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La produttività scientifica dell'Italia

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Per quello che ricordo - vado a memoria - uno degli scopi era valutare la quantità di elementi in funzione della profondità del ghiaccio. Per es., ricordo da una presentazione in un congresso, la correlazione fra esplosioni vulcaniche e quantità di certi elementi presenti nel ghiaccio. Ho un collega che partirà fra poco, se interessato provo a chiedere....

Grazie dell'interessamento, ma considera che il mio cinico scopo è solo quello di capire se la missione sia così fondamentale da giustificare gli investimenti appena elargiti o meno.

Nel primo link che mi ha fornito Marco Manzini sono elencati gli scopi della missione e devo dire che, anche sapendoli, non ho comunque la competenza per stabilire se sian soldi ben spesi o meno.

Diciamo che alla missione va di lusso che non sia io il responsabile dei finanziamenti ;-)

Da quello che si intuisce (non sono un conoscitore dello specifico delle ricerche), il rabbocco dei finanziamenti alla missione è stato "causato" dal dover mantenere degli impegni già sottoscritti con altri partner internazionali, in particolare la Francia, la qual cosa è ovviamente diventata un atout per quei ricercatori in questo momento di vacche magrissime.

Che il contesto politico-istituzionale (nel senso più ampio del concetto) sia rilevante per la ricerca, e segnatamente per scelte organizzative distanti e distinte dal contesto scientifico, lo sappiamo bene anche dalla vicenda-feuilleton sul taglio e accorpamento degli Enti: si legga e.g. questa bella nota informativa sulla soppressione dell'ISAE.

RR

Non ho idea di quanto si sia speso e si stia spendendo per la ricerca ai poli, ma l'impressione è che non sia una quantità esagerata. I colleghi di Torino si stanno occupando della ricerca in Artide (non Antartide, erano dei colleghi di Pisa che sono andati in Antartide...) con lo scopo di caratterizzazione il particolato atmosferico dal punto di vista chimico (ed in particolare rispetto al loro contenuto in metalli). Lo scopo di tutto ciò è di "individuare con i traccianti chimici giusti (inorganici ed organici) l'origine del particolato atmosferico in Artide e correlarlo con altre caratteristiche fisiche dello stesso che permettano alla fine di modellizzare le traiettorie percorse dal particolato atmosferico dall'Europa all'Artide" (parole di un collega).

Altri dettagli su questo sito: http://www.polarnet.cnr.it/ e anche qui

Non so dire quanto tutto ciò sia utile, o quali ricadute abbia, 1) perchè non me ne occupo, 2) perchè è difficile, se non impossibile, stabilire l'importanza di una ricerca prima di averne i risultati.

Mi son già reso conto di non aver la competenza per capire se la missione in Antartide sia "degna" dei finanziamenti che riceve. Quindi mi astengo dal giudizio. Però questa tua affermazione:

perchè è difficile, se non impossibile, stabilire l'importanza di una ricerca prima di averne i risultati.

non mi trova d'accordo: io parlo di stabilire l'importanza di una ricerca ai fini del budget che posso dedicargli, e questo non solo è possibile a prescindere dai risultati ma è assolutamente auspicabile. Le priorità di spesa sono a prescindere dai risultati. I risultati diranno se i soldi son stati spesi bene o male o se erano o meno sufficienti ma questo è un altro discorso.

Nella rapidità dello scrivere mi sono espresso male. Un conto è valutare a priori se una ricerca valga la pena o meno essere finanziata, quanto ci si debba impegnare in termini di budget etc..., e su questo non ci piove. Ciò che probabilmente non ho espresso bene era che a prescindere dal finanziamento iniziale non si sa mai quanto possa essere il ritorno, sia in termini economici che scientifico-tecnologici, proprio per la natura della ricerca stessa, intrinsecamente associata ad un fattore di rischio.

In conclusione mi pare concordare appieno :-)

a metà degli anni '60 nella Silicon Valley gli R&D destinavano il 90% del budget alla ricerca finalizzata a obiettivi prestabiliti e il 10% alla ricerca libera orientata a pensare e verificare idee nuove che se valide passavano alla ricerca finalizzata.

Sono certo che se noi oggi abbiamo un PC a meno di 1000 $ lo dobbiamo a questo 10%.

Mi sembra che, tutto sommato, le posizioni espresse (lallo, Corrado e la mia) non siano molto distanti l'una dall'altra. O mi sbaglio?

Io vedo una differenza "fine", che magari si può esprimere nella diversa percentuale di "soldi da buttare" in una ricerca ad alto rischio. Fondamentalmente è giusto investire in maniera ponderata. Ciò che uno stato DEVE fare, e che un privato non può permettersi, è destinare del budget a progetti ad alto rischio.

Ci sono un numero elevato di esempi in cui la caparbietà di un gruppo di ricerca ha portato, solo dopo anni e anni di studi apparentemente inutili, a risultati spettacolari (il Nobel della Chimica 2008 a Shimomura per la GFP - Green Fluorescent Protein -, è uno dei tanti esempi).

Mi sembra che, tutto sommato, le posizioni espresse (lallo, Corrado e la mia) non siano molto distanti l'una dall'altra.

La mia e la tua mi sembrano identiche. In fondo credo anche quella di Lallo, io capisco quello che vuole dire con il suo esempio, ma stiamo parlando di soldi pubblici e in tempi come questi con scarsità di fondi e emergenze in settori primari come la sanità ed il lavoro posso anche accettare/subire che quel 10% di "ricerca pura" non possiamo permettercelo più. E' triste dirlo ma, come nella vita privata, se hai debiti e le entrate non crescono a qualcosa devi rinunciare.

Qui si potrebbe discutere, in fin dei conti siamo noi a dare un valore alle cose, e dobbiamo decidere cosa e' meglio per noi ed i nostri figli: un nuovo stadio di calcio o nuovi strumenti/materiali per la ricerca? E' questione di politica, e di saper indirizzare su certe scelte...ma qui sconfiniamo nei sogni e nell'utopia...

Sono certo che se noi oggi abbiamo un PC a meno di 1000 $ lo dobbiamo a questo 10%.

Lo dobbiamo al fatto che molto di quello che c'è dentro si fa a Taiwan.

RR

ma il microprocessore non lo hanno concepito a Taiwan

Sì ma non era ricerca pubblica, si trattava di R&D pagata da Intel (e dalla Fairchild prima).

Tutti gli onori a Faggin, ma siamo un po' fuori tema :)