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La produttività scientifica dell'Italia

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Volevo far notare che in moltissimi campi di punta e' estremamente difficile produrre articoli ad alto impatto senza adeguati finanziamenti. La mia esperienza del mondo della ricerca italiana, comparato con quello di altri paesi, e' di un'ambiente generalmente di alto livello e produttivo. Pero' basta leggere un qualsiasi numero di Nature o Science per rendersi conto che gli articoli veramente "striking", quelli che attirano centinaia di citazioni, contengono in gran parte un lavoro sperimentale fatto con macchine all'avanguardia. Questo materiale costa molto e praticamente nessun gruppo di ricerca in Italia puo' permetterselo, parlo sia di fisica che di biologia che chimica. Forse, non potendo puntare sulla massima qualita' per mancanza di risorse, molti ricercatori in Italia puntano di piu' alla quantita'.

 Non so se la spiegazione del dato statistico e' questa, ma sicuramente per equiparare le risorse dei vari paesi non basta normalizzare al numero di ricercatori, bisogna anche valutare quali sono le risorse messe a disposizione di ciascun ricercatore e anche in queste tra, ad esempio, Italia e Gran Bretagna c'e' una disparita' enorme.

Non credo che in Italia la Fisica, e specialmente la Fisica delle alte energie, sia sottofinanziata.

Giusto per essere pignoli:

* La fisica delle alte energie in Italia (ma anche in gran parte del resto del mondo) vive di progetti internazionali. Anche trascurando il celeberrimo LHC i vari progetti sono così enormi e costosi che servono centinaia di scienziati e decine di nazioni a supporto per riuscire a procedere.

* La fisica non è sottofinanziata ma i finanziamenti sono sparsi più o meno a casaccio (sono più o meno dati a pioggia) e non c'è alcun progetto a breve/medio/lungo periodo.