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La produttività scientifica dell'Italia

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Se rileggi il mio post vedrai che non puntava a "dimostrare" l'infondatezza della "superiorità" (in termini di pubblicazioni) dei ricercatori accademici rispetto a quelli non accademici ma si limitava a far notare come una tale affermazione fosse troppo complessa per poter essere liquidata con un laconico è noto.

Tra l'altro, se è vero che in ambito fisico sono pochissimi i centri di ricerca al mondo a fare ricerca di base ad alto livello mi pare strano che la stessa cosa si possa dire dell'ingegneria. Non sono un'ingegnere e non seguo le riviste di ingegneria ma mi parrebbe strano che gli ingegneri della FIAT che hanno ideato il diesel common rail non abbiano pubblicato fior di lavori sull'argomento.

Infine, io ho seri dubbi sull'omogeneità di questi indici sintetici di impact o di citazioni

Che i sistemi basati sull'impact factor abbiano dei problemi seri è noto. Tuttavia non è banalissimo trovare altri indicatori quantitativi. I "dati obiettivi" a cui fai riferimento tu permettonosolo di fare un'analisi qualitativa e difficilmente permettono di discriminare quando non ci siano differenze lampanti (per capirsi: è ovvio che permettono di dire che Princeton è meglio dell'università di Firenze ma trovo difficile che riescano a discriminare se l'università di Bologna è meglio o peggio di quella di Pisa)

JB, il sistema common rail (CR) per automobili e' stato sviluppato all'inizio degli anni 90 dal gruppo Fiat. Il brevetto e' stato poi venduto alla Bosch per l'ingegnerizzazione e la produzione su larga scala. Penso ad esempio che il primo CR montato su macchine del gruppo Fiat fosse gia' un prodotto della Bosch.

Comunque, la tua affermazione riguardo la produzione scientifica di lavori sul CR da parte di Fiat mi ha messo curiosita' e, sorprendentemente, con una ricerca di 5 minuti su www.sciencedirect.com trovo i seguenti risultati, relativi ad articoli pubblicati dopo il 1998:

2 articoli pubblicati con termine CR compreso nell'abstract e con almeno un autore affiliato a Fiat

2 articoli pubblicati con termine CR compreso nell'abstract e con almeno un autore affiliato a Bosch

89 aricoli pubblicati con termine CR compreso nell'abstract

Se allarghiamo la finestra ad articoli pubblicati da 1980 ad oggi le prime due cifre non cambiano, la terza aumenta. Interessante, no?

In effetti penso che nella cultura industriale il pubblicare sia decisamente meno importante che non nella accademia. Forse ci sono altri metri di giudizio per valutare bonta' di innovazione/scoperta e l'aspetto economico del prodotto finito (quanto si guadagna vendendo macchine con CR o vendendo brevetto del CR ad esempio) prevale su numero di papers. Alla fine chi pubblica stando nell'ambiente universitario lo fa per permettere ad altri che lavorano su stesso campo di confrontarsi e anche per presentarsi a questi come persona che ha sviluppato progetto/idea. Insomma e' anche pubblicita' che puo' essere premiata da futuri grants, finanziamenti, offerte da universita' piu' prestigiose....

Non mi sembra che chi invece sviluppa un "buon progetto" per la propria azienda abbia le stesse prospettive e soprattutto che l'azienda sia interessata a mettere su una rivista scientifica dettagli o risultati sperimentali del progetto, quando nel contempo e' impegnata a blindarlo con brevetti. Hai presente il timore dei cinesi che copiano tutto ? ;-). Probabilmente l'azienda non vuole nemmeno che il nome delle persone che hanno sviluppato il progetto sia pubblicato.

(Nota: per queste idee avevo in mente per l'appunto Fiat o Bosch, probabilmente in ambito farmaceutico il discorso e' diverso)