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La produttività scientifica dell'Italia

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Mi sembra che, tutto sommato, le posizioni espresse (lallo, Corrado e la mia) non siano molto distanti l'una dall'altra. O mi sbaglio?

Io vedo una differenza "fine", che magari si può esprimere nella diversa percentuale di "soldi da buttare" in una ricerca ad alto rischio. Fondamentalmente è giusto investire in maniera ponderata. Ciò che uno stato DEVE fare, e che un privato non può permettersi, è destinare del budget a progetti ad alto rischio.

Ci sono un numero elevato di esempi in cui la caparbietà di un gruppo di ricerca ha portato, solo dopo anni e anni di studi apparentemente inutili, a risultati spettacolari (il Nobel della Chimica 2008 a Shimomura per la GFP - Green Fluorescent Protein -, è uno dei tanti esempi).

Mi sembra che, tutto sommato, le posizioni espresse (lallo, Corrado e la mia) non siano molto distanti l'una dall'altra.

La mia e la tua mi sembrano identiche. In fondo credo anche quella di Lallo, io capisco quello che vuole dire con il suo esempio, ma stiamo parlando di soldi pubblici e in tempi come questi con scarsità di fondi e emergenze in settori primari come la sanità ed il lavoro posso anche accettare/subire che quel 10% di "ricerca pura" non possiamo permettercelo più. E' triste dirlo ma, come nella vita privata, se hai debiti e le entrate non crescono a qualcosa devi rinunciare.

Qui si potrebbe discutere, in fin dei conti siamo noi a dare un valore alle cose, e dobbiamo decidere cosa e' meglio per noi ed i nostri figli: un nuovo stadio di calcio o nuovi strumenti/materiali per la ricerca? E' questione di politica, e di saper indirizzare su certe scelte...ma qui sconfiniamo nei sogni e nell'utopia...