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Sette Miti. Anzi, no: sette confusioni. (II)

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E' una trasmissione radiofonica che si serve di ottimi consulenti  :-)

solo che non si riesce a sentire  il podcast, bisognerebbe abbonarsi, figurarsi.

Economista ufficiale? Come nella gloriosa Unione Sovietica. Sarà contento, Michele

Beh, loro sono proprio divertenti e, secondo me, capiscono le cose abbastanza al volo anche se fanno i finti tonti ... ma è lo stile della trasmissione, che se capisco è un po' di "cult" in Italia, specialmente fra gente di "sinistra" (l'ultiima volta si son divertiti a definirmi "l'ultimo economista neoliberale rimasto", tanto per dire). Da cui l'ironia sull'economista ufficiale.

Però, ho l'impressione che stiano "walking a (very) tightrope" su certi argomenti ... non so se mi spiego. Tanto per dire, ogni volta che dico qualcosa sulla situazione italiana o non strettamente relativo alle borse ed alla crisi USA, la girano. Ho menzionato il commercialista alcune volte, creando imbarazzo ... Insomma, mi aspetto da un giorno all'altro che smettano di chiamare :-) Ma per il momento è divertente e prende pochissimo tempo. Dev'essere una trasmissione molto ascoltata perché ho ricevuto una valanga di email da ascoltatori (al 98% delle quali non ho risposto e mi scuso qui, nel caso leggessero nFA ... non ho un'assistente come la Alba Parietti, purtroppo!).

P.S. Commento tecnico. Visto che mi occupo di innovazione e cose del genere, Caterpillar è un ottimo esempio di come innovare nel campo dell'informazione "ricombinando" inputs esistenti in maniera creativa. La loro forza è il telefono da un lato e la diaspora italiana dall'altro. Infatti, cosa fanno? Hanno un network di persone che loro chiamano "corrispondenti" ed a cui danno persino un numero (controllate sul loro sito) tipo 'inviato speciale 0054' .... Questi sono italiani all'estero, nei paesi più svariati (una valanga in USA, ovviamente), gente più o meno sveglia, capace di articolare frasi compiute (insomma, non potenziali concorrenti del Grande Fratello) ed in grado di raccontare cosa vedono/sentono e di parlare la lingua del luogo. A nessuno di questi danno una lira, ovviamente, ma il corrispondente si diverte. Tanto, perdi 5/10 minuti ogni tanto ed i tuoi amici in Italia gongolano ad ascoltarti "in radio". Quest'ultima ovvietà l'ho aggiunto per evitare che la scimmia di Pavlov di turno cominci a straparlare di esternalità ... alla gente chiedono pochissimo sforzo e danno in cambio diversione e visibilità. Poiché tendono a scegliere persone sveglie e che non amano fare la figura dei fessi, il risultato è che (con l'eccezione mia) hanno corrispondenti che non straparlano quasi mai.

Usando questo network, quelli di Caterpillar riescono a fare servizi dall'estero che sono un 1000 volte più informati, puntuali ed interessanti, oltre che tempestivi, di chi ha "corrispondenti ufficiali", strapagati, raccomandati ed ignoranti, oltre che nullafacenti. Se la RAI adottasse la stessa strategia per praticamente quasi tutto quanto vuole sapere dall'estero, risparmierebbe decine di milioni di euro, e fornirebbe informazione dall'estero infinitamente migliore di quella che offre ora.

Domandina finale: cosa ha spinto quelli di Caterpillar ad inventarsi questa cosa? Che gli danno un brevetto o il copyrigt? No, ovviamente, chiunque li può imitare. Li ha spinti la mancanza di fondi e la necessità di fare una trasmissione buona con pochi soldi per rimanere "vivi". Ossia, la concorrenza, sana madre di quasi tutto ciò che è buono ed utile al popolo. Talk about "lavor saving competitive innovation"!

(insomma, non potenziali concorrenti del Grande Fratello)

 

Minchia, questa gente è incredibile: pesca a strascico di minchioni.

Il prof. Boldrin in diretta anche video al raduno estivo di caterpillar.

http://www.c6.tv/vero.html

Non è vero. Qui ci sono i podcast delle puntate depurati di canzoni e pubblicità:

http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=83

eh, si, ho capito ma io voglio sentire solo Michele, mica mi devo sentire tutta la trasmissione...come li trovi i podcast dei singoli inteventi?

Una cosa tra parentesi: ma perchè caspita la Rai non da tutto in gestione a chi sa fare il lavoro di organizzazione di contenuti ad aziende più serie di quel carrozzone politico trainato da quel brocco agonizzante che hanno all'ingresso?

Ecco, allora se i giornalisti della Rai leggono anche gli umili commentatori, io proporrei che i video dei programmi li affidassero a youtube, e invece i podcast li affidassero alla apple con itunes. Alcune università americane lo fanno già con le conferenze. Invece, alla Rai, quanto ci metteranno a capirlo? Se penso che stiamo ancora cercando di capire a come disfarci di Villari, al posto del cavallo ci metterei questa scultura, a rappresentare lo scoramento che ci prende a vedere, più che gli spettacoli del palinsesto, lo spettacolo complessivo.

come li trovi i podcast dei singoli inteventi?

Temo non esistano, ho trovato un rss ma punta a delle mezze puntate.Tra l'altro alla fine della prima metà di quella del 22 annunciano Michele, all' inizio della seconda parlano con uno zoologo.