media di tutte le nazioni, nel senso che ovviamente ci possono essere realtà meno indebitate ed altre piu' indebitate (noi) ma è importante che la solidità complessiva delle nazioni Euro convergesse verso un parametro come quello. Poi in effetti siamo entrati nell'Euro pur avendo il 120% giusto giusto perché nelle media globale grazie ad altre nazioni meno indebitate l'ingresso dell'Italia (positivo per tanti altri fattori) non avrebbe affossato l'Euro. Anzi in quegli anni l'euro shizzo' verso l'alto (ed il dollaro crollo') anche se per ben altre ragioni, diverse dalla credibilità della moneta. 

Ciao,

Francesco  

Non e' il debito italiano che rischia di affossare l'euro, ma e' l'euro (inteso come politica monetaria) che rischia di affossare l'Italia. Mi spiego. La politica monetaria per un paese stra-indebitato e' diversa che per un paese meno indebitato. Con l'euro, la politica monetaria si fa a Francoforte, e non a Roma. Questo e' un vantaggio per i paesi meno indebitati perche' oltre a continuare a fare la propria politica monetaria, evitano anche la competitive devaluation del paese stra-indebitato.  Invece, il nostro caro paese stra-indebitato adesso sarebbe piu' contento se la sua politica monetaria la facesse Washington anziche' Francoforte. I tedeschi (come autorita' fiscale indipendente dall'Italia) hanno come priorita' di vendere i loro 240 miliardi di euro, e il crowding-out che causano ad altri stati per loro adesso e' secondario.  Questo e' un film gia' visto nei primi anni '90: la Germania come priorita' si indebito' per finanziare la Germania dell'Est, causando un marco forte. Il fatto che ci fosse una fixed rate con una lira che annaspava importava poco. Adesso rivediamoci la fine di quel film.