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Laureati ed iscritti all'università, un riassunto

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Sull'appello unico ho scritto insieme a dei colleghi un pezzo per lavoce.info qualche tempo fa. Se volete leggerlo tutto, trovate l'articolo e la replica qui.

Gli argomenti che abbiamo usato, in sintesi, sono quelli dell'incentivo degli studenti a venire poco preparati all'appello (magari aspettando, come in una lotteria, che capiti quello buono), dell'iniquità di preparare appelli necessariamente diversi tra loro (qualcuno sarà più facile e altri meno) e della conseguente iniquità di lauree dal valore diverso (passare esami quando sono facili è più difficile che passarli quando sono difficili). Aggiungeteci che, oltre a scegliere tra tanti appelli, gli studenti hanno anche la possibilità di rifiutare voti positivi (in genere: la Bocconi, ad esempio, non lo permette).

Il tempo dedicato alla gestione degli esami non è sprecato, concordo: ma andare in classe per un appello scritto e vedere sempre (vabbè, diciamo spesso) le stesse facce fa pesare davvero molto quelle due-tre ore.

Aggiungiamoci però che delle volte è anche colpa di come i docenti hanno tenuto il corso. E qui torniamo al problema di valutare la didattica. In Cattolica (Milano) tutti gli studenti frequentanti compilano dei moduli sulla soddisfazione del corso (sono a Economia, ma penso sia lo stesso per le altre Facoltà). Le informazioni sono poi rese disponibili al docente e, almeno in linea teorica, sono visibili a tutti (anche se io non saprei dove si trovano le informazioni che mi riguardano, sul sito della Cattolica).

Va detto che a volte sono gli esami ad essere organizzati come lotterie, specie nei primi anni negli esami di massa.Ricordo ancora il mio primo tentativo ad analisi uno, mancato per un' errore di trascrizione in un quiz di 5 domande in cui si valutava solo il risultato e gli errori contavano -1.

Non mi scandalizza che si proceda in questo modo quando ad ogni appello si presentano in 200 o più, ma restano lotterie.

Con le lauree triennali ho notato che sono tornate le prove preliminari: se non le passi non puoi partecipare alla seconda parte per risparmiare il numero di compiti da correggere. Ho esaminato recentemente la storia di un esame, e il numero di partecipanti ad ogni sessione negli ultimi 5 anni e' stato in costante aumento, passando da circa 150 a circa 400.

Ad onor del vero molti docenti si sforzano, almeno nei casi che conosco, per renderle prove consistenti ed equilibrate, in modo non solo da eliminare i "turisti da esame" ma anche da avere un pezzo di esame gia' fatto.

 Purtroppo il livello dei discenti, o delle materie, si e' talmente abbassato che anche queste prove preliminari finiscono per lo piu' in "stragi" (> 60% di bocciati).  Le prove successive, di solito, vengono passate dal 50% in su dei partecipanti.

(purtroppo non ho al momento sottomano le statistiche.... un po' di pazienza :))