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Sette Miti. Anzi, no: sette confusioni. (II)

8 commenti (espandi tutti)

Nouriel ci marcia, ma un'intervista che uno di noi ha trovato (dove? boh!) contiene un'affermazione che  condivido al 100% (infatti, l'ho scritta anche qua varie volte) ed è la seguente

You don't agree with the current stimulus ideas?

I am deeply skeptical. I certainly thought [the Troubled Asset Relief Program] was a terrible mistake. I have enormous confidence in the institutions of America, and I hope they will override the mistakes individuals make. But this whole business of TARP reminded me a lot of the WMD business in Iraq: "Oh my God, just trust us. There are these WMDs, and unless you give us the authority now and right now to bomb them, disaster will befall us all." Giving Wall Street or Detroit or the banks money with virtually no personal accountability erodes the legitimacy of the system. Ultimately, the great strength of this economy is the belief that the game is not rigged, that we can all get ahead if only we try harder. The destruction of that belief could be an awful consequence of this desperate shoveling of money.

Poi dice anche

How will America be positioned in terms of global competitiveness when it emerges from this recession?


One of the few things I agree with Paul Krugman about is that competitiveness is a dubious notion. One can talk about competitiveness in the Olympics, but competitiveness in terms of economic growth puts things in completely the wrong frame. We are living a world where there is going to be, in the long run, more prosperity in more parts of the world. As prosperity increases in more parts of the world, the U.S. share of world GDP will decline, and that is a good thing. But in the next couple of years, we could completely mess this up and go in the direction of socialism. We could go crazy with these stimulus packages and destroy the free-enterprise ethos that has sustained innovation for the past several centuries. I would rather have a slower recovery than try to accelerate the process and destroy the foundations of the free-enterprise system.

Ed anche questo lo condivido ...

Non è che, Mr. Doom a parte, magari il Nouriel ha un mezzo modellino sensato in testa? Comincio a sospettarlo, which would be good news. Contrary to what you may think, mi fa piacere che la gente che finisce sui giornali dica cose sensate invece che insensate. Ora, il problema è riconciliare queste affermazioni con le previsioni della fine del mondo, ma quella è un'altra storia.


In realtà sembra che le affermazioni citate siano da attribuire ad Amar Bhidé, o almeno questo è quello che si trova nel link all'articolo di Business Week:

http://www.businessweek.com/print/magazine/content/09_03/b4116017130825.htm

Sul tema sono da leggere anche i resoconti "agghiaccianti" di FT sull'incorporazione di Merryl Lynch da parte di Bank of America, da cui si ricava che il tesoro americano, pur di non far saltare il deal, si è impegnato a sostenere le perdite sul portafoglio di Merril. Di fatto i soldi dei contribuenti americani vanno agli azionisti di ML e in parte anche come bonus per i dipendenti.

http://www.ft.com/cms/s/0/2ac14f58-e363-11dd-a5cf-0000779fd2ac.html

 

Ogni commento è superfluo.

E cosa ti aspettavi? Per quanto trovi la cosa quanto meno discutibile dal punto di vista morale, e' inutile fare finta che sia inaspettata.

Davvero credevi che BoA comprasse ML nel bel mezzo della crisi senza avere "garanzie" da parte della Fed e del governo? Se si vuole criticare qualcosa, secondo me, bisogna andare alla radice e criticare il ruolo giocato dalla Fed e dal governo a Settembre. Credo che tutto quello che sta accadendo ora sia solo la logica conclusione delle decisioni prese in quei giorni.

Agree. Non l'han detto in molti, ma noi l'avevamo detto. La scelta del bailout generalizzato per mantenere il "sistema bancario nazionale" intatto ha queste ovvie conseguenze.

Per questo non ho mai sopportato e non sopporto i profeti di sventura ed i Mr. Dooms: il loro gridare ai quattro venti che the end is near è stato altamente strumentale all'adozione di queste politiche folli. Se non avessero attivamente cooperato a convincere il pubblico che senza bailout crollava il mondo, l'enorme trasferimento di denaro dal tax payer (già bistrattato di suo) a banchieri incompetenti e frequentemente anche ladri non sarebbe avvenuto in queste dimensioni.

Il titolo è allarmistico, ma l'articolo è ottimo! Ci sono i dati, sono dati veri e sono descritti correttamente, Altro livello, ancora una volta, dalla paccottaglia che gira in Italia sulla stampa di regime.

Tra l'altro, se leggi l'articolo e guardi i dati, noti che we (nFA, I mean) were right about Italy all along. Quasi tre anni fa, quando avevamo appena cominciato, prendevamo in giro quelli di sinistra che annunciavano, nell'estate del 2006 di aver fatto il miracolo, che l'Italia cresceva magicamente solo per il fatto che erano arrivati al potere. Ricordo di essermi scazzato qui, con il solito anonimo (mica tanto) tirapiedi di TPS alla EEC che veniva a spiegarmi del tendenziale e della crescita miracolosa. Dicemmo che, a partire da metà 2007 la crescita se ne sarebbe andata, e se ne andò. Il miracolo durò un nulla.

Non solo, i dati smentiscono brutalmente anche il commercialista da Sondrio che fa finta che tutti i guai italiani siano dovuti ai freddi venti USA. I freddi venti USA hanno solo accentuato i guai, i quali sono ben precedenti al fracasso da questo lato dell'Atlantico ed indipendenti da esso. La depressione italiana è reale, dura da dieci anni e quest'anno ed il prossimo sono solo due anni leggermente peggiori del resto. Con queste politiche, non è detto che siano gli ultimi.

Non è un evento inaspettato. Tuttavia uno rimane sempre sorpreso dal fatto che il governo americano continui a regalare i soldi dei contribuenti e questi assistano passivamente. La domanda che sorge spontanea è perchè non intervengono direttamente nel capitale ordinario delle banche in questione ?

perchè non intervengono direttamente nel capitale ordinario delle banche in questione ?

Perché vogliono salvare i capitalisti dal capitalismo.