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Le conoscenze degli alunni italiani / 2

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Molto interessante, ma dove ci porta? Quale è il male oscuro delle isole? Avevo messo alcuni commenti al precedente articolo, in cui mi chiedevo come si distribuiva il dato medio, e se entrando nelle pieghe dei numeri si potessero intravedere delle linee di intervento sensate. Avevo formulato il sospetto di una correlazione con il disagio sociale.

In questi numeri viene fuori una disomogeneità che conferma il solito problema nord-sud. Se il reddito è sinonimo di disagio sociale, il rendimento matematico non sembra cosi' fortemente legato al reddito: ci sono anche fattori storici e culturali. Impressionante ad esempio il rendimento nei paesi dell' Est rispetto al reddito pro capite, sorprendente il rendimento relativamente modesto di Israele. 

 

Il reddito non puo' spiegare i cattivi risultati scolastici nel Sud Italia visto che diversi Paesi con reddito pro-capite inferiore fanno significativamente meglio. In generale, non si tratta di un problema di risorse e di spesa pubblica, perche' le risorse spese o assegnate nel Sud Italia sono superiori al Nord Est che ottiene risultati comparabili con le medie nord-europee. I problemi sono altri, sono probabilmente politici, culturali e storici. Anche in questo caso, per alcuni aspetti la situazione meridionale e' "drogata" nel contesto dello Stato italiano: leggi assicurano il valore legale del titolo di studio, ma nessuno controlla il livello di preparazione dei diplomati, e addirittura al Sud ci sono meno bocciature e voti piu' alti. Con la complicita' dello Stato, al Sud Italia credono di essere istruiti al livello del Nord Italia (addirittura di piu', secondo certa propaganda / disinformazione meridionalista), nella realta' la preparazione media a 14-15 anni e' quella dei Paesi in via di sviluppo con un passato di pesante analfabetismo come l'Uruguay e la Turchia. Senza prendere coscienza di questa realta', ritengo impossibile alcun miglioramento.

Mi sembra una lettura convincente nella misura in cui spieghi come il reddito sia solo un fattore, e neanche il piu' importante rispetto a aspetti storici e culturali.

Sul drogaggio dei voti non saprei: se ne e' sempre parlato tanto, ma qualche perplessita' la mantengo. In primis la mia esperienza personale di studente isolano, poi entrato in una multinazionale: alla fine della fiera non mi sono sentito penalizzato in termini di preparazione, anche in confronto a altre realtà europee e statunitensi. Chiaro che sto garantendo per me stesso e cosi' mi espongo al ludibrio ... :-). Ti prego di prendermi in parola.

In secondo luogo mi chiedo perche' non sarebbero stati taroccati anche i test INVALSI, riportato nel testo dell'articolo.

Comunque ti ringrazio per la risposta

Infatti, il reddito da solo non spiega il differenziale, fattori come il grado di istruzione dei genitori si. E nei paesi dell’esteuropeo vent’anni fa tutto mancava fuorché una abbondante istruzione tecnico-scientifica. In ogni caso, se si tiene conto del fattore reddito e del grado di istruzione dei genitori (ad esempio, si usi come proxy il numero di laureati per abitante ) di incanto troveremmo una minore dispersione intorno all’iperpiano di regressione e molte anomalie del sud sarebbero più comprensibili. La stima non è difficile.

In ogni caso sottolineo che nella tabella tratta dall’Invalsi, per “Sud” si intende Campania, Molise e Puglia, mentre per “Sud e isole” si intende solamente Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Ora le differenze tra Sud e Nord-ovest non sono statisticamente significative, almeno per la quarta elementare, ma anche per la terza media le differenze, una volta tenuto conto di reddito e istruzione dei genitori, sono facilmente spiegabili, senza scomodare qualità e quantità degli investimenti, pulmini, problemi storici e politici, disinformazione meridionalista e leggi che assicurano il valore legale della terza media. Per il Sud e Isole, cioè Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna ammetto che il paragone con paesi con gravi problemi di sottosviluppo, possa starci.

Per quanto riguarda i voti, che al Sud sarebbero più alti, mi fido sulla parola, ma credo siano irrilevanti visto che non vi è mai stata standardizzazione nemmeno tra alunni all’interno della stessa classe e istituto, figurarsi nel tempo e nello spazio.

 

Infine, il paragone con l’Uruguay è fuorviante, in quanto il TIMSS non riporta dati per quel paese.

 

il paragone con l’Uruguay è fuorviante, in quanto il TIMSS non riporta dati per quel paese.

Il paragone con l'Uruguay e' stato gia' fatto, a ragione, nella discussione dei dati del rapporto PISA, che sono sicuramente in tema con quanto qui discusso. Per es. si puo' keggere qui:

Abravanel [...]: “nelle prove OCSE-PISA del 2006, gli studenti del sud d’Italia hanno avuto un punteggio molto basso, al livello dell’Uruguay.

Se ricordo bene lavoce.info paragona invece il Sud Italia a Messico e Turchia.

Trovo interessante il tuo chiarimento sull'INVALSI. A prima vista "Sud e Isole" sembra un insieme tutt'altro che omogeneo: per esempio mi chiedo cosa abbiano in comune la Basilica e la Sardegna.

Mi sembra che siamo tutti d'accordo che fattori storici e culturali abbiano un ruolo importante.

Mi e' meno chiaro come, a quasi 150 anni dall'unità d'Italia, la scuola non sia riuscita ad "accorciare" le distanze. E la cosa risulta ancora piu' strana se e' vero che le scuole del Nord sono piene di insegnanti meridionali, e "nonostante" la meridionalizzazione i risultati sono fantastici.