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Laureati ed iscritti all'università, un riassunto

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I miglioramenti che auspico io non sono certo solo la riduzione degli appelli, ma invece avere 1) appelli di esame "ragionevoli" come difficolta', con indicazioni adeguate su cosa viene richiesto 2) studenti che sono preparati ragionevolmente dai licei, e ragionevolmente si impegnano a completare gli esami in 1/2 appelli seguenti il corso.

Ritengo sia una caratteristica negativa dell'universita' italiana essere troppo esigente e non dare indicazioni e sostegno adeguato agli studenti.  Non va sottolineato comunque che esiste anche un problema di preparazione scadente da parte di molti (non tutti) i licei.

 

 

Mi intrometto sul tema “aumentare/diminuire il numero delle sessioni d’esame per ridurre il numero di fuori corso”. Forse per gli studenti di universita’ italiane puo’ essere utile capire come funziona dall’altra parte dell’Atlantico, per chi ha gia' a che fare con universita' americane questo post e' probabilmente di poca rilevanza.

Spendo due parole su un caso particolare, cioe’quello che ho modo di vedere per gli undergraduate (laurea 4 anni, il BS) di ingegneria al Virginia Tech. E’ caso particolare, quindi concreto e reale, ma non necessariamente da generalizzare.

Mediamente gli studenti undergraduate seguono dai 3 ai 5 corsi ogni semestre. I corsi basano il voto finale su diverse componenti, come ad esempio homework, test vari, projects. Direi anche che non passano mai due settimane nelle quali lo sudente non riceva almeno un voto. Questo puo’ venire dal fatto di aver svolto degli homework, niente piu' di compiti per casa, di solito corretti e valutati dai teaching assistants, o da quiz, che sono tests che coprono una parte molto ridotta del programma, ad esempio 3-4 lezioni. A meta’ semestre c’e’ un mid-term e a fine semestre l’esame finale. Tutto cio’ e’ scritto, non esiste parte orale.

Alcuni corsi prettamente ingegneristici hanno dei projects da sviluppare durante il semestre, individualmente o a gruppi. I voti delle singole componenti (quiz, homework...) sono combinati con una media pesata e questa costituisce il voto finale. La regola per la media pesata e’contenuta nel syllabus che il docente distribuisce alla prima lezione del semestre. Il syllabus e’ documento che comprende anche altre informazioni, tipo orari di ricevimento, programma che sara’ svolto, date e orari degli esami.

Nell’ultimo anno c’e’ un senior-year project che e’ progetto sindipendente da corsi ed e’ di solito attivita’ fatta in team.

Tornando agli esami, la cosa importante da considerare e’ che i finals si tengono tutti nel giro di una decina di giorni subito dopo la fine delle lezioni. Non esiste cioe’ la possibilita’ di seguire corso e fare esame dopo mesi. Altro aspetto da considerare e’ che gli studenti hanno continuo feedback sulla propria preparazione durante il semestre, ricevento voti dai vari homework e test. Questo permette loro di presentarsi al final avendo gia’parte del voto finale stabilita. Ad esempio il voto finale puo’ essere stabilito con 15% del voto basato su homework, 10% su ognuno dei 3 quiz svolti, 25% sul midterm e 30% sul final. Se uno studente ha svolto tutto senza alcun errore fino al giorno del final ha gia’ un 70% del voto acquisito e al final potrebbe anche non presentarsi, accontentando si voto finale di 70/100.

Aspetto importante e' che lo studente non si trova mai a giocarsi tutto l’esame in una volta sola, mentre in Italia, ai miei tempi almeno, lo si faceva due volte per ogni esame, prima allo scritto e poi all’orale. D’altro canto, chi qui fallisce il corso non continuera’ a presentarsi “ad libitum” agli appelli successivi, sperando nell'appello buono o nel miracolo di S.Antonio, ma dovra’ rifrequentare il corso, per accumulare i crediti derivanti da nuovi homework, nuovi quiz....

Grazie del resoconto dei metodi adottati in una universita' USA.  Come spesso accade, i metodi USA appaiono abbastanza empiricamente ben ottimizzati perche' i docenti impieghino il loro tempo a seguire efficacemente gli studenti, anche con test e prove intermedie, piuttosto che per offrire loro numerose possibilita' di ripetere l'esame finale, e per consentire agli studenti sia di avere un frequente riscontro dell'avanzamento della propria preparazione, anche grazie al confronto con i compagni di corso, sia di evitare di giocarsi tutto l'esame in un giorno solo.

 

Anche qui al Politecnico fino ad un anno fa si tenevano esami parziali che permettevano allo studente di avere una valutazione piu' distribuita durante l'anno.

Peccato che ora sia praticamente "proibito" e solo qualche esame mantiene le cosiddette "prove in itinere", anche se non ci sono mai stati comunicati i motivi di tale decisione.

Sulla mancanza di prove orali poi ho qualche perplessita': io ho affrontato 3 anni di laurea specialistica sostenendo solo una o due prove orali, per di piu' a mia richiesta per migliorare un voto, per poi trovarmi a dover presentare ad una commissione il mio elaborato di laurea in 10minuti.

E' una situazione comune ad altre facolta'? In questo modo non formiamo laureati che sono in grado di copiare dai bigini come alle superiori ma non sono in grado di argomentare e rielaborare le nozioni apprese?

Non chiedo certo che si faccia ai primi anni con i corsi affollatissimi ma almeno verso la fine del secondo anno uno studente dovrebbe iniziare anche ad affrontare dei colloqui orali.