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La produttività scientifica dell'Italia

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 L'approccio meritocratico per la distribuzione delle risorse per la ricerca pubblica mi trova in completo accordo. Non condivido, però l'analisi sulla ricerca privata.

IMO, la protezione della proprietà intellettuale non è la causa principale della bassa (come % del PIL) spesa per ricerca privata in Italia. I problemi di efficienza dell'ufficio brevetti ci sono, così come scelte politiche sbagliate (vedi la mancata sottoscrizione del protocollo di Londra), ma in generale la proprietà intellettuale in Italia appare sufficientemente tutelata. 

La (presunta) bassa spesa per ricerca privata in Italia è determinata soprattutto dal tipo di imprese  operanti in Italia. Nei rispettivi settori è molto probabile che l'industria italiana (almeno quella che compete sui mercati internazionali) ha spese per ricerca e sviluppo in linea con i suoi concorrenti. Il problema è, però legato al tipo di industrie operanti in Italia, un sistema industriale forte nella moda, arredamento o montature di occhiali spenderà in ricerca meno di un sistema forte nel farmaceutico o l'IT. Per avere un'idea dell'impatto di un settore come il farmaceutico sulla ricerca privata si guardi all'UK, un paese con una forte industria farmaceutica, la quale spende il 26% dei ricavi in ricerca e conta per il 28% del totale della ricerca industriale privata.

Solo se cambiasse il sistema industriale italiano, un aumento della spesa per ricerca privata sarebbe possibile.