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La registrazione dei blog (e delle testate giornalistiche) presso il Tribunale

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Sono d'accordo che non ci sia intento censorio. Quello che l'articolo voleva sottolineare e' che ci sono comunque dei costi, in termini di limitazione della liberta' di parola, che vanno considerati. Puo' sembrare poco, ma secondo me non lo e': la blogosfera, per funzionare dal punto di vista informativo, deve avere diffusione capillare, cosicche' il controllo delle informazioni avvenga in maniera decentrata. C'e' bisogno cioe' che ci siano moltissimi siti che controllano e diffondono notizie perche' possano emergere quelle interessanti o rilevanti. Un piccolo costo di pubblicazione potrebbe scoraggiare la pubblicazione da parte di moltissimi blog. C'erto, sulla blogosfera c'e' un sacco di spazzatura, ma questo e' un motivo in piu' per facilitarne la diffusione: chi vuole diffondere fandonie lo fa anche se deve sopportare il costo di registrazione; se vogliamo che le fandonie vengano rivelate invece, occorre facilitarene la pubblicazione limitandone i costi.

Riguardo i server all'estero: non credo che basti. La domanda andrebbe girata alla sezione "Law & Order" di nfa (Sabino e Axel), con i quali abbiamo avuto sulla questione uno scambio di email in agosto. Secondo Axel, nfa non sarebbe soggetto alla legislazione per il fatto che non solo il server non si trova in italia, ma anche risiediamo e operiamo dall'estero.