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La registrazione dei blog (e delle testate giornalistiche) presso il Tribunale

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I costi a carico dei bloggers non sono necessariamente solo quelli elencati (copio&incollo dal testo dell'articolo: "occorre informarsi su quali documenti siano necessari, perdere una
giornata per andare in tribunale, preparare la carta bollata e
controbollata, etc...
").

Dato che la proposta di legge qui commentata (all'art. 7 comma 1), richiama l'applicazione della L. 249/1997 che regolamenta l'accesso al registro degli operatori di comunicazione, e a sua volta quest'ultima fa riferimento ad un regolamento emanato dall'AGCom il quale, attualmente per la carta stampata, prevede la necessità di un direttore scelto fra gli iscritti all'albo dei giornalisti, il blogger che non sia anche giornalista si potrebbe trovare del tutto impossibilitato a registrare il suo sito (se rientra nella fumosa definizione di "frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro"). Si torna dunque ad una forma di limitazione ben più forte della libera informazione: l'esistenza dell'albo dei giornalisti, cui va a ricollegarsi l'obbligo di iscrizione al registro degli operatori di comunicazione.

 

Nessuno, purtroppo, avanza l'idea che la registrazione vada eliminata
anche per la stampa tradizionale.

Su questo punto devo sollevare un'obiezione. Perché una riforma del registro e dell'ordine dei giornalisti, magari una abolizione tout court, è stata sostenuta da molte voci della "blogosfera". È un vecchio cavallo di battaglia di Grillo (es. QUI ), sostenuta da molti altri (compreso, "ad minora", il sottoscritto) e perfino (incredibile...) dallo stesso Riccardo Levi, autore della originaria proposta legislativa dell'agosto 2007, il quale affermava nella qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (ANSA, 19-8-2007): "non c'e' dubbio che l'Ordine dei Giornalisti abbia bisogno di essere profondamente rivisto... tanti paesi dalla grande tradizione giornalistica non hanno un ordine dei giornalisti". Sinceramente, il costo della registrazione mi sembra il minore dei possibili problemi che l'introduzione di questa legge potrebbe causare alla libera circolazione dell'informazione. Le regole stabilite per l'accesso al registro, e l'estensione delle sanzioni penali, costituiscono deterrenti molto più pesanti e rilevanti di bolli e imposte di registrazione.

Quale sarebbe l'obiezione, visto che sei d'accordo con me che la registrazione, e con essa l'obbligo di iscrizione all'ordine del direttore responsabile, andrebbe abolita?

L'obiezione è sull'affermazione che "nessuno avanza l'idea che la registrazione vada eliminata
anche per la stampa tradizionale
". L'idea l'avanzano in molti e da un sacco di tempo!

Sul contenuto (abolizione della registrazione per tutti), ovviamente concordo con te al 100%.

Ho capito, era un'esagerazione certo.

Credo sia un problema soprattutto teorico.

Anche senza vandalismi (tipo mandare 50000 richieste di registrazione per siti e utenti di fantasia), se tutti i blog italiani richiedessero l' iscrizione al registro l' ufficio preposto ne avrebbe fino al 2030, e forzare l'applicazione della legge richiederebbe un firewall di stato da far sembrare quello cinese un giocattolo.

Non fraintendete, la legge resta da affossare a prescindere dall'applicabilità pratica.

Bisogna fare un po' di chiarezza, pero': nessuno sta pensando a far registrare i blog personali. Da quanto capisco cercano, non senza difficolta', di definire quelli che hanno contenuti simili a prodotti editoriali tradizionali. 

Credo anch'io che l' intento sia quello, ma con la solita incompetenza e disinteresse per i danni collaterali l' esito è tutt'altro che scontato.

Guarda che fine ha fatto la tutela dai licenziamenti ingiustificati.

Forse l'intenzione è quella, ma potrei dire che sicuramente la legge, a causa della sua incertezza, può essere applicata anche a casi fuori da tale intenzione.